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Will Power ha conquistato la pole della São Paulo Indy 300, quarto appuntamento stagionale del campionato IndyCar. Continua dunque il dominio del team Penske e dei motori Chevrolet, che finora hanno conquistato 4 pole su 4 e 3 vittorie su 3.
Vedremo se qualcuno sarà in grado di spezzare questo monopolio, a partire magari dal duo del team Ganassi Franchitti-Dixon, che si sono piazzati alle spalle di Power (Dario,in particolare, è sembrato rivitalizzato chiudendo a soli 4 centesimi dal poleman). Completano la fast six Hinchcliffe (sempre presente tra i primi sei in qualifica quest’anno), Hunter-Reay e Justin Wilson. (altro…)

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  • Due team, Herta Autosport e Dreyer & Reinbold, hanno lasciato i motori Lotus e cercano un nuovo fornitore. La Honda è stata finalmente autorizzata a montare un turbocompressore aggiornato: l’update era stato già portato a Long Beach e approvato dall’IndyCar, ma la Chevrolet aveva avanzato un ricorso costringendo i giapponesi a rimandare l’aggiornamento. Il ricorso è stato esaminato da una commissione indipendente,che ha dato ragione alla Honda.
  • Secondo quanto riportato da Autosport, la Ford starebbe considerando l’idea di sbarcare in IndyCar allargando a 4 il confronto tra motoristi.
  • E’ stato deciso che non ci saranno penalizzazioni in griglia ad Indianapolis. Il regolamento prevede che in caso di sostituzione anticipata del motore (prima cioè che questo raggiunga il chilometraggio minimo) scatti l’arretramento di 10 posizioni in griglia: eccezionalmente questo non avverrà ad Indianapolis ed eventuali penalità saranno scontate nella gara successiva a Detroit.
  • Ad Indianapolis Andretti schiererà anche Saavedra (in collaborazione con AFS Racing) e Ana Beatriz;   Ed Carpenter Racing,Sam Schmidt  Motorsports,Sarah Fisher Racing,Foyt Racing e Rahal-Letterman  si presenteranno anche con una seconda vettura: da stabilire il pilota per i primi due team, mentre gli altri tre affideranno il volante,rispettivamente, a Clauson,Cunningham e Jourdain.Proprio il messicano, con i suoi sponsor, ha portato via il sedile al nostro Filippi. Rahal non ha chiuso definitivamente le porte a Luca, non escludendo di poter schierare una terza vettura per lui, serve però un supporto economico che al momento non c’è. Sul catino dell’Indiana debutterà il team Shank con il pilota Jay Howard, mentre nell’entry list ufficiale, accanto al team Newman/Haas non compare ancora il nome di Jean Alesi, la cui presenza (più volte annunciata) non è dunque ancora ufficiale.
  • Il team KV Racing Technology è stato multato dopo che la vettura di Tony Kanaan non ha superato le verifiche tecniche a Long Beach. E’ stata riscontrata la violazione delle regola 14.7.2 che stabilisce in 18.5 galloni la capacità massima del serbatoio. Non è stata resa nota l’entità della sanzione pecuniaria.

Ciao ciao Indianapolis..Filippi fregato sul filo di lana dai dollari di Jurdain che guiderà al posto del nostro italiano nella mitica gara americana. Ci sono speranze per tutte le gare post Indianapolis, ma senza soldi è dura…Che nervoso,ma ci rendiamo conto? uno dei nostri più grandi talenti. Ma finchè viviamo in questa italia..che si eccita per Perez, e Bianchi..ci meritiamo questo…Sarebbe ora che anche i nostri italiani mandassero a quel paese i dirigenti della nostra federazione e chi non li sostiene…anche la stampa ed i media…Ricordiamoci ragazzi che i soldi per Uccio si trovano sempre…VERGOGNA!

Posto qui di seguito i tweet di Will Buxton, giornalista di speed tv ai gp di f1 e gp2…le sue poche parole spiegano meglio di qualsiasi cosa la situazione italiana…vergognamoci.

This is interesting. @RLLracing say that Jourdain will race the #30 car at the Indy 500. Entry List has RLL down for #15 (sato) and #4

What’s the deal? @RLLracing to run Jourdain in a third car with @LucaFilippiLF still in the #45?

With no Italians in F1, the 2 guys with a chance of making it in USA, @LucaFilippiLF and @giorgio_pantano, are struggling for sponsors

The Italians all cry about the fact there are no Italians racing at the top level, but where is their support? Where is their funding?

I guess there’s the Ferrari driver academy though… whose leading lights are French and Mexican. Forza Italia? Una barzelletta!

capito? siamo una barzelletta!

 

 

 

 

 

 

 

Premessa…ammiro e rispetto chiunque si metta alla guida dentro un abitacolo a 300km/h.

Detto questo….Dai nessuno pensa che la storia di Maria de Villota terzo pilota Marussia sia vera.. nel senso che la porterà a guidare nei gp a tempo pieno.

Ha dato certo visibilità al team, tanto da diventare trend topic su twitter, ma non penso sia la donna che la F1 cerchi. Qui ci vuole una nuova Lella Lombardi, o Desireè Wilson, non una nuova Amati.

Strano che il fiuto di Ecclestone non abbia portato nei tempi giusti una come Danica Patrick in F1…Bella, attraente per tifosi e sponsor, ma forse, sicuramente,più adatta alle gare su ovali, dove io sono convito, stupirà in molti in Nascar. Guardando il panorama rosa del motorsport ad oggi vedo solo l’italo/svizzera Simona de Silvestro capace di arrivare in F1

ed andare subito forte…

Anche Ana Beatriz sembra crescere bene,ma ad ora non ha dimostrato quelle capacità velocistiche che tutti attribuiscono invece a Simona. Sarebbe ora che veramente qualche team rischiasse di testare veramente una donna forte…dai io non penso che Simona sia più  lenta di un Petrov,lo ha dimostrato ampiamente…anzi sarebbe

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Questa sera l’America celebra l’edizione numero 46 del suo evento sportivo più importante: il Super Bowl.
Teatro della sfida tra i New England Patriots di Boston e i New York Giants sarà il Lucas Oil Stadium di Indianapolis (diretta su SportItalia 2 e ESPN America a partire da mezzanotte ora italiana).
Il Super Bowl è la partita secca che assegna il titolo di campione della National Football League (NFL), la lega professionistica statunitense di football americano, e viene considerata dagli stessi Americani come l’incontro che assegna il titolo di campione del mondo di questo sport.Proprio a sottolineare la “solennità” dell’evento, le edizioni sono contrassegnate dai numeri romani (quest’anno si gioca il Super Bowl XLVI).
Ma il Super Bowl è molto più di una partita o di un semplice evento sportivo: è una tradizione, un’istituzione, potremmo dire quasi un rito per gli americani, una sorta di festa nazionale, visto che il paese intero si ferma per guardare la finale.
Lo dimostrano i dati degli ascolti Tv: lo scorso anno il match è stato seguito da una media di 111.5 milioni di spettatori, un dato che da solo ci fa capire sia perchè il Super Bowl venga considerato l’evento sportivo più importante dell’anno, sia perchè si tratti di un avvenimento in grado di generare un business di notevoli dimensioni. (altro…)

Oggi il simulatore è diventato uno strumento indispensabile per squadre,piloti e costruttori, il cui utilizzo è sempre più diffuso stante la tendenza generale all’abolizione o comunque alla riduzione dei test in pista.
La Dallara, grande azienda italiana fornitrice unica di monoposto in campionati quali IndyCar,Indy Lights, Gp2, Gp3 e World Series by Renault, nonchè riferimento assoluto in Formula 3 (a proposito di orgoglio italiano del quale si parlava ieri…), dispone di uno dei simulatori più moderni ed avanzati, utilizzato anche nello sviluppo della nuova monoposto IndyCar intitolata a Dan Wheldon.
Nel video che vi proponiamo dopo il salto, però, Tony Kanaan, durante un lavoro di simulazione, decide di compiere un percorso del tutto particolare e sicuramente insolito. (altro…)

Brian Barnhart non sarà più a capo della Direzione Gara dell’ IndyCar conservando soltanto il ruolo di “President of Operations” (in questa veste si occuperà di coordinare le operazioni logistiche e sarà responsabile dei commissari di gara, delle verifiche tecniche e dell’implementazione e del miglioramento della sicurezza).
Nativo di Indianapolis e coinvolto nell’ambiente Indycar sin dal 1982 (ricoprendo svariati incarichi prima nelle squadre e poi nell’organizzazione), Barnhart manterrà, dunque, in ogni caso un ruolo molto importante,ma al tempo stesso la sua rimozione dal vertice della Direzione Gara segna indubbiamente un punto a favore di chi lo aveva aspramente criticato durante questa stagione. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power. (altro…)

Come anticipato ieri dal nostro depaillerontyrrellp34, la nuova Dallara 2012 porterà il nome di Dan Wheldon, lo sfortunato pilota inglese, che ne aveva curato lo sviluppo, venuto purtroppo a mancare domenica scorsa a Las Vegas.
Dal canale ufficiale della IndyCar su Youtube prendiamo il video del test di Wheldon che segna l’esordio della nuova vettura in quello che sarà il suo campo di gara più prestigioso, l’Indianapolis Motor Speedway, la pista legata alle imprese sportive più importanti di Wheldon.
Dan, numeri alla mano, può essere considerato il miglior interprete recente della celeberrima 500 miglia, avendo collezionato ,in nove edizioni, due vittorie,due secondi posti,un terzo e un quarto posto,nonchè tre partenze in prima fila, come risultati migliori.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

I test della nuova Dallara. Prosegue spedito il programma di sviluppo della nuova Dallara 2012: dopo la prima uscita sullo stradale di Mid-Ohio, la nuova monoposto,siglata IR12, ha debuttato sugli ovali: prima all’ Iowa Speedway e poi in quello che sarà il suo teatro di gara più prestigioso e cioè Indianapolis.
Finora i test sono stati sempre condotti al volante da Dan Wheldon,campione IRL 2005 e due volte vincitore (e campione in carica) della Indy 500.
Sull’ovale piccolo dell’Iowa (lungo 0.875 miglia) l’inglese ha girato due giorni la settimana scorsa,coprendo in ciascuna giornata l’equivalente della distanza di gara senza lamentare problemi tecnici.
Questa settimana,invece,la monoposto, gestita in pista dal team Bryan Herta Autosport, ha girato ad Indianapolis.
Di entrambi i test non sono stati divulgati i riscontri cronometrici,anche perchè in questa fase iniziale,come ha dichiarato lo stesso Wheldon, non si stanno cercando le prestazioni,ma si stà facendo un lavoro preliminare di “sgrossatura” della monoposto volto soprattutto alla raccolta di dati e alla verifica dell’affidabilità e della corretta progettazione e assemblaggio dei vari componenti.
L’esemplare del nuovo telaio Dallara ha girato finora sempre spinto dal nuovo motore Honda turbo di 2.2 litri di cilindrata,ma già a partire dal prossimo test sarà approntata una seconda monoposto dotata del nuovo propulsore Chevrolet.
Intanto è stato ufficializzato che la Brembo è stata designata come fornitore esclusivo del sistema frenante, con un accordo fino al 2015.
La Brembo ha progettato un nuovo sistema finalizzato ad un triplice obiettivo: contenimento del peso con l’uso del carbonio (si stima un peso totale sui 2 kg), lunga durata dell’impianto (che consenta qundi alle squadre di contenere i costi), e adeguamento al nuovo regolamento,che a differenza del passato,prevede che lo stesso sistema frenante debba essere utilizzato sia per gli ovali che per gli stradali.
La scelta di Brembo,come quella di Dallara,mi si perdoni la considerazione personale, dimostra ancora una volta che la nostra tecnologia presenta delle eccellenze straordinarie,incoraggiamento in un momento difficile per il nostro Paese,ma anche ennesima conferma che la via della crescita e della ripresa non può che passare dalla ricerca in tutti i campi. (altro…)

Il bellissimo documentario di Oscar Orefici con storie ed immagini a cavallo del 1976 e 1977…da non perdere per l’incedibile quantità di video ed interviste ai protagonisti della F1 di quell’epoca!

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Credit: Chris Graythen/Getty Images

Paul Menard ha centrato il primo successo in carriera vincendo la Brickyard 400, grazie ad un’ottima strategia che gli ha consentito di resistere al ritorno di Jeff Gordon e portare la Chevrolet Impala #27 del Richard Childress Racing in victory lane, coronando così un sogno che per la famiglia Menard era un’ossessione: vincere a Indianapolis. Menards, importante catena di negozi di bricolage, è infatti coinvolta nel motorismo americano a vari livelli ed ha anche schierato un proprio team in quella che allora era la IRL.

Il successo rilancia anche le ambizioni di Paul per un posto nella Chase for the Cup, visto che il trentenne del Wisconsin è al momento una delle 2 wild card, in virtù della vittoria di ieri e del 14esimo posto in classifica.

Per Paul Menard, come detto, si tratta della prima vittoria in carriera, ed è la quarta volta, nel 2011, che un pilota conquista la sua prima affermazione. Gli altri sono stati Trevor Bayne, Regan Smith e David Ragan.

Le vetture più in palla del lotto sono sembrate fin dalle prime battute quelle di Kasey Kahne, in testa per ben 48 tornata, Jeff Gordon e Jimmie Johnson, ma anche in questa occasione a fare la parte del leone sono state le strategie, tutte finalizzate a mantenere una posizione più avanzata possibile, per avere aria pulita e incontrare meno traffico, anche a scapito dell’usura degli pneumatici. (altro…)

Ventata di aria fresca…riconciliazione con il motorpsort in tv…ecco cosa ho provato ieri notte collegandomi su Sportitalia per la telecronaca Nascar della Brickyard400. Ad affiancare il solito  bravo commentatore di Sportitalia Pelizzari, ieri sera collegato dall’America c’era il nostro Mad Max Papis. La sua telecronaca è stata ricca di entusiasmo, passione e tecnica fino dei minimi dettagli senza annoiare mai. Ho imparato di più sulla Nascar in 3 ore di gara con Max ieri notte, che in tutti questi anni che seguivo la categoria regina USA. Traduzioni dei team radio impeccabili, inglese impeccabile (vero Stella Bruno?), mai una sbavatura, racconto di come vivono i piloti la gara giro dopo giro le 3 ore di competizione, racconto secondo per secondo quello che succede dentro l’abitacolo al momento del pitstop, nei pre gara, le varie vicende di corsa, pressioni di pneumatici, tutto a 360° dal dettaglio meno importante al più essenziale…Grazie Max…hai dimostrato che si possono avere ancora telecronache non di parte, non aziendaliste, ma fatte con la passione vera per il motorsport e che parla chiaro a tutti i tifosi. Telecronache che vogliono insegnare e far capire cosa succede ai telespettatori….Telecronaca ricca di contenuti tecnici e non ma mai difficile da seguire, mai banale…e con 43 vetture in pista! Aria fresca…non la solita aria pesante aziendalista lecchina a cui noi tifosi di F1 siamo abituati ogni domenica. Cosa possiamo pretendere di più da uno come Mazzoni che passa tutto il a seguire solo Alonso (e Massa quando è nei primi 5) innalzandolo sempre e comunque a pilota superiore? Vero Mazzoni & co.?Cosa cavolo ce ne frega a noi dove andranno in ferie i piloti?  Ieri con 24 macchine (non 43 come nella Nascar) avranno sbagliato non so quante volte a riconoscere i piloti…adirittura in un on board che faceva vedere Massa che stava attaccando Rosberg sono riusciti a dire Alonso che attacca Schumacher…(perchè alonso lo vedono ovunque)…no è Massa che attacca Schumacher…no è Massa che attacca Rosberg…o è Alonso che attacca Rosberg? O quando con una sola Renault rimasta in pista hanno avuto dei dubbi su chi fosse uscito fuori pista…Ma dai, ma basta, ma finiamola. Consiglio a Mazzoni & Co. : andatevi a procurare la telecronaca della nascar da Indy di ieri sera e ripassate un pò. Che siamo stufi di telecronache ad uso e consumo di una macchina rossa e del suo pilota che chissà perchè veniva odiato quando correva contro la rossa ed ora è osannato a furor di popolo.

Chiediamo troppo? Non penso, la telecronaca di Papis di ieri sera ci dimostra che non siamo per nulla lamentosi o troppo pretenziosi…siamo appassionati di motorsport e vogliamo sentire parlare di motorsport con passione e competenza.Punto.

Credit: Tom Pennington/Getty Images for NASCAR

L’Indianapolis Motor Speedway è uno di quei circuiti che non hanno assolutamente bisogno di presentazioni, incastonato com’è nella storia dell’automobilismo fin dal 1909, insieme alla sua striscia di mattoni, la Brickyard, reminiscenza di un passato pionieristico baciata da tutti quelli che hanno la fortuna di posare piede sull’asfalto dello Speedway, con la S maiuscola.

Descriverne la storia, soffermandosi soltanto sugli aspetti e gli avvenimenti principali, richiederebbe comunque di scrivere un libro, per cui rimanderò gli interessati ad una ricerca più approfondita sul web o a una delle tante letture cartacee che affiancano storie meravigliose ad altrettanto meravigliose immagini di piloti come Jim Clark, Mario Andretti, Al Unser, A.J. Foyt e mille altri che meriterebbero di essere elencati.

Da sempre sede della 500 miglia di Indianapolis, l’ovale di Indianapolis si presenta come un rettangolo con gli spigoli arrotondati. I due lati più lunghi del rettangolo sono il frontstretch e il backstretch, lunghi entrambi 3300 piedi, poco più di un chilometro. Le quattro curve sono inclinate di 9°12′ e sono il terreno ideale per le monoposto della Indycar. Alle vetture della Sprint Cup, dotate di molto meno carico aerodinamico, le curve di Indianapolis richiedono frenate decise, un assetto molto a posto per lasciar coricare la vettura e non perdere troppa velocità nei brevissimi rettilinei che rappresentano i lati brevi del rettangolo, e un’ottima motricità in uscita per lanciarsi il più velocemente possibile nei rettilinei. (altro…)

Burnout con la bandiera americana per Brad Keselowski, Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Un finale coi fiocchi ha segnato l’arrivederci della Nationwide Series al Lucas Oil Raceway. A uscirne vincitore è stato il campione in carica della categoria, Brad Keselowski, al volante della Dodge Challenger #22 del Penske Racing, che ha beffato tutti in situazione di green-white-checkered, quattro giri oltre la distanza prevista per la gara.

Per il 27enne di Rochester Hills, Michigan, si tratta della seconda vittoria della stagione nella categoria, la prima a Indianapolis, la 14esima in carriera.

Dopo 175 giri su 200 insolitamente tranquilli, segnati da soltanto due bandiere gialle per detriti in pista e da un dominio assoluto di Ricky Stenhouse Jr., in testa per la bellezza di 189 tornate, un contatto tra Tim Andrews e Michael Annett, successivamente colpiti violentemente da Steve Wallace, ha causato un’interruzione con bandiera rossa di una dozzina di minuti. Dal successivo restart si è scatenata la bagarre, con contatti e soprassi a ripetizione. (altro…)