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Si può pensare a tutto, ogni tipo di accorgimento, però questo video ci fa capire che l’imprevedibilità nel motorsport è sempre dietro l’angolo. Dallara ha lavorato moltissimo per evitare i decolli delle auto, tanto che le DW12 sembrano dei proto visti da dietro, eppure i decolli ci sono ancora… Motorsport is dangerous dicono gli ingelsi, molto molto più sicuro grazie al lavoro dei costruttori e delle federazioni, ma l’impoderabile può sempre capitare…

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Un grosso in bocca al lupo ai protagonisti della indycar che domani iniziano la stagione. Lo facciamo tramite la canzone speedway at nazareth scritta da mark knopfler, ex leader dei dire straits,assieme a stefan johansson, e che parla di un pilota della indycarche nonostante tante difficoltà non molla e dall’ovale di nazareth….comincia il bello…

http://www.youtube.com/watch?v=praUaqWWLyk

After two thousand came two thousand and one
To be the new champions we were there for to run
From springtime in arizona ‘til the fall in monterey
And the raceways were the battlefields and we fought
‘em all the way

Was at phoenix in the morning I had a wake-up call
She went around without a warning put me in the wall
I drove long beach, california with three cracked vertebrae
And we went on to indianapolis, indiana in may

Well the brickyard’s there to crucify anyone who will not learn
I climbed a mountain to qualify I went flat through the turns
But I was down in the might-have beens an old pal good as died
And I sat down in gasoline alley and I cried

Well we were in at the kill again on the milwaukee mile
And in june up in michigan we were robbed at belle isle
Then it was on to portland, oregon for the g. i. joe
And I’d blown off almost everyone when my motor let go

New england, ontario we died in the dirt
Those walls from mid-ohio to toronto they hurt
So we came to road america where we burned up the lake
But at the speedway at nazareth I made no mistake

Premessa…ammiro e rispetto chiunque si metta alla guida dentro un abitacolo a 300km/h.

Detto questo….Dai nessuno pensa che la storia di Maria de Villota terzo pilota Marussia sia vera.. nel senso che la porterà a guidare nei gp a tempo pieno.

Ha dato certo visibilità al team, tanto da diventare trend topic su twitter, ma non penso sia la donna che la F1 cerchi. Qui ci vuole una nuova Lella Lombardi, o Desireè Wilson, non una nuova Amati.

Strano che il fiuto di Ecclestone non abbia portato nei tempi giusti una come Danica Patrick in F1…Bella, attraente per tifosi e sponsor, ma forse, sicuramente,più adatta alle gare su ovali, dove io sono convito, stupirà in molti in Nascar. Guardando il panorama rosa del motorsport ad oggi vedo solo l’italo/svizzera Simona de Silvestro capace di arrivare in F1

ed andare subito forte…

Anche Ana Beatriz sembra crescere bene,ma ad ora non ha dimostrato quelle capacità velocistiche che tutti attribuiscono invece a Simona. Sarebbe ora che veramente qualche team rischiasse di testare veramente una donna forte…dai io non penso che Simona sia più  lenta di un Petrov,lo ha dimostrato ampiamente…anzi sarebbe

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Luca Filippi farà parte del campionato indycar dalla gara di Indianapolis con il team Rahal…era la notizia che tutti noi tifosi italiani aspettavamo!!!

F1 ED INDYCAR…ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE

Pubblicato: 24 febbraio 2012 da Depailler on Tyrrell P34 in autosport, Autosprint, fia, formula 1, FOTA, Indycar
Tag:, , ,

Crisi,mancanza di sponsor, di talenti, piloti paganti, piste ridicole,poco pubblico…e vetture brutte! Almeno questo male nel motorsport possiamo evitarcelo? Direi di si…

Se ne sta accorgendo anche chi fa le regole per fortuna. Fermo restando la sicurezza che deve venire prima di tutto, ma le vetture di F1 ed Indycar, regine delle ruote scoperte, sono veramente brutte da guardare. Una con lo scalino sul muso tipo lego ed alettoni sproporzionati…l’altra che sembra un panzer tedesco della seconda guerra mondiale. I team di F1 se ne sono accorti e sembra che la FIA per il prossimo anno corra ai ripari ed anzi potrebbe nascere una commissione che andrebbe a studiare le future forme delle monoposto come scritto da autosport questa settimana. Certo McLaren dimostra che lo scalino si poteva evitare, ma c’era da immaginarsi che lo avremmo visto sul 99% delle monoposto, e con la computer grafica si potevano anche fare delle prove sulle forme future. Sembrano lontanissimi i tempi in cui le vetture trasmettevano velocità solo a guardarle, con al loro aerodinamica pronta a trafiggere l’aria…Per fortuna possiamo rifarci gli occhi con l’endurance…

Confronto tra indycar

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Oggi il simulatore è diventato uno strumento indispensabile per squadre,piloti e costruttori, il cui utilizzo è sempre più diffuso stante la tendenza generale all’abolizione o comunque alla riduzione dei test in pista.
La Dallara, grande azienda italiana fornitrice unica di monoposto in campionati quali IndyCar,Indy Lights, Gp2, Gp3 e World Series by Renault, nonchè riferimento assoluto in Formula 3 (a proposito di orgoglio italiano del quale si parlava ieri…), dispone di uno dei simulatori più moderni ed avanzati, utilizzato anche nello sviluppo della nuova monoposto IndyCar intitolata a Dan Wheldon.
Nel video che vi proponiamo dopo il salto, però, Tony Kanaan, durante un lavoro di simulazione, decide di compiere un percorso del tutto particolare e sicuramente insolito. (altro…)

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti. (altro…)

Oggi voglio proporvi un pezzo scritto da un nostro caro amico e collaboratore. Si chiama Daniele e oltre ad essere un grandissimo designer (che ci sta aiutando con la grafica del nuovo sito, il logo è sua creazione) è anche un grande appassionato di motorsport e di corse americane. Daniele lo potete seguire su twitter @DanSanfy13 . Oggi ci propone una sua idea, una sua realizzazione per rendere più sicuri gli abitacoli indycar dopo il terribile incidente di Las vegas.La sciamo parlare Daniele e la sua creazione.
“Siamo reduci da una settimana nera per il mondo del motorsport. Inutile dire quanta tristezza ci ha lasciato la perdita di due ragazzi che si sono spenti nel pieno svolgimento della loro passione. Una passione per quel fascino irresistibile che solo la velocità emana. Un fascino che nasconde il suo lato peggiore, oscuro e così cinicamente pronto a mietere le sue vittime. Abbiamo perso due ragazzi per colpa di una serie di incredibili combinazioni. Sono stati spesi litri e litri di inchiostro, in questi giorni, a proposito della sicurezza durante le gare sulle piste di tutto il mondo. Si è detto qualsiasi cosa e si è pensato a un sacco di soluzioni lampo. A volte queste reazioni scomposte, in cui si cercano invisibili killer, si cercano colpe, si cercano scuse, servono a scacciare i propri fantasmi che puntualmente appaiono quando avvengono simili avvenimenti.
L’incidente avvenuto a Las Vegas a metà ottobre che ha portato via Dan Wheldon ha riproposto tutti i limiti di un tema mai sufficientemente sviluppato come la sicurezza. Per quanto si possa fare sembra sempre che manchi qualcosina. Abbiamo visto auto volare letteralmente dopo essere decollate sulle ruote posteriori di altre macchine. Abbiamo visto rottami incendiarsi dopo aver colpito le barriere. Abbiamo visto auto non riuscire a rallentare per via dei freni ghiacciati (certo, sugli ovali è un problema visto che non si usano). Abbiamo visto come le reti metalliche di contenimento riescano a strappare dall’auto pezzi di carrozzeria, di carbonio, parti metalliche e quant’altro. Abbiamo visto il palo di supporto delle reti impattare con il casco di Dan Wheldon. Tutta la collezione di tutto ciò che va evitato si è palesato sotto gli occhi di tutti sul tracciato nel Nevada.
Così i piloti, gli addetti ai lavori, i fans, tremendamente addolorati per il dramma vissuto hanno cominciato a chiedersi cos’altro va fatto per assicurare la vita dei piloti. Sicuramente in ottica 2012 la IndyCar ha studiato alcune soluzioni sicuramente interessanti che dovrebbero limitare il rischio “decollo” grazie agli orrendi, ma necessari, bumpers posteriori. Ma basterà?

fonte immagine: indy.com

In una giornata che non può che essere molto triste, il back to the future non può che essere dedicato al momento che ogni pilota sogna di vivere: la vittoria della 500 miglia di Indianapolis. La felicità infinita di baciare una striscia di mattoni. Un gesto che segna una vita, diviso da Dan Wheldon con la sua famiglia.

Ecco il filmato integrale della 500 miglia di quest’anno vinta dal pilota inglese: ci mancherai Dan! (altro…)

DA AUTOSPORT.COM

TRIBUTES TO DAN WHELDON:

Lewis Hamilton, McLaren Formula 1 driver

“This is an extremely sad day. Dan was a racer I’d followed throughout my career, as I often followed in his footsteps as we climbed the motorsport ladder in the UK. He was an extremely talented driver. As a British guy, who not only went over to the States but who twice won the Indy 500, he was an inspirational guy, and someone that every racing driver looked up to with respect and admiration. This is a tragic loss at such a young age. My heart goes out to his family and friends during this extremely difficult time.”

Andretti Autosport (Wheldon’s team – as Andretti Green – from 2003 to 2005)

“It is with extreme sorrow that we have lost one of our champion drivers today. Dan was an Indy 500 champion and IndyCar Series champion with Andretti Autosport – and one of our closest competitors. Dan brought such enthusiasm and passion to the sport not often seen in motorsports. We will remember Dan’s tremendous racing accomplishments with our team as well his infectious personality. We would like to express our deepest sympathy to Dan’s family, racing team and friends today. Dan is one of IndyCar’s greatest champions.”

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Continuiamo nelle tappe di avvicinamento verso l’atteso finale di campionato di Las Vegas proponendovi oggi il video della gara Champ Car del 2005 che si svolse in notturna proprio sull’ovale della capitale del gioco d’azzardo e che vedeva impegnati in pista piloti che rivedremo protagonisti domenica sera come Tagliani,Servia,Tracy e Hunter-Reay.
Ringraziamo l’utente CrapwagonChampcarfan che ha postato il video su youtube.

Siamo entrati nella settimana che si concluderà con l’ultima gara 2011 dell’ IndyCar, la 300 miglia di Las Vegas,che deciderà il titolo tra Dario Franchitti e Will Power e metterà in palio il superpremio di 5 milioni di dollari che sarà assegnato in caso di vittoria di Dan Wheldon.
Per “prepararci” all’evento andiamo a spulciare tra i precedenti, tra i quali troviamo la gara 2004 dell’ormai defunta Champ Car,dalla cui unione con l’IRL è (ri)nata l’attuale IndyCar, gara che vi proponiamo in versione integrale.
Senza sconfinare in “spoiler” vi diciamo solo che questa corsa annuncia quelli che potrebbero essere i temi di domenica prossima: l’importanza del traffico e uno splendido arrivo in volata dopo un lungo duello ruota a ruota.
Ringraziamo l’utente CrapwagonChampcarfan che ha postato il video su youtube.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Giorgio Pantano.Il team Dreyer & Reinbold Racing ha annunciato che il pilota padovano guiderà la Dallara-Honda numero 22 anche il prossimo fine settimana, che vede in programma il terz’ultimo appuntamento di campionato a Motegi in Giappone.
La trasferta nel paese del Sol Levante coinciderà con l’ultima gara stradale del 2011, infatti, a differenza degli anni scorsi, non si correrà sull’ovale -danneggiato in seguito al recente terremoto- ma sul tracciato che abitualmente ospita la Motogp e la Formula Nippon.
Dennis Reinbold,compropietario del team,ha commentato :”Non potremmo essere più felici di rimettere Giorgio nella nostra macchina: ha fatto un ottimo lavoro per noi a Sonoma e Baltimora e siamo convinti che sarà molto forte a Motegi.”.
Pantano ha dichiarato: “Voglio ringraziare la squadra e gli sponsor per avermi dato questa nuova opportunità.Le ultime due gare sono state molto consistenti per noi e non vedo l’ora di correre di nuovo con il team in Giappone.Sono qui per fare il meglio possibile come sempre e sono impaziente di competere.” (altro…)

immagine tratta dal sito speedtv.com

Il Circuito,l’entry-list,la situazione di campionato.Domenica prossima, 4 settembre, il circus dell’IndyCar sbarca a Baltimora per la quattordicesima prova di campionato,quart’ultima della serie (penultimo appuntamento su stradale).
Baltimora,principale città del Maryland,rappresenta uno dei maggiori centri portuali della costa orientale.
Proprio nelle vicinanze del porto è stato ricavato un tracciato cittadino,che quest’anno ospiterà per la prima volta l’IndyCar,con un contratto firmato sino al 2015.
La pista (la cui planimetria è rappresentata nell’immagine in alto) è lunga 3.218 km e conta 13 curve;il rettilineo principale misura 1 km circa e saranno presenti ben 13 tribune.
La gara si correrà sulla distanza di 75 giri pari a 255 km circa.
Trattandosi dell’evento inaugurale ovviamente non abbiamo precedenti e riferimenti cronometrici.
A livello di pura curiosità possiamo ricordare che negli ultimi anni in IndyCar in due occasioni chi ha vinto la gara inaugurale di una pista ha poi conquistato il titolo a fine anno: Franchitti nel 2007 (Iowa) e Dixon nel 2008 (Edmonton).
Per quel che concerne il parco partenti sono iscritte 28 vetture:rispetto alla gara precedente di Sonoma Simona De Silvestro, risolte le disavventure “doganali”, si riprende il volante da Simon Pagenaud nel team HVM Racing,poi non avremo in pista Ho-pin Tung in compenso il team Dreyer & Reinbold Racing schiererà una terza vettura per Tomas Scheckter.
A meno di novità per Motegi questa dovrebbe essere la seconda ed ultima gara per Pantano in questo 2011, motivo in più per cercare di ottenere un risultato importante:di sicuro giova al pilota padovano che la pista sia nuova e che quindi tutti partano nelle medesime condizioni.
In campionato guida sempre Franchitti,ma il vantaggio su Will Power si è ridotto a sole 26 lunghezze,mentre Dixon è terzo staccato di 75 punti rispetto allo scozzese.
Nella speciale classifica che prende in considerazione solo le gare stradali (e che dopo Motegi assegnerà il trofeo intitolato a Mario Andretti) comanda sempre Franchitti,ma i punti di distacco su Power scendono a 7.
Infine tra i rookie guida JR Hildebrand con sole tre lunghezze di vantaggio su James Hinchcliffe. (altro…)


(clicca sull’immagine per ingrandire)

Nel post di ieri ( https://motorsportrants.wordpress.com/2011/08/10/indycarnovita-in-arrivodallara-2012pantanoscheckter/ ) parlavamo della possibilità che Giorgio Pantano approdi in IndyCar nelle gare stradali rimanenti in questo 2011 o al più tardi nella prossima stagione.
Più precisamente per lui sarebbe un ritorno in America, visto che nel 2005 corse due gare con la Panoz-Toyota del Ganassi Racing in sostituzione di Ryan Briscoe, infortunatosi in un brutto incidente nell’ovale di Chicago.
Il nostro debuttò all’ Infineon Raceway di Sonoma:partito tredicesimo,negli ultimissimi giri, mentre lottava con Franchitti e Meira per l’ottavo posto,fu coinvolto in un incidente col brasiliano che lo costrinse al ritiro (fu comunque classificato quattordicesimo).
Ma dopo aver preso un attimo più di confidenza con la vettura e con la squadra,già nelle qualifiche della gara successiva a Watkins Glen stupi’ tutti conquistando la prima fila accanto al polesitter Helio Castroneves.
A questo punto se non siete amanti degli spoilers e volete vedere da soli come si comportò Pantano in quella gara, ve ne proponiamo il video integrale,per tutti gli altri, invece, dopo il salto vi diciamo come andò a finire offrendovi un breve commento e alcune considerazioni (alle quali ovviamente rimandiamo anche i primi dopo aver visto la gara).


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