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Una nuova era. Una sorta di anno zero. Questo,in estrema sintesi, è il 2012 dell’IndyCar. Si riparte da St. Petersburg, Florida, con un nuovo telaio, nuovi motori (sia perchè è cambiato il regolamento, sia perchè alla Honda si sono aggiunte Chevrolet e Lotus), nuovi team, nuovi piloti, un nuovo calendario con graditi ritorni di appuntamenti classici (Fontana, Detroit) e l’assoluta novità della prima gara in Cina per questa serie. Ma si riparte anche con il ricordo ancora vivo nel cuore di Las Vegas e della perdita di Dan Wheldon:la parola d’ordine è ricominciare si,ma senza dimenticare, per cui massima attenzione alla sicurezza.
E ancora: si riparte senza Danica Patrick, personaggio assoluto di questo campionato, capace di attirare l’interesse di tifosi,spettatori, tv, media e sponsor.
In compenso è arrivato Barrichello e gli organizzatori sperano che funzioni a bilanciare a livello d’immagine la perdita della Patrick: a livello sportivo nel cambio il campionato probabilmente ne ha addirittura guadagnato.
Tutto nuovo anche il vertice della Direzione Gara: trasferito ad altri incarichi il discusso Brian Barnhart,la palla passa ora a Beaux Barfield (che proviene dall’ American Le Mans Series e prima ancora dalla Champ Car), che sarà coadiuvato da Gary Barnard (anche lui in precedenza in Champ Car) e dagli ex piloti Arie Luyendyk e Johnny Unser,nella speranza che il loro operato si caratterizzi per omogeneità di giudizio, equilibrio e buon senso (che in più di un’occasione sono mancati lo scorso anno).
In un contesto economico-finanziario difficile (sia negli Usa che nel mondo), si è riusciti ad allestire un parco partenti molto valido sia numericamente (26 i piloti in pista nella prima gara, cui si aggiungeranno altre presenze strada facendo) che qualitativamente: peccato solo per i nostri colori che Pantano non abbia trovato spazio e Filippi sia al via “solo” da Indianapolis (comunque già esserci è positivo).
Ritorna dopo molti anni anche il confronto tra motoristi,con i test che hanno mostrato un buon equilibrio tra Honda e Chevrolet, mentre Lotus sembra più indietro a causa del ritardo del progetto che l’ha portata in pista tardi e con squadre di seconda fascia, dal momento che i top team si erano nel frattempo accasati con gli altri due motoristi.
C’è curiosità intorno al nuovo telaio Dallara (intitolato a Dan Wheldon), che ha ben superato alcuni inevitabili problemi di gioventù, anche se ha fatto storcere un pò il naso agli appassionati per le sue forme: si sà anche l’occhio vuole la sua parte, ma la cosa più importante è che la nuova Dallara Dw12 si dimostri veloce, sicura ed affidabile, poi col tempo forse ci abitueremo….
Rilancio? Consacrazione? Ritorno ai fasti della vecchia Cart? Noi lo speriamo per l’Indycar, augurandoci di assistere ad una stagione avvincente e spettacolare. Buon campionato a tutti e Forza Filippi! (altro…)

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Firestone ha esteso fino al 2014 il suo contratto di fornitore esclusivo di pneumatici per il campionato IndyCar, inoltre continuerà a supportare la categoria con attività promozionali ed iniziative di marketing e sarà title sponsor (oltre che unico gommista) dell’ Indy Lights anche per il 2012.
Firestone, società americana controllata dalla giapponese Bridgestone, è ritornata nei campionati a ruote scoperte nel 1995 e a partire dal 2000 è diventata fornitore unico dell’ IRL, che dalla fusione con l’ex Champ Car ha (ri)dato vita all’ IndyCar.
Del resto la storia del costruttore è legata indissolubilmente alla Indy 500, visto che Ray Harroun nel 1911 ne vinse la prima edizione con la sua Marmon gommata proprio Firestone.
Il suggestivo video che vi proponiamo è uno spot realizzato proprio in occasione del centenario di quella vittoria e ripercorre i 100 anni di impegno agonistico della casa fondata ad Akron nel 1900.

Come anticipato nella prima parte, al fine di stilare un bilancio finale dell’esperienza di Danica Patrick in Indycar, vi proponiamo una sorta di botta e risposta virtuale nel quale confrontiamo aspetti positivi e negativi,luci ed ombre,pregi e difetti, lasciando al lettore il compito di trarre le sue conclusioni e di rispondere, se crede, alla domanda del titolo, ovvero Danica Patrick è un pilota di talento o un personaggio mediatico?
In questa seconda parte analizziamo i “contro”. (altro…)

Pilota o personaggio? Sostanza o apparenza? Talento o fenomeno mediatico? Sport o marketing? Verità o bluff?
Con la gara di Las Vegas dello scorso 16 ottobre si è conclusa (a meno di clamorosi ritorni o di presenze-spot alla Indy 500) la carriera in IndyCar di Danica Patrick, che dal 2012 passerà in pianta stabile nel pianeta Nascar.
La circostanza ci permette di tracciare un bilancio consuntivo dell’esperienza della pilotessa del Wisconsin nel massimo campionato americano per vetture a ruote scoperte,in modo da evidenziarne luci ed ombre.
Per farlo abbiamo scelto di scindere la nostra analisi in due parti, sviscerando nella prima solo gli aspetti positivi e nella seconda solo quelli negativi, in modo da cercare di offrire al lettore un quadro il più possibile completo e distaccato con l’obiettivo dichiarato di lasciare al lettore stesso, e soltanto a lui, il compito di rispondere alle domande di cui sopra.
In altre parole vi proponiamo una sorta di gioco nel quale, dopo aver ascoltato le opposte ragioni dell’ “accusa” e della “difesa”, sarete voi, in qualità di “giurati”, a dover esprimere il vostro “verdetto”.
In questa prima parte, come detto, analizzeremo solo i “pro”. (altro…)

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power. (altro…)

Oggi voglio proporvi un pezzo scritto da un nostro caro amico e collaboratore. Si chiama Daniele e oltre ad essere un grandissimo designer (che ci sta aiutando con la grafica del nuovo sito, il logo è sua creazione) è anche un grande appassionato di motorsport e di corse americane. Daniele lo potete seguire su twitter @DanSanfy13 . Oggi ci propone una sua idea, una sua realizzazione per rendere più sicuri gli abitacoli indycar dopo il terribile incidente di Las vegas.La sciamo parlare Daniele e la sua creazione.
“Siamo reduci da una settimana nera per il mondo del motorsport. Inutile dire quanta tristezza ci ha lasciato la perdita di due ragazzi che si sono spenti nel pieno svolgimento della loro passione. Una passione per quel fascino irresistibile che solo la velocità emana. Un fascino che nasconde il suo lato peggiore, oscuro e così cinicamente pronto a mietere le sue vittime. Abbiamo perso due ragazzi per colpa di una serie di incredibili combinazioni. Sono stati spesi litri e litri di inchiostro, in questi giorni, a proposito della sicurezza durante le gare sulle piste di tutto il mondo. Si è detto qualsiasi cosa e si è pensato a un sacco di soluzioni lampo. A volte queste reazioni scomposte, in cui si cercano invisibili killer, si cercano colpe, si cercano scuse, servono a scacciare i propri fantasmi che puntualmente appaiono quando avvengono simili avvenimenti.
L’incidente avvenuto a Las Vegas a metà ottobre che ha portato via Dan Wheldon ha riproposto tutti i limiti di un tema mai sufficientemente sviluppato come la sicurezza. Per quanto si possa fare sembra sempre che manchi qualcosina. Abbiamo visto auto volare letteralmente dopo essere decollate sulle ruote posteriori di altre macchine. Abbiamo visto rottami incendiarsi dopo aver colpito le barriere. Abbiamo visto auto non riuscire a rallentare per via dei freni ghiacciati (certo, sugli ovali è un problema visto che non si usano). Abbiamo visto come le reti metalliche di contenimento riescano a strappare dall’auto pezzi di carrozzeria, di carbonio, parti metalliche e quant’altro. Abbiamo visto il palo di supporto delle reti impattare con il casco di Dan Wheldon. Tutta la collezione di tutto ciò che va evitato si è palesato sotto gli occhi di tutti sul tracciato nel Nevada.
Così i piloti, gli addetti ai lavori, i fans, tremendamente addolorati per il dramma vissuto hanno cominciato a chiedersi cos’altro va fatto per assicurare la vita dei piloti. Sicuramente in ottica 2012 la IndyCar ha studiato alcune soluzioni sicuramente interessanti che dovrebbero limitare il rischio “decollo” grazie agli orrendi, ma necessari, bumpers posteriori. Ma basterà?

La Dallara 2012 porterà il nome di Wheldon

Pubblicato: 18 ottobre 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in grand-am, irl, italia da corsa, segnalazioni
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In questo momento di dolore e sgomento per il terribile crash di Las Vegas Siamo felici di dirvi che la Dallara 2012 sarà intitolata alla memoria di Dan Wheldon come anticipato via twitter. Riportiamo il TWIT originale di Matteo Vecchi che collabora con Max Papis. 

@matteovecchi Just spoke with my brother who works for Dallara and had great news that the 2012 car will be named in memory of @danwheldon

Un gesto che tutti noi tifosi di motorsport accogliamo con grande soddisfazione alla memoria dello sfortunato pilota britannico. Ciao Dan! Sempre con noi.

DA AUTOSPORT.COM

TRIBUTES TO DAN WHELDON:

Lewis Hamilton, McLaren Formula 1 driver

“This is an extremely sad day. Dan was a racer I’d followed throughout my career, as I often followed in his footsteps as we climbed the motorsport ladder in the UK. He was an extremely talented driver. As a British guy, who not only went over to the States but who twice won the Indy 500, he was an inspirational guy, and someone that every racing driver looked up to with respect and admiration. This is a tragic loss at such a young age. My heart goes out to his family and friends during this extremely difficult time.”

Andretti Autosport (Wheldon’s team – as Andretti Green – from 2003 to 2005)

“It is with extreme sorrow that we have lost one of our champion drivers today. Dan was an Indy 500 champion and IndyCar Series champion with Andretti Autosport – and one of our closest competitors. Dan brought such enthusiasm and passion to the sport not often seen in motorsports. We will remember Dan’s tremendous racing accomplishments with our team as well his infectious personality. We would like to express our deepest sympathy to Dan’s family, racing team and friends today. Dan is one of IndyCar’s greatest champions.”

(altro…)

Siamo entrati nella settimana che si concluderà con l’ultima gara 2011 dell’ IndyCar, la 300 miglia di Las Vegas,che deciderà il titolo tra Dario Franchitti e Will Power e metterà in palio il superpremio di 5 milioni di dollari che sarà assegnato in caso di vittoria di Dan Wheldon.
Per “prepararci” all’evento andiamo a spulciare tra i precedenti, tra i quali troviamo la gara 2004 dell’ormai defunta Champ Car,dalla cui unione con l’IRL è (ri)nata l’attuale IndyCar, gara che vi proponiamo in versione integrale.
Senza sconfinare in “spoiler” vi diciamo solo che questa corsa annuncia quelli che potrebbero essere i temi di domenica prossima: l’importanza del traffico e uno splendido arrivo in volata dopo un lungo duello ruota a ruota.
Ringraziamo l’utente CrapwagonChampcarfan che ha postato il video su youtube.

immagine tratta dal sito http://www.motorsport.com

I risvolti dell’annuncio. La notizia è di quelle destinate a far discutere: Jean Alesi sarà in pista ad Indianapolis per la 500 miglia del prossimo anno.
Il pilota di Avignone affronterà la classicissima americana al volante di una Dallara motorizzata Lotus,storico marchio di cui da quest’anno l’ex pilota Ferrari è divenuto consulente e ambasciatore.
L’annuncio,di per sè per certi versi clamoroso,pur proiettato verso il prossimo anno,presenta già degli effetti immediati,per comprendere i quali dobbiamo però fare un passo indietro.
Come noto da tempo,infatti, il prossimo anno in IndyCar ci sarà un nuovo telaio,sempre realizzato dalla Dallara,mentre come motoristi Chevrolet e Lotus andranno ad affiancare la Honda,che perderà la posizione di “monopolista”.
Il regolamento ha stabilito che un motorista può fornire massimo il 40% del parco partenti,precisando che i team interessati a partecipare al prossimo campionato dovevano annunciare il proprio fornitore entro il 31 agosto scorso.
I team principali (Penske,Ganassi,Andretti,KV,Panther,Newmann-Haas,Sam Schmidt,Foyt) si sono legati con Honda e Chevrolet,le quali hanno ormai raggiunto o quasi il limite massimo di forniture previsto dal regolamento.
Le squadre senza contratto con un motorista (Dreyer & Reinbold,Coyne,Conquest,Herta, Dragon,Rahal Letterman,Sarah Fisher Racing) si sono trovate in una posizione molto scomoda: impossibilitate a concludere con Honda e Chevrolet,si sono rivolte alla Lotus senza ottenere risposte concrete e il termine del 31 agosto è nel frattempo scaduto.
La deadline è stata spostata prima al 15 e poi al 30 settembre e lo stesso CEO dell’IndyCar,Randy Bernard si è mosso in prima persona volando in Inghilterra per incontrare il presidente Lotus Dany Bahar.
In effetti la mossa si è resa necessaria perchè il programma IndyCar della Lotus sembrava avvolto nel mistero più totale: il mancato accordo coi team e la separazione dalla KV di Jimmy Vasser,negli ultimi anni squadra ufficiale,avevano fatto sospettare a qualcuno che il programma stesso fosse in forte ritardo o potesse addirittura saltare.
Per fortuna forti rassicurazioni sono giunte sia da Lotus che da Bernard e i primi contratti di fornitura del marchio anglo-malese dovrebbero essere ufficializzati a breve.
Ora l’annuncio della partecipazione di Alesi come ufficiale Lotus alla prossima Indy 500 dirada le ombre e rende a questo punto certo l’approdo del costruttore come motorista per l’anno prossimo.
Un annuncio cosi anticipato (mancano ancora 8 mesi all’evento) e cosi chiacchierato (visto che coinvolge il personaggio Alesi),ha in effetti un sapore un pò politico e di immagine,come mossa ad effetto per rassicurare tutto l’ambiente,creando anche l’attesa. (altro…)

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media). (altro…)

Forza ragazzi non molliamo! E’ questo messaggio che va dato ai nostri giovani piloti italiani nel momento in cui in F1 la presenza tricolore sta svanendo. Non molliamo! Negli ultimi weekend grandi soddisfazioni sono arrivate da valsecchi,bortolotti,mortara e oggi da filippi! Ragazzi le cui imprese sui giornali italici vanno sempre in fondo e spesso nemmeno vengono menzionate. Durante le dirette certi commentatori sprecano più fiato per piloti esteri che per i nostri portacolori. Non va bene così! Tutti, dai Blogger,ai giornali,alle tv di motori dovrebbero parlare e sostenere di più i nostri piloti. In Inghilterra non si fanno problemi a piazzare un loro giovane in copertina o a volte anche spingerlo fortemente al limite della decenza (vedi autosport con di resta). Non fermiamoci solo alla ferrari per favore.siamo la patria degli ascari,farina,alboreto,patrese,bandini,Pirro,de angelis,zanardi e tanti altri…
Perché cavolo dobbiamo parlare sempre in modo entusiasmante degli altri? Non facciamogli mancare il nostro supporto…e a loro mi sento di dare1piccolo consiglio da semplice tifoso: nel caso non perdetevi dietro alla F1 come ha fatto Pantano…irl e le mans potrebbero essere grandi occasioni…categorie snobbate chissà perché qui in italia,ma fiore all’occhiello all’estero. I successi di Pirro,Capello,Zanardi all’estero dimostrano che a volte l’olimpo del motorsport non è solo la F1.

PICS OF THE WEEKEND – FOTO DEL WEEKEND

Pubblicato: 31 marzo 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in irl, pic of the week, segnalazioni
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Oggi facciamo un salto negli States…

Simona de Silvestro: l’ italo/svizzera o svizzero/italiaca che sta facendo impazzire gli americani con la sua guida agressiva e di altissima qualità. Simona sta oscurando alla grande Danica Patrick in IRL ed io sogno di vederla un giorno in f1  perchè ha le capacità senza ombra di dubbio. Domenica è arrivata quarta a St. petersburg e ha fatto sudare Kanaan per difendere il podio. seguitela sul suo twitter @simdesilvestro

Se il buon giorno si vede dal mattino…anche quest’anno non andrà molto bene a Marco Andretti che sembra aver smarrito il suo potenziale dopo il primo anno in Irl

Ma stiamo scherzando? Dove va il motorsport?

Pubblicato: 3 marzo 2011 da Depailler on Tyrrell P34 in fia, formula 1, irl, pirelli
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La domanda mi viene spontanea dopo aver letto alcune idee che si vorrebbero e si introdurranno in alcune serie il prossimo anno…

Già da queste pagine di semplici appassionati di motori ci siamo schierati contro a zavorre, griglie invertite, alettoni mobili ed altre diavolerie introdotte solo per aumentare lo spettacolo televisivo e che vanno a snaturare l’essenza del motorsport…cioè il team migliore con il migliore pilota vince punto e basta. Quest’anno in F1 ci troveremo ad avere gomme di burro che dureranno (pare) 20giri e dovremmo vedere (forse) dai 4 ai 5 pit stops a gara…qualche giornalista ha già detto che saranno una manna per il tifoso…non so sinceramente a quale tipologia di tifoso si riferisca, perché  sinceramente l’idea di vedere gare falsate da gomme di burro non mi entusiasma per niente.

Poi Bernie pensa di far innaffiare artificialmente le piste per correre con pista bagnata… a quando una bella nevicata o una grandinata?

Oggi leggo che la prossima gara IRL in Texas si svolgerà in 2 manches…la prima normale con griglia fatta dai tempi di qualifica, la seconda manche con la griglia stabilita con il metodo del sorteggio (a random)…Si avete capito bene, col sorteggio…come fossimo al superenalotto o alla lotteria di capodanno…

Io spero vivamente che prima o poi tutte queste stupidaggini finiscano e ritornare ad avere il vero motorsport non falsato artificiosamente..GRAZIE!