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immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale. (altro…)

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Il circuito e i precedenti. Domenica prossima il Las Vegas Motor Speedway sarà teatro dell’ultimo e attesissimo appuntamento 2011 del campionato IndyCar, che assegnerà i titoli della classifica generale e di quella dei rookie e che, in caso di vittoria di Wheldon, distribuirà il superpremio di 5 milioni di dollari.
Il circuito, appartenente alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto, fu inaugurato nel 1971 e ha subito importanti ristrutturazioni nel 1996 e nel 2006.
La lunghezza è di un 1.5 miglia pari a 2.4 km e la gara si disputerà sulla distanza dei 200 giri pari a 300 miglia (o se preferite 480 km).
Il record sul giro appartiene ad Arie Luyendyk che nel 1996 con la sua Reynard-Cosworth fermò il cronometro in 23.842 secondi,girando alla media di 362.39 Km/h.
Molto difficilmente questo record sarà battuto nel prossimo week-end:anche se la ristrutturazione del 2006 ha incrementato il banking delle curve e di conseguenza la velocità nelle curve stesse è aumentata, le Dallara-Honda attuali sono più pesanti e molto meno potenti.
Per quanto riguarda i precedenti, questa pista ha ospitato l’IRL dal 1996 al 2000 e la Champ Car nel biennio 2004-2005 e ,tranne che nel 1996 e nel 2000, la gara si è sempre corsa in notturna.
Il maggior numero di successi (2) è di Bourdais, tra i piloti vittoriosi qui troviamo anche Al Unser jr e Arie Luyendyk (entrambi due volte vincitori della Indy 500) e Sam Schimdt,attuale proprietario dell’omonimo team.
A titolo di pura curiosità vi diciamo che nel circuito ci sono cartelli che avvisano che non è permesso tenere armi: chi ne fosse trovato in possesso è invitato ad uscire e se non lascia il circuito può essere accusato di violazione di domicilio (la pista è considerata proprietà privata),viceversa se il possessore è titolare di un regolare porto d’armi non è reato introdurre armi nel circuito (ci si potrebbe chiedere quale persona sana di mente e benintenzionata vada a vedersi una corsa automobilistica con una pistola in tasca e si potrebbe notare la differenza abbissale con i nostri eventi sportivi dove, il calcio insegna, prima di entrare ormai si è iper-controllati!).
La nostra perplessità non fa che aumentare se consideriamo che il retro del biglietto d’ingresso porta la dicitura: “Con l’uso di questo biglietto, il titolare acconsente alla ragionevole ricerca di alcol,medicine e altri articoli vietati”: paese che vai… (altro…)

fonte immagine: profilo facebook Michael Waltrip Racing

Sprint Cup Series News

Annunciata il passaggio di Clint Bowyer al Michael Waltrip Racing – E’ stata presentata al Kansas Speedway la Toyota Camry #15 sponsorizzata da 5-Hour Energy, con cui Clint Bowyer prenderà parte alla prossima stagione della Sprint Cup per il Michael Waltrip Racing. L’annuncio ha posto fine ai dubbi che circondavano il futuro del nativo di Emporia, Kansas, divenuto uno dei pezzi pregiati del mercato dopo che Carl Edwards ha deciso di rinnovare con il Roush Fenway Racing. La Toyota #15 scenderà in pista per la prima volta in occasione della 500 miglia di Daytona del 2012. Per il team di Waltrip si tratta di un passo importante ed ambizioso, che oltretutto allarga il parco macchine da schierare, mentre per Bowyer le possibilità cominciavano a scarseggiare e c’è da sperare che il sodalizio con la nuova squadra non segni un passo indietro nella sua carriera. (altro…)

immagine tratta dal sito indycar.com

Prende sempre più i contorni dell’ occasione persa la vicenda del superpremio di 5 milioni di dollari associato alla “IZOD IndyCar World Championship Presented by Honda”, nome ufficiale dell’ultima gara 2011 dell’IndyCar,che si svolgerà domenica 16 ottobre in quel di Las Vegas.
Alla stesura del calendario stagionale gli organizzatori avevano avuto l’idea molto interessante di rendere ancor più avvincente l’epilogo del campionato (che anche quest’anno rispetterà la tradizione che dal 2006 vede il titolo decidersi sempre all’ultimo appuntamento) creando un evento speciale: una gara su ovale (esclusa dalla classifica specifica che assegna il trofeo A.J. Foyt come a ribadire il carattere di sfida a sè stante) da svolgersi in quella che è universalmente riconosciuta come la capitale del gioco d’azzardo,Las Vegas appunto, mettendo a disposizione il favoloso jackpot di 5 milioni di dollari per il pilota non regular del campionato che fosse riuscito a vincere la gara.
La mossa era stata evidentemente pensata per attirare piloti celebri di altre serie,gente come Zanardi,Pastrana,Hornish,Montoya, o altre stelle della Nascar (quel fine settimana non impegnate di domenica visto che corrono di sabato a Charlotte) e perfino qualche ex-F1 desideroso di ritornare in pista (Villenevue,Raikkonen,….):una presenza chiaramente occasionale,ma di sicuro appeal sportivo e mediatico,che avrebbe sicuramente aggiunto interesse e attesa nei confronti di un campionato in crescita che ambiziosamente vuole tornare ai fasti della vecchia Cart,prima che la scissione e la crescita esponenziale della Nascar le sottraessero importanza e seguito. (altro…)

IndyCar, Gli highlights del Kentucky.

Pubblicato: 3 ottobre 2011 da peppe1981 in Indycar
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Dopo la cronaca della gara con le valutazioni della situazione di campionato,vi proponiamo gli highlights della 300 miglia del Kentucky.

immagine tratta dal sito media.indycar.com

La cronaca. Il leader della classifica Will Power parte in prima posizione (portando a casa il punto extra della pole) affiancato da Graham Rahal, gli altri championship contenders sono attardati: Dixon scatta settimo, Franchitti, afflitto da problemi al motore, solo undicesimo.
Al via Power prende il comando e guida autorevolmente il primo quarto di gara accumulando sino a tre secondi su Rahal (un vantaggio di tutta comodità in un ovale dove i 29 piloti sono racchiusi in qualifica in mezzo secondo e i distacchi si misurano in millisecondi).
Franchitti ,però, non è da meno: recupera sino in sesta posizione e viaggiando in scia riesce a conservare un pò di carburante.
Dopo il ritiro di Castroneves per problemi al motore,si apre la finestra della prima sosta ai box: tra i primi a fermarsi proprio Power e si verifica l’episodio che gli compromette la gara (e, forse, il campionato). (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

I test della nuova Dallara. Prosegue spedito il programma di sviluppo della nuova Dallara 2012: dopo la prima uscita sullo stradale di Mid-Ohio, la nuova monoposto,siglata IR12, ha debuttato sugli ovali: prima all’ Iowa Speedway e poi in quello che sarà il suo teatro di gara più prestigioso e cioè Indianapolis.
Finora i test sono stati sempre condotti al volante da Dan Wheldon,campione IRL 2005 e due volte vincitore (e campione in carica) della Indy 500.
Sull’ovale piccolo dell’Iowa (lungo 0.875 miglia) l’inglese ha girato due giorni la settimana scorsa,coprendo in ciascuna giornata l’equivalente della distanza di gara senza lamentare problemi tecnici.
Questa settimana,invece,la monoposto, gestita in pista dal team Bryan Herta Autosport, ha girato ad Indianapolis.
Di entrambi i test non sono stati divulgati i riscontri cronometrici,anche perchè in questa fase iniziale,come ha dichiarato lo stesso Wheldon, non si stanno cercando le prestazioni,ma si stà facendo un lavoro preliminare di “sgrossatura” della monoposto volto soprattutto alla raccolta di dati e alla verifica dell’affidabilità e della corretta progettazione e assemblaggio dei vari componenti.
L’esemplare del nuovo telaio Dallara ha girato finora sempre spinto dal nuovo motore Honda turbo di 2.2 litri di cilindrata,ma già a partire dal prossimo test sarà approntata una seconda monoposto dotata del nuovo propulsore Chevrolet.
Intanto è stato ufficializzato che la Brembo è stata designata come fornitore esclusivo del sistema frenante, con un accordo fino al 2015.
La Brembo ha progettato un nuovo sistema finalizzato ad un triplice obiettivo: contenimento del peso con l’uso del carbonio (si stima un peso totale sui 2 kg), lunga durata dell’impianto (che consenta qundi alle squadre di contenere i costi), e adeguamento al nuovo regolamento,che a differenza del passato,prevede che lo stesso sistema frenante debba essere utilizzato sia per gli ovali che per gli stradali.
La scelta di Brembo,come quella di Dallara,mi si perdoni la considerazione personale, dimostra ancora una volta che la nostra tecnologia presenta delle eccellenze straordinarie,incoraggiamento in un momento difficile per il nostro Paese,ma anche ennesima conferma che la via della crescita e della ripresa non può che passare dalla ricerca in tutti i campi. (altro…)

Date e orari dei prossimi appuntamenti delle tre serie NASCAR. La Sprint Cup e la Nationwide Series correranno a Dover, Delaware, mentre la Camping World Truck Series sarà a Sparta, Kentucky. (altro…)

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media). (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Giorgio Pantano.Il team Dreyer & Reinbold Racing ha annunciato che il pilota padovano guiderà la Dallara-Honda numero 22 anche il prossimo fine settimana, che vede in programma il terz’ultimo appuntamento di campionato a Motegi in Giappone.
La trasferta nel paese del Sol Levante coinciderà con l’ultima gara stradale del 2011, infatti, a differenza degli anni scorsi, non si correrà sull’ovale -danneggiato in seguito al recente terremoto- ma sul tracciato che abitualmente ospita la Motogp e la Formula Nippon.
Dennis Reinbold,compropietario del team,ha commentato :”Non potremmo essere più felici di rimettere Giorgio nella nostra macchina: ha fatto un ottimo lavoro per noi a Sonoma e Baltimora e siamo convinti che sarà molto forte a Motegi.”.
Pantano ha dichiarato: “Voglio ringraziare la squadra e gli sponsor per avermi dato questa nuova opportunità.Le ultime due gare sono state molto consistenti per noi e non vedo l’ora di correre di nuovo con il team in Giappone.Sono qui per fare il meglio possibile come sempre e sono impaziente di competere.” (altro…)

Busch guida il gruppo alla partenza in Kentucky, Credit: Andy Lyons/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto in Kentucky

Kyle Busch – 99 vittorie a 26 anni sono davvero tante. Il fatto che la gran parte di esse sia stata conseguita nelle “serie minori” del calendario NASCAR sicuramente le sminuisce un po’, specie se confrontate con le 200, tutte nella top-class, di Richard Petty o le 105, una sola in quella che oggi è la Nationwide Series, di David Paerson, però il talento di Las Vegas dimostra che girare in tondo gli piace davvero tanto e che è destinato a grandi cose. Come da lui stesso ammesso in conferenza stampa, gli mancano le vittorie nelle gare simbolo della Sprint Cup e, soprattutt , il titolo assoluto. A entrambe le cose si può rimediare, magari a cominciare da quest’anno. Intanto “Rowdy” ha incassato una doppietta sul Kentucky Speedway e ha messo in cascina altri 10 punti bonus per la Chase For the Cup. Gli altri inseguono.

David Reutimann – Ci voleva, per il Michael Waltrip Racing, una buona prestazione ed è arrivato il primo piazzamento nella top-5 della stagione. Dopo la delusione patita dal patron Michael Waltrip, che a causa della pioggia ha visto annullato il suo sforzo in qualifica e non ha quindi potuto prendere parte alla gara, dopo una prima metà di stagione disastrosa sia per lo stesso Reutimann che per Martin Truex Jr., arrivato a scagliare epiteti poco edificanti nei confronti della propria squadra, David ha sfoggiato una prestazione più che convincente. Era chiaramente il più veloce negli ultimissimi giri della Quaker State 400 e avrebbe potuto giocarsi la vittoria con la Toyota #18 del Joe Gibbs Racing, se fosse riuscito a sbarazzarsi prima di Jimmie Johnson. “Sembra che fossimo indietro su alcune cose. Sapevamo di essere indietro,”ha detto Reutimann. “Ma non si fanno certi cambiamenti dalla sera alla mattina. Con l’aiuto della Toyota, del loro staff di engineering, Toyota Racing Development, tutti i ragazzi del Michael Waltrip Racing, i ragazzi della galleria del vento, dandosi da fare, ci hanno finalmente dato una macchina, almeno questo weekend, vicina a quello che ci serviva. Non che avessimo delle pessime auto prima. I piloti contro cui corri, le loro macchine si evolvono costantemente, cambiano. Tentiamo di raggiungerli a volte. Tutti al Michael Waltrip Racing stanno facendo un gran lavoro.

Una cookie-cutter con personalità – Il tracciato del Kentucky speedway è, per essere buoni, molto molto simile a quello del Kansas Speedway o del Chicagoland Speedway, però ha una superficie e degli avvallamenti che lo rendono impegnativo e gradito ai piloti, che si sono subito detti contrari al possibile rinnovo del manto d’asfalto che viene indicato come possibile da molte fonti. La “moda” rinnovare l’asfalto, intrapresa da diversi circuiti negli ultimi anni, magari aggiungendo un banking variabile, viene indicata da molti come la causa di alcune gare noiose e quindi della progressiva disaffezione del pubblico, che trova sempre più servizi al circuito, ma che vede venire a mancare il nocciolo del prodotto, ovvero i duelli ravvicinati e le corse emozionanti, come accade da un paio di anni a Bristol.

Track position, consumo di benzina e usura delle gomme – in Kentucky tutti hanno focalizzato la strategia della seconda metà di gara sull’ottimizzazione del consumo di carburante. Le gomme, specie una volta che l’asfalto era stato gommato a sufficienza, non hanno rappresentato un problema per nessuno, al punto da poter addirittura rinunciare ad un pit, come Kyle Busch nel finale, pur mantenersi nelle prime posizioni e di poter sfruttare i vantaggi aerodinamici delle primissime posizioni. Addirittura piloti come David Reutimann lamentavano un deciso sottosterzo con quattro gomme nuove, mentre si trovavano decisamente meglio con coperture interne usurate.

Pubblico, tanto, e un mega ingorgo – Il debutto della Sprint cup sul Kentucky Speedway ha indubbiamente attirato una quantità notevole di persone. Talmente notevole che ha colto del tutto impreparati organizzatori e istituzioni locali. Ne é scaturito un ingorgo colossale, con detentori di biglietti che sono riusciti ad arrivare allo speedway, dopo ore e ore di coda, solo per vedersi rimandare indietro perché le autorità erano già all’opera per approntare la viabilità per il dopo-gara. Un vero e proprio disastro, che ha indotto la Speedway Motorsports Inc., società organizzatrice dell’evento, a chiedere ufficialmente scusa ai fans e ad offrire un rimborso a chi é rimasto danneggiato dalle lunghe code di sabato notte. Chi non ha potuto assistere alla gara potrà riceve un biglietto per una delle prossime gare organizzate dalla SMI, tra cui figurano Bristol, Atlanta, Charlotte e Texas, oppure per la prossima edizione della Quaker State 400. Il Kentucky Speedway regalerà anche un biglietto per un evento a scelta tra le prossime gare che si svolgeranno sul tracciato: la Camping World Truck Series o la IZOD Indycar Series.

Cosa non abbiamo visto in Kentucky

Brad Keselowski – il settimo posto per il pilota delle Dodge Charger #2 del Penske Racing é stato decisamente una delusione. Keselowski aveva per le mani una vettura che. Poteva lottare per la vittoria ed ha per corso ben 79 giri in testa, salvo perdere diverse posizioni nelle concitate fasi finali della Quaker State 400. “Alla fine i restart sono solo delle stupidaggini,” ha detto il ventisettenne del Michigan. “Se ti tocca la fila interna, perdi posizioni. Ho continuato a finire nella posizione sbagliata e quindi a ritrovarmi nella fila interna. Tutti i restart ci hanno giocato contro. Una grande prova del team, e questo mi rendo orgoglioso. Abbiamo fatto d dei giri in testa e siamo stati competitivi tutta la sera.”

Denny Hamlin, Tony Stewart e Juan Pablo Montoya – tre piloti decisamente competitivi nelle fasi centrali della gara, tre piloti che hanno portato a casa meno di quello che si aspettavano. Hanno chiuso rispettivamente undicesimo, dodicesimo e quindicesimo, delusi per quello che poteva essere. Tutti e tre alla fine guadagnano una posizione in graduatoria, ma se per Hamlin i playoffs sembrano decisamente alla portata, Stewart e Montoya devono decisamente puntare alla vittoria nelle prossime gare. Il colombiano, in particolare, non può accontentarsi di mirare al bersaglio grosso al Glen.

Dale Earnhardt Jr. – questa volta ci si é messa la sfortuna e Dale Earnhardt Jr. ha rimediato il quarto risultato deludente consecutivo. L’uomo di Kannapolis scende all’ottavo posto in classifica ma soprattutto comincia a vedere minacciata la sua partecipazione alla Chase. Lui e Steve Letarte devono ritrovare il bandolo della matassa e cercare di vincere almeno una delle prossime gare, altrimenti il nervosismo che già si percepisce non potrà che aumentare.

Successo numero 99 in carriera per "Rowdy" Busch, Credit: Andy Lyons/Getty Images for NASCAR

Kyle Busch non ha fatto prigionieri in Kentucky, conquistando la Quaker State 400 con una superiorità evidente, sia sul passo che sulla breve distanza che, naturalmente, in restart. Il ventiseienne di Las Vegas è scattato dalla pole, è stato in testa per 125 giri su 267 ed ha colto la vittoria numero tre in stagione, la seconda in tre giorni dopo quella conquistata nella notte tra giovedì e venerdì in Truck Series, la ventiduesima in Sprint Cup e addirittura la numero 99 in carriera nella NASCAR.

Il Kentucky Speedway ha offerto una gara con appena 6 bandiere gialle, tre delle quali concentrate negli ultimi 60 giri, e dodici piloti ad alternarsi al comando per un totale di 20 cambi di leadership. La fase iniziale ha visto Kurt Busch dettare il passo per una trentina di giri, prima che il fratello Kyle salisse in cattedra, salvo poi perdere un po’ il filo degli aggiustamenti alla vettura nelle fasi finali.

A quel punto la Toyota #18 ha cominciato a macinare giri su giri, accumulndo anche più di 8 secondi di vantaggio su tutti, contrastata da Brad Keselowski, vincitore in Nationwide ieri e autore di 79 giri in testa, Jimmie Johnson, mai al comando ma costantemente a nelle primissime posizioni, Denny Hamlin e Tony Stewart.

L’esplosione del motore di Jamie McMurray al giro 200 ha posto tutti nella condizione di poter concludere la gara con un’ulteriore sosta ai box, che in molti, tra cui Stewart, Johnson e Harvick, hanno anticipato, fermandosi ad una trentina di giri dalla fine, seguiti a breve da tutti gli altri, eccezion fatta per David Reutimann, che si è ritrovato al comando quando, a 14 giri dalla bandiera a scacchi, lo scoppio della gomma anteriore sinistra di Dale Earnhardt Jr. ha portato all’esposizione di una nuova bandiera gialla con pochissimi piloti a pieni giri.

La via dei box, per un rifornimento e almeno due gomme nuove, è stata scelta da tutti tranne Kyle Busch e Matt Kenseth, ma mentre il secondo ha dovuto cedere posizioni in restart agli avversari con gomme fresche, il primo si è subito conquistato un margine di vantaggio rassicurante, annullato nuovamente a 6 giri dalla fine da un testacoda, causa foratura, di Clint Bowyer.

gran prestazione di Reutimann nel finale, Credit: Andy Lyons/Getty Images for NASCAR

L’ultimo restart ha visto Johnson affiancare Busch per la leadership in curva 1 e 2 , salvo poi arrendersi alla maggior velocità del groove esterno e alla maestria del pilota di Las Vegas sul backstretch. Busch si è involato verso la bandiera a schacchi, sotto cui è transitato davanti ad arrembante David Reutimann, che ha scavalcato il campione in carica sul rettilineo finale. Busch, Reutimann e Johnson quindi, seguiti Ryan Newman, che è passato da settimo a quarto in due giri, Carl Edwards, Matt Kenseth, Brad Keselowski, David Ragan, Kurt Busch e Jeff Gordon.

“Questa è di diritto tra le migliori (vittorie). Non ho vinto quelle più importanti ma questa è bella che più bella non si può. il modo in cui abbiamo vinto è stato fantastico,” ha detto Kyle Busch in victory lane.”Siamo stati davanti tutta la sera, l’abbiamo fatta sembrare facile, ma certamente non lo è stato. Alla fine ci sono stati un paio di momenti di tensione, ma ce l’abbiamo fatta.”

Ecco invece le dichiarazioni di Johnson:

“Sono riuscito a stare con la #18 in curva 1 e 2, e mi ha staccato sul rettilineo opposto. La linea esterna aveva un po’ di vantaggio in uscita da curva 2 verso il backstretch. Se fossi riuscito a stare al suo interno, sarebbe stato un gran finale. Ma non è andata così, e alla fine mi ha sopravanzato e se ne è andato, e ho avuto il mio daffare con la #00. David aveva probabilmente la miglior macchina nel finale e, se mi avesse sorpassato prima, penso che avrebbe potuto giocarsela con la #18 per la vittoria.”

In classifica Kyle Busch guadagna la testa, scavalcando Harvick ed Edwards, che ora sono secondo e terzo a 4 e 10 punti. Stabile al quarto posto, a 18 lunghezze, c’è Kurt Busch, mentre al quinto risale Johnson, che sopravanza Kenseth. Sale anche Gordon, settimo, che sopravanza Earnhardt Jr., mentre al decimo posto sale Hamlin. Le due wild card in questo momento sarebbero appannaggio di David Ragan, quindicesimo in classifica ma autore di una vittoria, e Tony Stewart, undicesimo della generale.

Per noi europei il Kentucky, 105.000 Kmq per 4.300.000 abitanti nel sud-est degli Stati Uniti, evoca cavalli, musica country e Bourbon. Per i fans della NASCAR significa anche Darrell Waltrip, nativo di Owensboro con tre titoli assoluti in bacheca e un presente da commentatore televisivo in Fox, e, negli ultimi anni, Kentucky Speedway.

Costruito a partire dal 1998 per volere di Jerry Carroll e successivamente “acquisito” dal gigante degli speedway di Bruton Smith, la Interntional Speedway Corporation, il Kentucky Speedway ha ospitato inizialmente gare della Indycar e della ARCA, per poi ottenere, a patire dal 2000, la presenza della Truck Series e dal 2001 quella della Nationwide.

L’acquisizione del circuito da parte di Smith, unitamente all’ottimo successo di pubblico, ha fatto sì che in questo 2011 anche la Sprint Cup debutti in Kentucky, con una gara da 200 giri 267 giri, pari a 300 miglia 400 miglia.

Il tracciato ha la classica forma a D degli speedway intermedi, una lunghezza di 1.5 miglia, curve inclinate di 14 gradi, un frontstretch da 1662 piedi e 8 gradi di inclinazione. Lunghezza quasi identica, 1600 piedi, ma banking di 4 gradi per il backstretch.

Nonostante un nuovo manto di asfalto, steso nel 2000 a causa degli avvallamenti, saranno ancora loro, i “bumps”, i protagonisti tecnici del weekend, insieme al consumo di carburante e all’ormai scontata “aria pulita”, molto vantaggiosa su questo tipo di circuiti. Chi riuscirà a mantenere lo splitter frontale molto vicino al suolo, nonostante le asperità, avrà la possibilità di farsi largo nel traffico e, una volta davanti, prendere il largo. A detta di jimmie Johnson sarà anche fondamentale il modo in cui la pista accoglierà la gomma depositata dal passaggio delle auto. Con il passare dei giri le traiettorie redditizie, o “grooves”, si allargheranno e piloti e tecnici dovranno essere bravi ad adattarsi.

Per quanto riguarda i favoriti, Jeff Gordon ha vinto ben tre volte su piste all’esordi in campionato. Si è imposto a Indy nel 1994, a Fontana nel 1997 e in Kansas nel 2001.
Joey Logano dal canto suo può vantare un record sul Kentucky Speedway, avendo vinto tre volte di fila, tutte e tre partendo dalla pole position, in Nationwide Series. Sicuramente conosce il carattere del tracciato e sarà un osservato speciale. Può vantare buoni risultati sul tracciato anche Greg Biffle, ancora a secco in Sprint Cup quest’anno, mentre la somiglianza con l’ovale di Chicago farebbe presumere buone prove per Harvick, Stewart e naturalmente Keselowski, vincitore in Nationwide. Dal pronostico non si possono escludere i due fratelli Busch, uno vincitore in Truck Series e l’altro in gran forma. Tra gli outsider occhio a Regan Smith.

La Chevy del team Hendrick durante i test dell'iniezione elettronica, Chris Graythen/Getty Images

Le ultime dallo Speedway

Positivi i test per l’iniezione elettronica – sono stati incoraggianti i primi test con con l’iniezione elettronica, svoltisi sul Kentucky Speedway giovedì. I motoristi si sono concentrati sulla ricerca della miscela ottimale aria-benzina, soprattutto in condizioni di pressione intermedia sull’acceleratore. Il sistema, prodotto da McLaren Electronic Systems e Freescale Semiconductor e venduto per 26.000$ ai teams, è fortemente basato sui sistemi di serie e ha la particolarità, voluta dalla NASCAR, di non avere gli iniettori direttamente nel cilindro ma nei collettori, per evitare che un costruttore possa trarre vantaggio da un particolare disegno della testa del cilindro. “Trovare la regolazione ad acceleratore spalancato è la cosa più semplice,”ha detto Dave Wilson della Toyota.”E’ la situazione di parzializzazione, come uscire dalla pit-lane o dal garage, che è assolutamente essenziale e non replicabile in laboratorio.” dati raccolti dalle centraline giovedì sono stati acquisiti dalla NASCAR.

Bodine a corto di sponsor – Il campione in carica della Camping World Truck Series, Todd Bodine, 2 titoli e 21 vittorie in carriera, è a corto di fondi per completare la stagione. se non troverà uno sponsor antro martedì, il suo team non sarà in grado di prendere parte al prossimo appuntamento della serie, che si svolgerà in Iowa. “il brutto di questa situazione è che non andreamo in Iowa la prossima settimana,” ha detto Bodine. “Non abbiamo uno sponsor, Abbiamo deciso che se non troveremo uno sponsor non ci andremo.” Il 47enne di Chemung, stato di New York, è al momento undicesimo nella classifica generale.

Problemi per la gara Nationwide di Montreal – Il governo del Quebec ha rifiutato di sborsare un milione di dollari per sostenere la presenza della Nationwide Series in Canada nel 2012. Il portavoce del ministro del turismo ha dichiarato che gli organizzatori non hanno dimostrato i ritorni economici generati dalla gara. Il contratto tra la città di Montreal e la International Speedway Corporation è scaduto il 30 giugno e tutto fa presagire che la gara che si disputerà in agosto segnerà l’addio al circuito Gilles Villeneuve.

Anche il Kansas Speedway si rifà il look – Subito dopo la gara primaverile della prossima stagione, il Kansas Speedway intraprenderà l’opera di rinnovo dell’asfalto che va per la maggiore tra i circuiti negli ultimi tempi. Il manto, deteriorato dai rigidi inverni del Midwest secondo gli organizzatori, verrà sostituito e fornirà l’occasione per modificare anche il banking delle curve del circuito, che diventerà, tanto per cambiare, variabile con un massimo di 20°. Modifiche anche per l’infield, nel quale verrà ricavato un circuito stradale. Jeff Gordon si è detto dispiaciuto al riguardo e ha suggerito che le aziende che effettuano la pavimentazione e i circuiti dovrebbero muoversi per dare più abrasività ai circuiti, cambiando la composizione dell’asfalto in modo che possa dissipare più calore, riducendo quella gran quantità di grip che a volte rende le gare noiose.

Licenziata una delle tre Miss Sprint Cup – Paige Duke, una delle tre Miss Sprint Cup che accompagnano il circo della NASCAR in giro per gli Stati Uniti e presenziano in victory lane ad ogni evento, è stata licenziata a causa di alcune foto che la ritrarrebbero nuda, apparse sulla rete nelle ultime settimane. Le foto sarebbero state scattate sei anni fa ma si sa, le aziende americane prestano molta attenzione alla moralità della vita privata dei propri dipendenti e così Paige è stata esclusa dal programma del main-sponsor della serie, di cui faceva parte da 18 mesi. La 24enne, che ora lavora in uno studio veterinario, si è detta terribilmente dispiaciuta e nelle varie interviste che i media americani le hanno dedicato non ha mancato di sottolineare come leggerezze commesse in gioventù possano rovinare prospettive future. “Qualsiasi cosa pensi che sia privata potrebbe non esserlo un giorno,” ha dichiarato la Duke, che ha ricevuto il sostegno di molti fans e appassionati attraverso la rete.

Prima vittoria in Nationwide nel 2011 per Brad Keselowski, Credit: Jared C. Tiltion/Getty Images for NASCAR

Se due indizi non fanno una prova, nel caso di Keselowski però vanno molto vicini a indicarlo come uno dei migliori piloti della NASCAR in termini di gestione del carburante. Il ventisettenne del Michigan si è aggiudicato la Feed the Children 300, diciottesima gara del calendario della Nationwide Series, svoltasi nella notte sul Kentucky Speedway, grazie ad un perfetto compromesso tra prestazioni in pista e consumo di carburante.

Per il pilota della Dodge #22 del Penske Racing, campione 2010 della categoria, si tratta della prima vittoria in Nationwide del 2011, nonché la prima in Kentucky, la tredicesima nella sua carriera in NASCAR.

Scattato dalla quinta posizione in griglia, Keselowski si è portato in testa per la prima volta al giro 66, soffiando la leadership a Kevin Harvick e ha condotto per ben 132 giri su 200 totali. Dopo l’ultimo restart, avvenuto al giro 139 dopo che un incidente di Robert Richardson aveva fatto scattare la quinta gialla della serata, tutti i piloti hanno cercato di risparmiare carburante il più possibile e Keselowski, favorito anche dal fatto di poter usufruire di pista libera, ha saputo gestire al meglio il mezzo, guadagnando subito oltre un secondo su Harvick e mantenendolo fino alla bandiera a scacchi, mentre i piloti del Roush Fenway Racing, Carl Edwards Ricky Stehouse Jr. e Trevor Bayne si sono dovuti fermare tutti per un rabbocco nei giri finali. Alle spalle della Dodge #22 e della Chevy #33 si sono piazzati Kyle Busch, che vede sfumare l’opportunità di fare tripletta, Kasey Kahne, Elliott Sadler, Kenny Wallace, Michael Annett, Carl Edwards, Rcky Stenhouse Jr. e Joey Logano a chiudere la top-10.

“E’ stata una serata difficile” ha detto Stenhouse nel dopo gara.”La nostra macchina era veloce. Avevamo una macchina vincente. Solo che ci battono con il consumo di carburante tutte le settimane. Dobbiamo solo tornare in sede e capire come fare.”

Ottima gestione del mezzo per Keselowski e il team Penske, Credit: Tom Whitmore/Getty Images for NASCAR

Ecco invece cosa ha dichiarato Brad Keselowski parlando della sua capacità di risparmiare benzina e non solo:

“Mi piace dire che è un misuratore speciale che mettiamo in macchina, lo chiamerei ‘culometro’. E’ il mio fondo schiena. Quello è il mio manometro. Ho capito che andavamo molto bene fin dal primo run. Non sai mai se hai una macchina vincente, specialmente quando si passa dal giorno alla sera. Di sicuro mi sono sentito più a mio agio quando ho avuto aria pulita, e l’ho detto al mio crew-chief. Quando hai aria pulita queste macchine sono fenomenali da guidare e la mia non ha fatto eccezione. Era davvero, davvero veloce.”

Sadler guida il gruppo al via, Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

In classifica generale, Elliott Sadler scavalca Reed Sorenson, diciassettesimo in Kentucky, per quattro punti, mentre Stenhouse resta terzo a ventisette lunghezze e Allgaier quarto a 43. Oltre 70 punti di distacco per tutti gli altri, a partire da Jason Leffler.

Qualifiche annullate in Sprint Cup, Credit: Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

La pioggia ha impedito di disputare per intero le qualifiche per la Quaker State 400, diciottesimo appuntamento del calendario della Sprint Cup. Il maltempo si è abbattuto sul Kentucky Speedway quando erano scesi in pista solo 22 dei 48 partecipanti.

Come da regolamento, lo schieramento di partenza è stato quindi determinato in base ai tempi delle libere del venerdì e sarà quindi Kyle Busch a prendere il via davanti a tutti, grazie

Dalla seconda piazza partirà Juan Pablo Montoya, mentre in seconda fila troveremo Kurt Busch e Kasey Kahne. Denny Hamlin dovrà partire dal fondo dello schieramento per aver sostituito il motore.

Non si sono qualificati David Stremme, Michael Waltrip, TJ Bell, David Starr e Robby Gordon.

1 18 Kyle Busch M&M’s Toyota 2011 Owner Points 3rd
2 42 Juan Pablo Montoya Target Chevrolet 2011 Owner Points 14th
3 22 Kurt Busch Shell/Pennzoil Dodge 2011 Owner Points 4th
4 4 Kasey Kahne Red Bull Toyota 2011 Owner Points 19th
5 48 Jimmie Johnson Lowe’s Chevrolet 2011 Owner Points 6th
6 2 Brad Keselowski Miller Lite Dodge 2011 Owner Points 22nd
7 99 Carl Edwards Aflac Ford 2011 Owner Points 2nd
8 6 David Ragan UPS Ford 2011 Owner Points 17th
9 14 Tony Stewart Office Depot/Mobil 1 Chevrolet 2011 Owner Points 12th
10 27 Paul Menard Sylvania/Menards Chevrolet 2011 Owner Points 16th
11 9 Marcos Ambrose Porter-Cable Ford 2011 Owner Points 21st
12 78 Regan Smith Furniture Row Chevrolet 2011 Owner Points 28th
13 17 Matt Kenseth Crown Royal Ford 2011 Owner Points 5th
14 24 Jeff Gordon DuPont Chevrolet 2011 Owner Points 8th
15 20 Joey Logano Home Depot Toyota 2011 Owner Points 20th
16 56 Martin Truex Jr. NAPA Good To Go Toyota 2011 Owner Points 23rd
17 00 David Reutimann TUMS Toyota 2011 Owner Points 26th
18 39 Ryan Newman Tornados Chevrolet 2011 Owner Points 10th
19 29 Kevin Harvick Budweiser Chevrolet 2011 Owner Points 1st
20 33 Clint Bowyer Cheerios/Hamburger Helper Chevrolet 2011 Owner Points 9th
21 16 Greg Biffle 3M Ford 2011 Owner Points 13th
22 31 Jeff Burton Caterpillar Chevrolet 2011 Owner Points 24th
23 43 A J Allmendinger Valvoline Ford 2011 Owner Points 15th
24 47 Bobby Labonte Cottonelle Clean Care Toyota 2011 Owner Points 29th
25 13 Casey Mears GEICO Toyota 2011 Owner Points 34th
26 11 Denny Hamlin FedEx Ground Toyota 2011 Owner Points 11th
27 83 Brian Vickers Red Bull Toyota 2011 Owner Points 25th
28 5 Mark Martin Quaker State/GoDaddy.com Chevrolet 2011 Owner Points 18th
29 88 Dale Earnhardt Jr. Diet Mountain Dew/National Guard Chevrolet 2011 Owner Points 7th
30 51 Landon Cassill(i) Security Benefits/Thank A Teacher Today 2011 Owner Points 31st
31 87 * Joe Nemechek(i) NEMCO Motorsports Toyota 2011 Owner Attempts
32 36 Dave Blaney Big Red Chevrolet 2011 Owner Points 33rd
33 60 * Mike Skinner(i) Big Red Toyota 2011 Owner Attempts
34 1 Jamie McMurray McDonald’s Chevrolet 2011 Owner Points 27th
35 34 David Gilliland Taco Bell Ford 2011 Owner Points 30th
36 46 * J J Yeley Red Line Chevrolet 2011 Owner Attempts
37 38 * Travis Kvapil(i) Long John Silver’s Ford 2011 Owner Attempts
38 66 * Michael McDowell Standard Publishing/Relentless Hope Toyota 2011 Owner Attempts
39 71 * Andy Lally # Cool Works Cup Ford 2011 Owner Attempts
40 81 * Scott Riggs(i) Whitney’sCollision.com Chevrolet 2011 Owner Attempts 7
41 37 * Tony Raines Front row Motorsports Ford 2011 Owner Attempts
42 32 Mike Bliss(i) Big Red Ford 2011 Owner Points 32nd
43 7 Scott Wimmer(i) SPEED Energy Dodge 2011 Owner Points 35th