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L’ultima puntata di Top Gear ha riservato una piacevole sorpresa ai tifosi della NASCAR. Richard Hammond ha realizzato un servizio al Texas Motor Speedway, durante la gara della Sprint Cup dello scorso novembre, cimentandosi anche al volante di una Chevrolet della Richard Petty Driving Experience. Nel servizio compaiono anche Juan Pablo Montoya, Jimmie Johnson, Jeff Gordon e Kyle Petty.

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Il circo della NASCAR si sposta questo fine settimana verso l’estremo nord-est dell’unione, nella regione del New England, più precisamente nello stato del New Hampshire, che deve il suo nome alla regione inglese dell’Hampshire ed è stata una delle tredici colonie che si ribellarono alla corona dando il via alla rivoluzione americana.

Il New Hampshire Motor Speedway, inaugurato nel 1990, ha ospitato inizialmente quella che oggi è la Nationwide Series, per poi accogliere la serie maggiore, con un appuntamento all’anno dal 1993 al 1996 e due gare dal 1997 ad oggi. Il debutto della pista nel calendario della Sprint Cup vide il successo di Rusty Wallace.

Il tracciato, noto anche come “Magic Mile” misura 1,058 miglia, viene normalmente descritto come una versione più grande di Martinsville, perché è caratterizzato da due rettilinei collegati da due ampie doppie curve, quasi due semicerchi. Dal 2003, anno in cui fu steso un nuovo manto d’asfalto, presenta un banking variabile tra i 2 gradi, nella parte più interna, e i 7 gradi, nelle “corsie” più esterne, in modo da favorire lo spettacolo e facilitare i sorpassi. I rettilinei hanno una lunghezza di 1500 piedi ciascuno.

Tra i pluri-vincitori il migliore è Jeff Burton, con ben 4 successi, seguito da Jeff Gordon, Kurt Busch e Jimmie Johnson, tutti a 3 affermazioni. La storia recente ha visto imporsi Joey Logano, in una gara interrotta dalla pioggia nella primavera del 2009, Mark Martin, Jimmie Johnson e Clint Bowyer.

Il circuito è stato anche sede di due tragici incidenti nel 2000, anno in cui persero la vita Adam Petty, figlio di Kyle Petty, scomparso durante le prove della Nationwide Series (che llora si chiamava Busch Series), e Kenny Irwin Jr. , deceduto nelle libere della Sprint Cup (allora Winston Cup).

Il banking ridotto rende il New Hampshire Motor Speedway ideale per le monoposto ma più ostico per le pesanti stock-cars, che devono fare i conti con la necessità di percorrere velocemente i curvoni in appoggio e di trovare immediatamente aderenza per lanciarsi in rettilineo, pur evitando il sottosterzo in entrata di curva.

Clint Bowyer ai box durante la vittoriosa gara del settembre 2010, Tom Whitmore/Getty Images for NASCAR

La distanza relativamente breve, 301 giri pari a poco più di 318 miglia, dovrebbe mettere una certa fretta a chi deve recuperare posizioni in seguito ad una qualifica non esaltante e rappresentando, con il secondo appuntamento, anche la prima prova della Chase, saranno in molti a dare tutto in cerca di conferme per il caldo autunno che si va profilando da qui ad appena due mesi, passando per otto appuntamenti uno più importante dell’altro.

Oltre alla tensione prodotta dalle circostanze di classifica, anche le difficoltà di sorpasso tipiche di una short track, applicate però ad un circuito medio-veloce, potrebbero produrre parecchi contatti e ripicche tra i piloti, specie se ci sarà una gialla nelle fasi finali della gara. Le soste ai box, previste ogni 70/74 giri in caso di run in verde, dovranno essere impeccabili e la strategia giocherà un ruolo fondamentale per recuperare posizioni altrimenti difficili da guadagnare in pista.

Venendo ai protagonisti della Sprint Cup, i favoriti d’obbligo sono sicuramente quelli storicamente a proprio agio sul tracciato, come Jimmie Johnson, 9,9 la sua posizione media al traguardo delle ultime 12 gare qui e una posizione di partenza decisamente arretrata che lo obbligherà a farsi largo, e Jeff Gordon, 14 top-5 in 32 partenze in New Hampshire. Tony Stewart può vantare il miglior driver ranting in assoluto con 113, mentre Denny Hamlin, al via solo 10 volte, può contare su 4 top-5 e 7 top-10 oltre ad una vittoria. Più “normali” i numeri di Kyle Busch, che però può contare su un momento di forma eccezionale come Kurt Busch. Tra gli outsider attenzione a Clint Bowyer, molto in palla nelle prove libere, a Juan Pablo Montoya, già autore di due pole position, che potrebbe finalmente trovare quell’efficacia sulla lunga distanza necessaria per ambire ad un posto nella Chase, e a david Reutimann, ottimo terzo in qualifica e galvanizzato dall’ottima prestazione del Kentucky.