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immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power. (altro…)

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Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images

La gara di Loudon ha lanciato in vetta alla classifica Tony Stewart, che però deve confermarsi su tracciati meno favorevoli, ed ha messo fine alle ambizioni di Denny Hamlin.

Cosa abbiamo visto a Loudon

Track position & fuel mileage – Ormai è un mantra, un tema ricorrente che turba le notti degli appassionati della NASCAR. Quest’anno non c’è nulla di più importante della posizione in pista, seguita a ruota dal consumo di carburante. A Loudon, dove il tracciato è piuttosto “piatto” per gli standard delle stock-cars, le vetture sembrano un po’ goffe ma girano comunque molto velocemente e, grazie a delle gomme che perdono moto poco in prestazioni con il trascorrere dei giri, i sorpassi risultano piuttosto complicati. Piloti come Mark Martin e Juan Pablo Montoya, una volta raggiunte le primissime posizioni sfalsando le proprie strategie, hanno dimostrato di poter tenere il passo dei migliori, ma senza soste ai box “creative” on avrebbero mai potuto risalire il gruppo. A questo punto sono in molti ad evocare un intervento regolamentare, ma sventolare bandiere gialle fantasma a 25 giri dal traguardo non è una soluzione potabile, per cui le alternative più immediate riguardano il bilanciamento tra i consumi di carburante e gomme. Si potrebbe tornare ad un serbatoio da 22 galloni, una decisione poco vendibile quando tutte le case automobilistiche puntano a dimostrare di poter percorrere più miglia con meno benzina. L’unica soluzione che non tocchi la costruzione delle vetture resterebbe quindi quella di fare pressioni su Goodyear, affinché realizzi gomme dalle prestazioni meno stabili, che tornino ad obbligare i piloti a gestire un run in cui i tempi salgono molto nelle fasi finali: in pratica quello che succede naturalmente ad Atlanta. Il fornitore di pneumatici, ben conscio che il passo tra un successo e una sfilza di anteriori destre scoppiate è molto breve, fa orecchie da mercante, per cui non resta che stare a guardare augurandoci che la NASCAR riesca a smuovere il gigante di Akron. (altro…)

Tutto possiamo dire tranne che la 225 miglia di Loudon non ci abbia regalato colpi di scena e sorprese:contatti,incidenti,condizioni metereologiche particolari (leggi temperature basse e pioggia) ed un finale convulso e contestato tanto che il risultato è in attesa di omologazione essendo pendente un ricorso,ma andiamo per ordine.

La cronaca. In pole c’è Dario Franchitti,al suo fianco Oriol Servia. Dixon e Power scattano,rispettivamente,dalla settima e tredicesima posizione.
Le vetture al via sono 26 visto il forfait di Pippa Mann,a muro sostanzialmente in tutte le sessioni di prove.
Al primo giro Conway si gira alla curva 2 e Rahal non riesce ad evitarlo,gara finita per entrambi.
Si riparte al giro 7,ma c’è una nuova caution per un’uscita di Castroneves,che riesce a rientrare in gara doppiato di diversi giri dopo una lunga sosta ai box.
Nuova bandiera verde al giro 10:due piloti in pista danno spettacolo,Franchitti e Scheckter.Il sudafricano,partito diciottesimo,sale fino in terza posizione a suon di sorpassi.
Lo scozzese è,se possibile, ancor più scatenato,mostrando un ritmo inavvicinabile per ogni altro:al giro 44 ha doppiato già metà schieramento,al giro 58 doppia anche il grande rivale Power.
Giro 69:inizia il valzer delle soste,primi a fermarsi sono Hinchcliffe e Patrick seguiti nei giri successivi da tutti i piloti di testa.
Franchitti,effettuata la sosta al giro 72,cede la leadership a Briscoe solo per due passaggi tornando in testa dopo la sosta dell’australiano.
Tornano le bandiere gialle al giro 75 per scivolosità della pista dovuta alle prime,sporadiche gocce di pioggia.La situazione di caution si protrae sino al giro 107. Con gruppo compatto dietro la pace car Power approfitta per rifornire di nuovo provando una strategia più “lunga”.
Al giro 110 incidente che coinvolge Kanaan,Scheckter e Andretti.I primi due provano il doppiaggio su Marco, uno all’interno e uno all’esterno, chiudendolo a sandwich:incidente inevitabile con la vettura del brasiliano che cappotta dopo il contatto con le barriere,per fortuna nessuna conseguenza fisica per il pilota.
Alla ripartenza Franchitti e Sato,primo e secondo in quel momento,si toccano ancora prima di superare la linea del traguardo:Dario va a muro ed è costretto incredibilmente al ritiro in una gara letteralmente da lui dominata sino a quel momento!
Il giapponese con l’anteriore destra bucata rientra ai box e coglie l’occasione del pit per rifornire,rientrando nel gruppo.
A fine gara Takuma si è attribuito la colpa dell’incidente sostendendo di essere stato disturbato in quel momento da un detrito nell’occhio che gli procurava fastidio e lacrimazione.
In verità ai più è sembrato che anche Franchitti fosse in parte colpevole avendo probabilmente stretto troppo verso il pilota Lotus.
Nuovo verde al giro 125,in testa c’è Hunter-Reay seguito da Servia,Dixon,Power, Hinchcliffe e Patrick.
Giro 161:è il momento della seconda sosta,nel giro di pochi passaggi si fermano tutti i piloti di testa tranne Power e Sato che,avendo rifornito sotto bandiera gialla,hanno più carburante,anche se non sufficiente ad arrivare sino in fondo.
Il cielo è sempre più nuvoloso e il rischio pioggia sempre più concreto:una lunga bandiera gialla o addirittura la bandiera rossa darebbe loro i primi due posti definitivi (inaspettatamente visto che uno ad un certo punto era doppiato e l’altro era precipitato in classifica dopo il contatto con Franchitti).Cosi però non è: la pioggia non arriva in tempo e i due devono rientrare a rifornire,risppettivamente al giro 179 e 191.
Esaurite per tutti le soste ai box la classifica dice Hunter-Reay,Servia,Dixon, Hinchcliffe,Power e Patrick.
Il finale caotico,i ricorsi post-gara e le implicazioni di classifica.La pioggia si materializza al giro 206:bandiere gialle. Al giro 217,con soli otto passaggi da completare,la direzione gara prende la decisione di dare bandiera verde nonostante la pista sia ancora scivolosa: Danica Patrick si gira innescando un incidente che coinvolge Sato,Power,Carpenter and Beatriz.
Di nuovo bandiere gialle e proteste furibonde (con tanto di gestacci) di Power (che perderebbe importanti punti in campionato) e del team Andretti visto che la Patrick è out e soprattutto Hunter-Reay ha perso il comando della gara a favore di Servia e Dixon.
Viene data bandiera rossa e inizialmente si decide di aspettare che la pista si asciughi per completare la distanza.
Poi,realizzata,forse, la portata del caos innescato e considerate le vibranti contestazioni (e i possibili ricorsi) di due team come Penske e Andretti,la direzione gara decide per lo stop definitivo e di considerare valida la classifica precendente il restart discusso:vince dunque Hunter-Reay davanti a Servia,Dixon, Hinchcliffe,Power e Patrick.
Senonchè a protestare ora sono i team Newman-Haas e Ganassi:il primo ha perso la vittoria di Servia,il secondo la piazza d’onore di Dixon e la possibilità che Power,considerata valida la classifica al giro successivo,perdesse molti punti essendo finito a muro.
Le due squadre presentato quindi ricorso formale,che sarà discusso il 22 agosto.
In attesa delle decisioni definitive per il momento la classifica ci dice che Power e Dixon hanno ridotto il distacco da Franchitti:ora lo scozzese ha 47 punti di vantaggio sull’australiano e 73 sul compagno di squadra,avendo perso 15 punti sul primo e 20 sul secondo.

Vi segnaliamo due video:il primo è una ricca sintesi della gara e il secondo si concentra sul convulso finale con le interviste a caldo ai protagonisti.

L’Indycar torna in pista a meno di una settimana dall’ultima gara a Mid-Ohio, per il dodicesimo appuntamento di diciassette di questo combattutto 2011.
Dopo 3 gare stradali,si torna agli ovali,per la precisione a Loudon,New Hampshire.

Circuito,entry list e situazione di campionato.Il New Hampshire Motor Speedway di Loudon è un ovale breve,misura infatti poco più di un miglio (per la precisione 1.058, pari a 1.703 km),soprannominato “The Magic Mile” (cioè il miglio magico), può essere anche convertito in un circuito stradale di 2.6 km,che sfrutta buona parte dell’ovale.
Classica tappa del campionato Nascar,Loudon ha ospitato l’ex Cart dal 1992 al 1995 (vittorie di Bobby Rahal, Nigel Mansell, Al Unser Jr,Andrè Ribeiro) e l’IRL tra il 1996 e il 1998 (vittorie di Scott Sharp,Robbie Buhl e Tony Stewart).
C’è da sottolineare una statistica curiosa:in ben 5 occasioni chi ha vinto qui a fine anno si è aggiudicato il campionato.
La gara si articolerà in 225 giri per una distranza complessiva di 383.10 km,il giro record appartiene ad Andrè Ribeiro che nel 1995 con la sua Reynard-Honda fermò il cronometro in 21.466 secondi alla media di 285.6 km/h.
Data la natura del tracciato (short oval) fattore determinante sarà il traffico visto il gran numero di vetture in pista,ben 27.
Per quanto riguarda l’entry list avremo rispetto alla gara precedente 3 novità:Thomas Scheckter sostituirà Simon Pagenaud nel team Dreyer & Reinbold Racing come nuovo rimpiazzo dell’infortunato Justin Wilson,non avremo in questa gara Martin Plowman nel Sam Schmidt Motorsports,in compenso il Rahal Letterman Lanigan Racing schiererà Pippa Mann,portando quindi a 4 le ladies in pista.
Gara dal significato molto speciale per Helio Castroneves che festeggerà le 200 partenze con il team Penske.
In campionato comanda Dario Franchitti con 62 punti di vantaggio su Will Power e 93 sul compagno di squadra Dixon,molto fluida la situazione con piloti di 4 team diversi nella top-five e di 7 squadre differenti nella top-ten,nella speciale classifica dei rookies è in testa lo sfortunato protagonista di Indianapolis Jr Hildebrandt.

Le libere:Franchitti e Ganassi al top.Diversamente dal solito programma,qui a Loudon le prove libere si sono disputate al giovedi permettendo ai piloti di prendere confidenza col tracciato nuovo per tutti.
I primi riscontri cronometrici,per quanto da prendere con il beneficio dell’inventario trattandosi appunto solo di libere,mostrano molto in forma il team Ganassi:Dario Franchitti ha fatto segnare il miglior tempo in entrambe le sessioni,nella seconda abbiamo assistito ad un monologo del team Ganassi che con lo scozzese,Dixon e Graham Rahal (della squadra satellite) ha monopolizzato le prime 3 posizioni,con gli alfieri del team Lotus (Kanaan,Sato e Viso) a seguire e ben 21 piloti in un secondo e 12 in mezzo secondo.
Leggermente in difficoltà è apparso il team Penske con Briscoe più veloce del terzetto in ambedue le sessioni e Will Power solo dodicesimo e diciannovesimo nei 2 turni.
Da segnalare poi 2 errori della new entry Pippa Mann che hanno causato altrettante interruzioni,migliore donna in pista Danica Patrick.
Dopo il salto le classifiche complete. (altro…)

Non c’è che dire Scott Dixon si trova decisamente a suo agio tra i saliscendi di Mid-Ohio dove ha colto il terzo successo nelle ultime cinque edizioni.
Quest’anno ha “esagerato”:pole,vittoria,giro più veloce,maggior numero di giri in testa portando a casa il massimo bottino possibile di punti (53, bonus compresi).
Dario Franchitti,qui in livrea blu,ha completato la doppietta per il team Ganassi mostrando ancora una volta una regolarità impressionante che gli consente ora di incrementare il vantaggio in classifica su Will Power (solo quattordicesimo) da 38 a 62 punti.
I due championship contenders sono venuti anche a contatto nel primo giro (ruota anteriore destra dell’australiano contro posteriore sinistra dello scozzese) per fortuna senza conseguenze, anche se a fine gara Franchitti ha espresso le sue lamentele.
Power sarcasticamente ha risposto:”Il contatto?Tutto regolare come a Toronto…”.
Insomma gli strascichi dell’incidente in terra canadese, dove Power ebbe la peggio e Franchitti non fu sanzionato, si fanno ancora sentire e tutto lascia presagire che d’ora in poi la lotta sarà dura.
Ritardando l’ultima sosta di un giro rispetto al compagno di squadra,Franchitti era riuscito anche a passare in testa proprio mentre venivano esposte le bandiere gialle per un contatto fra la Patrick e Graham Rahal,che aveva lasciato il figlio d’arte in posizione pericolosa.
Alla ripartenza,però, Dixon ha risuperato Franchitti involandosi verso la vittoria a suon di giri veloci accumulando in poche tornate un vantaggio di 8 secondi a riprova che il neozelandese era semplicemente imbattibile qui.
Franchitti in crisi con l’ultimo treno di gomme morbide non ha potuto opporsi,anzi ha tenuto a bada con un pò di fatica Ryan Hunter-Reay,alla fine terzo e capofila del team Andretti.
Lo scozzese,però,può ritenersi in ogni caso molto soddisfatto in ottica campionato.
Come detto Power ha chiuso solo quattordicesimo.Scattato quarto, in occasione della prima situazione di caution (determinata da un’uscita di Saavedra) è rientrato ai box in un momento non consentito (la regola vuole,infatti,che a partire dal momento in cui è neutralizzata la corsa la pit lane sia chiusa fino al momento in cui le vetture si siano compattate dietro la vettura di sicurezza).
L’australiano quindi ha dovuto tirar dritto senza poter rifornire,effettuando di fatto un drive through e scendendo al settimo posto.Recuperata di nuovo la quarta piazza,Power è riuscito a risparmiare più carburante degli altri con la possibilità di rimanere qualche giro in pista dopo la sosta di questi ultimi.Senonchè al momento meno opportuno è intervenuta una nuova bandiera gialla che lo costretto a rifornire quando il gruppo era compatto dietro la pace car col risultato di sprofondare in coda.
Una parziale rimonta lo ha portato poi al quattordicesimo posto finale.
La gara negativa per il team Penske è stata completata dal sedicesimo posto di Briscoe(penalizzato come Power dal timing della seconda sosta) e dal diciannovesimo di Castroneves (coinvolto in un contatto con Hildebrand e Viso).
Buona prova di squadra del team Lotus con Sato quarto e Kanaan (partito sedicesimo) quinto davanti a Tagliani.
Buone rimonte anche per Servia settimo e Andretti ottavo, partiti, rispettivamente, ventesimo e ventunesimo.
Nono Bourdais che conferma l’ottimo momento (terzo arrivo di fila nella top ten con un team di seconda, se non terza fascia).Per quanto riguarda le ladies la migliore è risultata la De Silvestro con un buon dodicesimo posto (Ana Beatriz diciassettesima,Patrick ventunesima).Debutto positivo per i due rookies assoluti entrambi al traguardo (Plowman diciottesimo,Pagenaud tredicesimo).
Quest’ultimo ha sostituito Justin Wilson in seno al team Dreyer&Reinbold.
Il pilota inglese ex-F1 si è infortunato nel corso delle prove libere in quella che sembrava un’innocua escursione fuori pista.In realtà un dosso nella via di fuga ha falto saltare la Dallara di Justin e nell’atterraggio questi ha riportato una frattura da compressione di una vertebra toracica,scontando probabilmente anche una posizione non proprio confortevole all’interno dell’abitacolo vista la sua notevole altezza.
Stagione probabilmente finita per lui,con Pagenaud a questo punto candidato a fargli da supplente anche nelle prossime corse.
Da segnalare infine la gara stile montagne russe di James Hinchcliffe.
Il canadese,partito settimo,si è ritrovato ultimo già nel corso del primo giro a causa di una lunga escursione fuori pista dopo che Tagliani lo aveva accompagnato fuori scartando per evitare un contatto con Kimball.
A quel punto il team Newman/Haas ha richiamato ai box il proprio pilota per una sosta anticipata.Complice una bandiera gialla arrivata nel momento più opportuno, l’esordiente James si è ritrovato secondo dietro Danica Patrick (unica a non fermarsi),ma davanti a tutti gli altri che nel frattempo avevano approfittato della situazione di caution per effettuare la sosta.
Alla ripartenza Hinchcliffe ha bruciato subito la pilotessa americana (passata nel volgere di poco più di un giro anche da Dixon,Franchitti e Power) e si è ritrovato in testa conducendo la gara per molti passaggi con buona autorevolezza, tenendosi bene dietro il duo di Chip Ganassi,duo che ha guadagnato la testa rimanendo in pista un paio di tornate in più prima della seconda ed ultima sosta.
Hinchcliffe,a questo punto ottimo terzo,ha compromesso tutto prima con un’infelice ripartenza dopo l’ultima fase di caution e poi commettendo un errore, finendo fuori pista e rientrando nuovamente ultimo tra i piloti a pieni giri,fino a rimontare sino alla ventesima posizione finale.
Ultimo,primo,poi di nuovo ultimo:anche questo può succedere in un campionato cosi combattuto.Nelle libere di Mid-Ohio avevamo 21 piloti in meno di un secondo,è chiaro che in questi casi il minimo particolare fa una grande differenza:una stategia azzeccata,una neutralizzazione nel momento giusto possono ribaltare una situazione apparentemente compromessa,come pure un errore o una bandiera gialla al momento sbagliato possono farti sprofondare.
Prossimo appuntamento domenica prossima sull’ovale di Loudon.Scott Dixon si è rilanciato anche in classifica generale dove ora ha ridotto lo svantaggio da Franchitti e Power,rispettivamente,a 93 e 31 punti:la lotta per il titolo sarà un affare a tre?
Di seguito riportiamo il video degli highlights di Mid-Ohio.

I meccanici di Ryan Newman al lavoro a Loudon, Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Loudon

Stewart Haas – Il giovane team di Tony Stewart ritrova il bandolo della matassa con l’arrivo della stagione estiva e porta a casa una fantastica doppietta, la prima dalla fondazione della squadra, che è un vero toccasana per le ambizioni di Ryan Newman. Il duo dello Stewart-Haas Racing ha fatto miracoli, mettendosi dietro anche i piloti dell’Hendrick Motorsports, che fornisce loro vetture e motori. Se, come al solito, Tony migliorerà le proprie prestazioni nel mese di agosto, probabilmente potremmo vedere sia lui che Ryan Newman giocarsi le proprie carte nella Chase. Ed è dai tempi di Alan Kulwicki che un pilota/owner non vince il titolo.

Jimmie Johnson – L’uomo di El Cajon merita decisamente maggiori riconoscimenti per i successi conseguiti negli ultimi anni. sono ancora troppi a dare tutti i meriti al team Hendrick e all’opera di Chad Knaus e Johnson lo ha dimostrato pienamente in gara a Loudon. Il percorso che lo ha portato dalla 28esima posizione in griglia alla quinta sotto la bandiera a scacchi è stato un continuo saliscendi. il pilota della Chevy #48 ha guadagnato posizioni in pista, per poi perderle ai box in seguito ad errori della crew, che ormai lo affliggono dalla scorsa stagione. Il team ha scelto, durante l’inverno, di dotarsi di una crew “allargata”, ovvero di una serie di meccanici che si allenano durante tutta la settimana, per poi venire selezionati per la gara in base ad un test, che decide le sorti di ognuno. La scelta si è rivelata controproducente, perché mette pressione ai ragazzi della crew ancora prima della gara e mette sotto una pressione ancora maggiore quelli che vengono selezionati, che sanno di non potersi permettere alcun errore. Che sia ora di invertire la rotta? Non si può sempre ricorrere ai meccanici altrui…

Kasey Kahne – La settima top-10 della stagione della stagione, la seconda nelle ultime 4 gare, ha riportato Kasey Kahne in 14esima posizione nella generale, una situazione che potrebbe anche, con un po’ di fortuna ed una vittoria, catapultarlo nella Chase. Mica male per uno che corre per un team che rischia di chiudere i battenti e che sa che occuperò un altro sedile il prossimo anno. A Loudon il pilota di Enumclaw, Washington, è stato anche in testa e ha fatto vedere ottime cose, decisamente meglio di quel Mark Martin destinato a lasciargli il posto, che è solo l’ombra del mastino che nel 2009 vinceva 5 gare e faceva secondo nella Chase.

Bobby Labonte – Dopo l’ottimo risultato di Daytona, la vecchia volpe ottiene un’altra top-10 per il JTG Daugherty Racing, centrando la settima piazza sul New Hampshire Motor Speedway. “Abbiamo risentito della posizione in pista per tutto il giorno,” ha detto il 47enne di Corpus Christi, Texas. “Che cambiassimo due o quattro gomme non cambiava, non eravamo più veloci di molti avversari, si trattava solo di posizione in pista. Alla fine abbiamo montato quattro gomme nuove a 81 giri dalla fine e li abbiamo fatti tutti. Dopo 10 giri, c’erano tre o quattro piloti che potevano passarmi, come la #42 e altri. Dopo un po’ di giri sulle stesse gomme, la mia macchina era passabile. Quando avevo pista libera e potevo girare sui miei tempi potevo andare forte quanto volevo e fare buoni tempi. Ma quando provavo a spingere distruggevo le gomme.”

Jeff Gordon – Il pilota della Chevrolet #24 ha superato una giornata veramente complicata mostrando un calma glaciale e un passo che lo candidano prepotentemente alla vittoria per la gara autunnale sul circuito del New Hampshire. Il californiano è stato afflitto da problemi elettrici, che impedivano alla batteria della sua auto di ricaricarsi e lo hanno costretto ad un lunga sosta per sostituire le batterie stesse e lo hanno relegato tra i doppiati. Gordon ha approfittato del Lucky Dog per riportarsi a pieni giri e ha rimontato posizioni su posizioni fino a entrare nella top-10, pur dovendo necessariamente prestare molta cautela nell’utilizzo dei freni perché obbligato, per non esaurire anzitempo le batterie, a spegnere le ventole che raffreddano i dischi freno. Stava assaporando una top-5 quando, all’ultimo giro, la gomma anteriore destra si è sgonfiata, probabilmente a causa del troppo calore generato proprio dai freni, obbligandolo a tagliare il traguardo in undicesima posizione. Di quello che lo aspetta da qui alla Chase, Gordon ha detto: “Bisogna avere una macchina veloce, e oggi ce l’avevamo. Abbiamo dimostrato che possiamo mettere in pista macchine veloci su queste piste da un miglio, soprattutto quelle più piatte e dobbiamo fare lo stesso su quelle da un miglio e mezzo, per le quali ci stiamo arrivando a dobbiamo fare ancora un poco meglio.”

Cosa non abbiamo visto a Loudon

Kyle Busch – La leadership in classifica svanisce subito per il ventiseienne di Las Vegas, che a Loudon ha mostrato un difetto che lo affligge abbastanza spesso e che rappresenta uno di quei dettagli su cui lavorare sodo se vuole alzare al cielo la Sprint Cup. A volte Busch tende a fare un uso superiore dei freni rispetto ai colleghi, almeno in situazioni in cui potrebbe avere un minimo di pazienza e stabilizzare il setup prima, probabilmente perché tende a spremere il 100% dalla macchina fin dalla bandiera verde. Domenica si è trovato a muro per lo scoppio di un pneumatico, dovuto anche nel suo caso al surriscaldamento prodotto dai freni. Meglio in questa occasione che a Settembre. A quelli che hanno voluto vedere un’influenza sulla sua uscita di scena nel contatto con Dale Jr. avuto poco prima della foratura, Busch ha risposto: “Ci sono contatti con tutti là fuori. Troppo calore dei freni attraverso il cerchione ed è scoppiata la gomma. Nient’altro.”

Dale Earnhardt Jr – Nonostante il quindicesimo posto rimediato in gara, dopo una penalità ai box perché la sua crew non aveva rimosso un pneumatico prima che lui ripartisse dalla piazzola, il fine settimana dell’uomo di Kannapolis non può essere considerato positivo, perché il nono posto in classifica generale lo lascia a 7 punti di vantaggio sull’undicesimo classificato. Earnhardt ha lamentato una difficoltà generale nell’interpretare le gomme che Goodyear ha portato in pista rispetto allo scorso anno, dicendo che per la gara di settembre proveranno a ripartire da zero con il setup, ispirandosi a quanto fatto dal team di Jeff Gordon per rendere competitiva la #24. Sperando che nel frattempo la Chase non sia sfuggita tra le dita di Dale Jr.

Brad Keselowski – Ultimamente ci aveva abituato a prestazioni decisamente ottime, Brad Keselowski. A Loudon invece è andata decisamente male, a causa dello scoppio di un pneumatico, che ha proiettato a muro il 27enne del Michigan, relegandolo in 35esima posizione all’arrivo. Partito dalla quinta posizione, Brad si è lamentato del crescente sottosterzo fin dai primissimi giri di gara. Nonostante i tentativi di modifica del setup, la situazione non è migliorata e la Dodge #2 è finita a muro al giro 144, costringendo il pilota a riportare la vettura in garage per le riparazioni, costate 43 giri. Per Keselowski si tratta del primo piazzamento fuori dai migliori 25 nelle ultime 11 gare, che pone uno stop alla sua rincorsa ad un posto da Wild Card. Il pilota del team Penske si trova al momento 23esimo in classifica, staccato di 25 punti da quella 20esima piazza che gli consentirebbe di sperare.

Richard Childress Racing – Jeff Burton 16esimo, Clint Bowyer 17esimo, Kevin Harvick 21esimo e Paul Menard 24esimo. Decisamente una giornata no per il team Richard Childress, che, vuoi per sfortuna, vuoi per errori di strategia o semplicemente per scarse prestazioni sul tracciato, non ha raccolto praticamente nulla. Se per Kevin Harvick si può trattare di una semplice battuta d’arresto, per tutti gli altri è un’occasione sprecata. Soprattutto per Jeff Burton, che ha più di 50 punti di distacco dalla ventesima posizione in classifica e vede allontanarsi, ormai quasi definitivamente, le speranze di raddrizzare la stagione. Discorso diverso per Clint Bowyer, a cui una vittoria potrebbe bastare per entrare nella Chase come Wild Card o, con un po’ di fortuna, addirittura per entrare nella top-10, da cui però è staccato di 28 punti. in tutto questo, il team non vince dal 29 maggio, data dell’ultima affermazione di Kevin Harvick, a Charlotte.

Newman taglia il traguardo del New Hampshire Motor Speedway, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

E’ arrivata addirittura la prima doppietta per il team Stewart Haas a Loudon, New Hampshire, nella Lenox Industrial Tools 301, diciannovesima prova della Sprint Cup Series. La vittoria è andata a Ryan Newman, partito dalla pole, che ha preceduto sul traguardo il compagno di team, nonchè proprietario della squadra, Tony Stewart per cogliere il suo primo successo del 2011, il 15esimo in carriera, il terzo sul tracciato del New England.

La gara, punteggiata da 10 bandiere gialle, l’ultima delle quali sventolata al giro 240 per un testacoda di Jimmie Johnson, ha avuto uno svolgimento caratterizzato soprattutto dalle varie strategie che i teams hanno messo in pratica per guadagnare posizioni in pista, ottimizzare i consumi e gestire le gomme in modo da potersi trovare nelle prime posizioni e cambiare solo due gomme in occasione dell’ultima sosta.

Alla ripartenza, data al giro 245, Ryan Newman era già in testa, avendo scavalcato Clint Bowyer una quindicina di tornate prima, ma l’attenzione di tutti si è concentrata sul consumo di carburante. Newman, come molti altri tra i primi, ha effettuato l’ultimo rifornimento al giro 217, mentre piloti come Tony Stewart hanno preso la via dei box al giro 226. Altri ancora, come Jimmie Johnson e Dale Earnhardt Jr. hanno approfittato della posizione arretrata per rifornire e cambiare quattro pneumatici in occasione dell’ultima gialla, potendo così affondare il piede sull’acceleratore per recuperare posizioni.

Il team Stewart-Haas ha fatto il pieno a Loudon, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Negli ultimi 30 giri Tony Stewart ha potuto attaccare a fondo, portandosi in seconda posizione e cercando di raggiungere il compagno di team. IL pilota della Chevrolet #39 però è stato bravissimo a conservare carburante pur mantenendo un buon ritmo ed è passato sotto la bandiera a scacchi con 773 millesimi di secondo di vantaggio sulla #14.

Newman e Stewart hanno preceduto Denny Hamlin, un Joey Logano finalmente in palla e Jimmie Johnson. Quest’ultimo è stato autore di una spettacolare rimonta nell’ultimo run in verde, recuperando più di venti posizioni a suon di sorpassi in una giornata di alti e bassi, in cui una penalità ai box prima e un testacoda poi sembravano averlo messo in cattive acque.

Il testacoda di Jimmie Johnson, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Alle spalle di Johnson hanno chiuso Kasey Kahne, costantemente competitivo ieri, un sorprendente Bobby Labonte, Martin Truex Jr., Marcos Ambrose e Kurt Busch. Proprio Busch è stato tra le vittime del consumo di carburante, avendolo finito all’ultimo giro mentre si trovava in terza posizione. Come lui, anche Jeff Gordon, Greg Biffle e Juan Pablo Montoya, tra gli altri, hanno visto compromessa la propria prestazione a causa dei consumi.

Kyle Busch è invece rimasto vittima di una foratura improvvisa all’anteriore destra, probabilmente dovuta al calore generato dai freni, che lo ha spedito a muro nelle fasi iniziali della gara, relegandolo in 36esima posizione, ad oltre 70 giri dal vincitore.

“Abbiamo ripetuto quello che tutti dicevano che non avremmo potuto ripetere, ovvero la prestazione delle qualifiche di venerdì,” ha detto Newman dopo la gara. “Li abbiamo battuti. Non li battiamo tutti i fine settimana, per cui dobbiamo assaporare il momento e capire cosa abbiamo azzeccato per continuare a farlo.”

In classifica Carl Edwards torna al primo posto, con 7 lunghezze di vantaggio su Jimmie Johnson e 11 su Kurt Busch. Kevin Harvick, 21esimo a Loudon, scivola in quarta posizione, staccato di 15 punti, mentre Kyle Busch precipita al quinto posto. Sono stabili al sesto e settimo posto Matt Kenseth e Jeff Gordon, mentre chiudono la top-10 Ryan Newman e Dale Earnhardt Jr., vede minacciata la propria posizione da Denny Hamlin, staccato dal pilota di Kannapolis di sole 7 lunghezze. Tony Stewart ha gli stessi punti di Hamlin ma deve accontentarsi dell’undicesimo posto e di una posizione da Wild Card, mentre David Ragan occupa l’altra in virtù della vittoria di Daytona e del 13esimo posto in graduatoria.

Il circo della NASCAR si sposta questo fine settimana verso l’estremo nord-est dell’unione, nella regione del New England, più precisamente nello stato del New Hampshire, che deve il suo nome alla regione inglese dell’Hampshire ed è stata una delle tredici colonie che si ribellarono alla corona dando il via alla rivoluzione americana.

Il New Hampshire Motor Speedway, inaugurato nel 1990, ha ospitato inizialmente quella che oggi è la Nationwide Series, per poi accogliere la serie maggiore, con un appuntamento all’anno dal 1993 al 1996 e due gare dal 1997 ad oggi. Il debutto della pista nel calendario della Sprint Cup vide il successo di Rusty Wallace.

Il tracciato, noto anche come “Magic Mile” misura 1,058 miglia, viene normalmente descritto come una versione più grande di Martinsville, perché è caratterizzato da due rettilinei collegati da due ampie doppie curve, quasi due semicerchi. Dal 2003, anno in cui fu steso un nuovo manto d’asfalto, presenta un banking variabile tra i 2 gradi, nella parte più interna, e i 7 gradi, nelle “corsie” più esterne, in modo da favorire lo spettacolo e facilitare i sorpassi. I rettilinei hanno una lunghezza di 1500 piedi ciascuno.

Tra i pluri-vincitori il migliore è Jeff Burton, con ben 4 successi, seguito da Jeff Gordon, Kurt Busch e Jimmie Johnson, tutti a 3 affermazioni. La storia recente ha visto imporsi Joey Logano, in una gara interrotta dalla pioggia nella primavera del 2009, Mark Martin, Jimmie Johnson e Clint Bowyer.

Il circuito è stato anche sede di due tragici incidenti nel 2000, anno in cui persero la vita Adam Petty, figlio di Kyle Petty, scomparso durante le prove della Nationwide Series (che llora si chiamava Busch Series), e Kenny Irwin Jr. , deceduto nelle libere della Sprint Cup (allora Winston Cup).

Il banking ridotto rende il New Hampshire Motor Speedway ideale per le monoposto ma più ostico per le pesanti stock-cars, che devono fare i conti con la necessità di percorrere velocemente i curvoni in appoggio e di trovare immediatamente aderenza per lanciarsi in rettilineo, pur evitando il sottosterzo in entrata di curva.

Clint Bowyer ai box durante la vittoriosa gara del settembre 2010, Tom Whitmore/Getty Images for NASCAR

La distanza relativamente breve, 301 giri pari a poco più di 318 miglia, dovrebbe mettere una certa fretta a chi deve recuperare posizioni in seguito ad una qualifica non esaltante e rappresentando, con il secondo appuntamento, anche la prima prova della Chase, saranno in molti a dare tutto in cerca di conferme per il caldo autunno che si va profilando da qui ad appena due mesi, passando per otto appuntamenti uno più importante dell’altro.

Oltre alla tensione prodotta dalle circostanze di classifica, anche le difficoltà di sorpasso tipiche di una short track, applicate però ad un circuito medio-veloce, potrebbero produrre parecchi contatti e ripicche tra i piloti, specie se ci sarà una gialla nelle fasi finali della gara. Le soste ai box, previste ogni 70/74 giri in caso di run in verde, dovranno essere impeccabili e la strategia giocherà un ruolo fondamentale per recuperare posizioni altrimenti difficili da guadagnare in pista.

Venendo ai protagonisti della Sprint Cup, i favoriti d’obbligo sono sicuramente quelli storicamente a proprio agio sul tracciato, come Jimmie Johnson, 9,9 la sua posizione media al traguardo delle ultime 12 gare qui e una posizione di partenza decisamente arretrata che lo obbligherà a farsi largo, e Jeff Gordon, 14 top-5 in 32 partenze in New Hampshire. Tony Stewart può vantare il miglior driver ranting in assoluto con 113, mentre Denny Hamlin, al via solo 10 volte, può contare su 4 top-5 e 7 top-10 oltre ad una vittoria. Più “normali” i numeri di Kyle Busch, che però può contare su un momento di forma eccezionale come Kurt Busch. Tra gli outsider attenzione a Clint Bowyer, molto in palla nelle prove libere, a Juan Pablo Montoya, già autore di due pole position, che potrebbe finalmente trovare quell’efficacia sulla lunga distanza necessaria per ambire ad un posto nella Chase, e a david Reutimann, ottimo terzo in qualifica e galvanizzato dall’ottima prestazione del Kentucky.

Ryan Newman torna in pole position a Loudon, Credit: Jared C. Tilton/Getty Images

Sarà una prima fila tutta targata Stewart-haas domenica in Mew Hampshire, per la Lenox Industria Tools 301. Ryan Newman ha stabilito il record del tracciato di Loudon con un tempo di 28.165 secondi, pari a 135.232 miglia orarie, per aggiudicarsi la sua prima pole position del 2011, la 47esima in carriera, che lo colloca al decimo posto di sempre per numero di partenze al palo. Per il pilota della Chevrolet #39 si tratta inoltre della quinta pole position sul New Hampshire Speedway in 19 partecipazioni, un record per la Sprint Cup.

Il trentatreenne dell’Indiana, non a caso soprannominato “Rocket Man”, ritorna ad occupare la prima posizione sullo schieramento per la prima volta dal maggio dell’anno scorso, un’enterntà per uno come lui.

Newman è sceso in pista tra gli ultimi, dopo aver stabilito il terzo tempo assoluto nelle libere, ed ha sfruttato al massimo il suo primo giro lanciato, a differenza di quanti l’avevano preceduto, per scavalcare David Reutimann e poi resistere al comando fino al termine. Né Stewart né Bowyer sono stati in grado di migliorare il suo tempo: Tony Stewart si è piazzato al secondo posto, mentre Clint Bowyer si è dovuto accontentare della dodicesima piazza.

Al terzo posto troviamo un ottimo David Reutimann, che precede Kurt Busch, mentre Brad Keselowski e Jeff Burton occupano la terza fila dello schieramento. Jeff Burton, Jeff Gordon, Juan Pablo Montoya, Paul Menard e Kasey Kahne chiudono la top-10.

“Per me è stata una lunga assenza dalla pole position, ma sono davvero carico per questo weekend,” ha detto Newman. “Questa è stata una pista a me favorevole in quanto a prime volte e sono di nuovo in cerca della prima vittoria (del 2011). E’ estremamente importante partire davanti qui, è una gara in cui stare davanti è fondamentale, è una gara relativamente corta se guardiamo al numero di miglia e al modo in cui andranno le soste per il carburante. Abbiamo un buon inizio, ora ci serve un buon finale per il team. Voglio una vittoria domenica, questo è quello su cui sono concentrato.”

Ecco lo schieramento completo:

1 39 Ryan Newman U.S. Army Chevrolet 28.165 135.232
2 14 Tony Stewart Office Depot/Mobil 1 Chevrolet 28.200 135.064
3 00 David Reutimann Aaron’s Dream Machine Toyota 28.263 134.763
4 22 Kurt Busch Shell/Pennzoil Dodge 28.352 134.340
5 2 Brad Keselowski Miller Lite Dodge 28.392 134.150
6 31 Jeff Burton Catepillar Chevrolet 28.398 134.122
7 24 Jeff Gordon Drive To End Hunger Chevrolet 28.408 134.075
8 42 Juan Pablo Montoya Target Chevrolet 28.469 133.788
9 27 Paul Menard Richmond/Menards Chevrolet Chevrolet 28.471 133.778
10 4 Kasey Kahne Red Bull Toyota 28.476 133.755
11 78 Regan Smith Furniture Row Chevrolet 28.484 133.717
12 33 Clint Bowyer Good Sam/Cheerios Chevrolet 28.510 133.595
13 56 Martin Truex Jr. NAPA Toyota 28.541 133.450
14 11 Denny Hamlin FedEx Freight Toyota 28.545 133.431
15 99 Carl Edwards Ortho Home Defense Ford 28.550 133.408
16 20 Joey Logano Home Depot Toyota 28.560 133.361
17 43 A J Allmendinger Best Buy Ford 28.613 133.114
18 29 Kevin Harvick Budweiser Chevrolet 28.617 133.096
19 18 Kyle Busch Interstate Batteries Toyota 28.632 133.026
20 16 Greg Biffle 3M Ford 28.639 132.993
21 83 Brian Vickers Red Bull Toyota 28.651 132.938
22 9 Marcos Ambrose DeWALT Ford 28.658 132.905
23 47 Bobby Labonte Capital Window/CapWinFund.com Toyota 28.671 132.845
24 5 Mark Martin GoDaddy.com Chevrolet 28.697 132.725
25 1 Jamie McMurray Bass Pro Shops/Tracker Boats Chevrolet 28.702 132.702
26 6 David Ragan UPS Ford 28.710 132.665
27 88 Dale Earnhardt Jr. National Guard/AMP Energy Chevrolet 28.739 132.531
28 48 Jimmie Johnson Lowe’s Chevrolet 28.767 132.402
29 30 David Stremme Inception Racing Chevrolet 28.804 132.232
30 17 Matt Kenseth Affliction Clothing Ford 28.826 132.131
31 13 Casey Mears GEICO Toyota 28.827 132.126
32 51 Landon Cassill(i) Security Benefit/Thank A Teacher Today Chev 28.879 131.888
33 66 Michael McDowell HP Racing LLC Toyota 28.985 131.406
34 34 David Gilliland Front Row Motorsports Ford 28.986 131.401
35 87 Joe Nemechek(i) AMFMEnergy.com Toyota 29.007 131.306
36 55 Jeff Green(i) Front Row Motorsports Ford 29.036 131.175
37 36 Dave Blaney Golden Corral Chevrolet 29.080 130.977
38 38 J J Yeley Long John Silver’s Ford 29.086 130.950
39 60 Mike Skinner(i) Big Red Toyota 29.128 130.761
40 46 Erik Darnell(i) Red Line Chevrolet 29.257 130.184
41 32 Mike Bliss(i) Starrett Ford 29.303 129.980
42 7 Scott Wimmer(i) SPEED Energy Dodge Owner Points
43 71 Andy Lally # Interstate Moving Services Ford 29.318 129.913

la partenza della gara vinta da Bowyer a Loudon nel 2010, Gregg Ellman-Pool/Getty Images

Sprint Cup – Lenox Industrial Tools 301 @ New Hampshire Motor Speedway domenica 16 luglio ore 19.00 italiane

Nuovo crew chief per Greg Biffle – Gli ultimi risultati e l’avvicinarsi della Chase for the Cup si fanno sentire anche al Roush Fenway Racing. Greg Biffle, al momento quattordicesimo in classifica generale e unico pilota del team di Jack Roush a non aver ancora visitato la victory lane nel 2011, avrà un nuovo crew chief a partire dalla gara di domenica. Matt Puccia, già al fianco di Paul Menard in Nationwide lo scorso anno e assegnato al reparto ricerca e sviluppo in questa stagione, prenderà il posto di Greg Erwin, che guidava il team della Ford #17 dal 2007. “Matt Puccia è stato un crew chief efficace e di successo con il team sia nella Nationwide Series che nella Truck Series,” ha detto Jack Roush. “Più di recente ha guidato i nostri sforzi di ricerca e sviluppo per il programma dei superspeedway, cosa che ha aiutato David Ragan a vincere a Daytona. Questo è un progresso naturale della formazione dei nostri crew chiefs e sono fiducioso che farà bene ne suo nuovo ruolo. Greg Erwin Ha dato un contributo significativo ai nostri sforzi di engineering e il nostro programma è migliore grazie a lui.”

Tagli di bilancio per la Hall of Fame? – Thatsracin.com riporta dei dati che illustrano come l’affluenza di pubblico della NASCAR Hall of Fame è nettamente calato rispetto allo scorso nno, quasi il 40%. Il secondo anno di apertura, per questo tipo di attrazioni, presenta spesso un calo fisiologico delle affluenze, ma in questo caso il problema risiede nel fatto che nel budget della Hall si prevede un deciso incremento nella vendita di biglietti per l’anno fiscale 2012. Il rischio è che, se le affluenze continuano a calare, la città di Charlotte, in particolare la Charlotte Regional Visitors Authority si trovi nella condizione di dover ripianare un buco di diversi milioni di dollari, dopo aver già coperto quello da 1.28 milioni di dollari emerso alla fine del primo anno fiscale di vita della Hall of Fame. La stessa CRVA ha comunque sottolineato l’impatto positivo dell’attrazione sulla regione, specie per il settore delle conventions e del turismo.

Crown Royal possibile title-sponsor per la Brickyard 400 – Secondo l’Indianapolis Business Journal, il popolare produttore di whisky canadese sarebbe pronto a siglare un accordo con l’Indianapolis Motor Speedway per far diventare Crown Royal lo sponsor principale della Brickyard 400 a partire dal prossimo anno. Il marchio aveva annunciato poco tempo fa la rinuncia a comparire sulla carrozzeria di Matt Kenseth nel 2012 e ora sarebbe in procinto di spostare il proprio investimento per un ammontare di 1.5 milioni di dollari, una cifra addiruttra superiore a quella incassata da Charlotte per la Coca-Cola 600 e da Bristol per la Irwin Tools Night Race. L’annuncio dell’accordo potrebbe arrivare già in occasione della Brickyard di ques’anno.

Johnson premiato da ESPN con l’ESPY come “Best Driver” – Ogni anno ESPN premia con l’ESPY una serie di sportivi che si sono particolarmente distinti nella propria disciplina. Il cinque volte campione NASCAR era candidato per le categorie “Best Driver” e “Best Male Athlete”, mentre Trevor Bayne era in corsa per la categoria “Best Moment” con la sua affermazione nella Daytona 500. Johnson si è alla fine aggiudicato il premio come miglior pilota, “sconfiggendo”, tra gli altri, Dario Franchitti. Il premio come miglior atleta è andato al cestista Dirk Nowitzski, mentre quello per il momento memobile è stato assegnato a Roy Halladay, lanciatore dei Philadelpia Phillies, autore di un “no-hitter” nei playoffs 2010 della MLB.

Bowyer raggiunge quota 200 partenze – Il trentaduenne originario di Peoria, Kansas, raggiungerà, grazie alla Lenox Industrial Tools 301 di domenica, quota 200 partenze nella Sprint Cup. Bowyer potrebbe anche festeggiare nel migliore dei modi, visto che in dieci gare sul “Magic Mile” ha collezionato 2 vittorie, l’ultima delle quali lo scorso settembre, e più di 400 giri al comando.

Yeley al volante della #38 – il Front Row Motorsports affiderà a J.J.Yeley la Ford Fusion #38 in occasione della gara del New Hampshire, visto l’impegno del pilota titolare, Travis Kvapil, nella Camping World Truck Series sull’Iowa Speedway. Vista che il team è al momento fuori dalla top-35 nella classifica owners, Yeley dovrà qualificarsi in base al proprio tempo nella sessione di prove ufficiali.

Nationwide Series – New England 200 @ New Hampshire Motor Speedway, sabato 16 luglio ore 21.30 italiane

Kyle Busch al via in cerca della vittoria numero 100 – Il ventiseienne pilota del Nevada sarà al via, oltre che nella Sprint Cup, anche nella Nationwide Series, nel tentativo di raggiungere il prima possibile la centesima affermazione nelle tre serie della NASCAR. Busch diventerebbe il terzo pilota, nonché il più giovane, nella storia a raggiungere i 100 successi, andando a far compagnia a Richard Petty e David Pearson, rispettivamente a quota 200 e 106. Petty e Paerson hanno vinto pressoché unicamente in quella che oggi è la Sprint Cup, mentre Busch può contare su 22 successi in Sprint Cup, 48 in Nationwide e 29 in Truck Series. A dare del filo da torcere all’asso del Joe Gibbs Racing ci saranno, oltre agli abituali piloti della serie come Sadler, Bayne, Sorenson e Stenhouse, anche esponenti di spicco della Sprint Cup come Joey Logano, Carl Edwards, Kevin Harvick e Brad Keselowski

Ricky Carmichael proiettato in Nationwide per il 2012 – Ricky Carmichael ha annunciato, in un’intervista a Frontstretch.com, di ambire a competere full-time nella Nationwide Series a partire dal 2012. IL trentunenne della Florida ha detto di puntare a fare il salto di categoria con il suo team attuale, il Turner Motorsports, ma che ovviamente tutto dipende dagli sponsor e dalla copertura del budget necessario.

Reed Sorenson al via per la 150esima volta – Arriva una milestone anche per Reed Sorenson, che a Loudon raggiungerà la 150esima presenza in Nationwide Series. Dal suo debutto, avvenuto nel 2004, Sorenson ha totalizzato 4 vittorie, 38 top-5 e 79 top-10.

Camping World Truck Series – Coca Cola 200 @ Iowa Speedway, domenica 17 luglio ore 2.00 italiane

Bodine trova fondi per proseguire la stagione – Il Germain Racing e il randy Moss Motorsports sono al lavoro per trovare sponsors in modo da poter mettere il veterano Bodine al volante del truck numero 5 in sostituzione di Travis Kvapil. “Non abbiamo ancora sistemato tutto, ma abbiamo parlato con il Randy Moss Motorsports e David Dollar riguardo al combinare i nostri due trucks per il resto della stagione,” ha detto Germain. “E’ sembrato che ci siano un sacco di buone ragioni per farlo. Quando abbiamo analizzato gli sponsor che abbiamo per Todd e il loro impegno con International, abbiamo capito che potevamo far correre un truck insieme e unire i nostri sforzi.”La partnership comincerà già in Iowa per per la Coca-Cola 200 e lascerà del tutto a piedi Travis Kvapil, che non potrà nemmeno ritornare sulla sua vettura in Cup, già assegnata a J.J.Yeley.

Coca-Cola title sponsor a Talladega – Il 22 ottobre segnerà il debutto di Coca-Cola come title sponsor di una gara a Talladega. Il colosso di Atlanta si è aggiudicato infatti il ruolo di sostenitore principale dell’evento da 250 miglia che si terrà in autunno sul popolare superspeedway dell’Alabama insieme alla catena di negozi “Fred’s”. La denominazione dell’evento è Coca-Cola 250 Powered by Fred’s.

Clay Rogers ritorna con un doppio impegno – Dopo il buon risultato ottenuto in Kentucky, dove ha portato il Silverado #92 dell’RBR Motorsports al diciassettesimo posto, Clay Rogers prosegue in Camping World Truck Series, in cerca di conferme e sponsorizzazioni. Oltre alla gara della Truck Series, il trentunenne di Moorsville, North Carolina, correrà anche la Prairie Meadows 200 della ARCA Racing Series sullo stesso circuito, al volante della Chevy #42.