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Motorsportrants ha traslocato. Vi aspettiamo QUI

Dopo il Rookie Orientation Test il programma della 500 miglia di Indianapolis prosegue con le prime due sessioni di prove libere, che hanno visto scendere in pista tutti i piloti tranne Bourdais e Katherine Legge del team Dragon (la squadra ha lasciato i motori Lotus ed è in procinto di accordarsi con la Chevrolet).
Molti driver si sono alternati su più vetture, visto che ad Indianapolis la procedura di qualificazione prevede che ogni team elegga per ogni pilota due monoposto (una come “titolare”, l’altra come muletto). Inoltre ad Indianapolis risulta qualificata la vettura e non il pilota, questo vuol dire che un pilota che è riuscito a qualificare la sua vettura può essere sostituito in vista della gara da un altro driver (quest’ultimo, però, sarà retrocesso in ultima posizione).
Questa possibilità fa si’ che compagni di squadra possano guidare la stessa vettura anche nel corso delle prove libere, scambiandosi opinioni e sensazioni in modo da trovare il giusto set-up. Per esempio Marco Andretti, oltre alla sua Dallara n.26, ha guidato anche la n.25 di Ana Beatriz, che parteciperà alla Indy 500 con il team di Michael,papà di Marco. (altro…)

Per un pelo! Will Power trionfa a Long Beach portando a casa la seconda vittoria consecutiva, che lo proietta in testa al campionato.
Un successo maturato in un finale thrilling nel quale l’australiano, costretto a risparmiare carburante per arrivare fino in fondo senza effettuare ulteriori soste, è riuscito a precedere di un soffio un Simon Pagenaud in fortissima rimonta.
Il francese, autore di una diversa strategia, viaggiando con gomme nuove e soprattutto potendo spingere a tutta non avendo problemi di consumo, negli ultimi giri aveva recuperato un distacco superiore ai 14 secondi ed era giunto ormai in scia al leader della gara. Un solo giro in più e lo avrebbe sicuramente superato, sia perchè la differenza di passo era notevole, sia perchè ormai Power era veramente al limite con il carburante.
Non si tratta però di una questione (solo) di buona sorte: Power ha guidato benissimo, rimontando dalla dodicesima posizione in griglia (dovuta alla penalizzazione che ha riguardato tutti i motorizzati Chevrolet),ha compiuto ottimi sorpassi e ha tenuto un ritmo importante anche nelle fasi in cui era in modalità “save fuel”, riuscendo a gestire il carburante meglio di piloti che avevano rifornito dopo di lui.
In questo và dato merito anche al motore Chevrolet, che in gara si è presa una bella rivincita dopo il brutto colpo dei problemi di affidabilità che avevano comportato la sostituzione di tutti i propulsori con conseguente arretramento in griglia.
Chevrolet in tre gare ha ottenuto tre pole, tre vittorie e tre giri più veloci : in questa statistica a farla da padrone è il team Penske, che finora ha monopolizzato le pole e le vittorie.
Smacco per la Honda: non è riuscita a vincere neanche qui. Eppure i suoi piloti occupavano le prime 9 posizioni in griglia per effetto delle penalizzazioni. (altro…)

Venerdi’ di prove libere disturbato dalla pioggia a Long Beach: nella seconda sessione le condizioni erano cosi’ proibitive che solo Franchitti e Dixon sono scesi in pista. Peraltro lo scozzese si è limitato a svolgere solo un installation lap, mentre il suo compagno di squadra non è riuscito a completare neppure quello essendo finito a muro a causa di un aquaplaning (Dixon ha dichiarato che in quel momento era appena in terza marcia, a conferma delle condizioni veramente precarie del circuito).
Migliore, invece, la situazione nella prima sessione con pista prima bagnata e poi in via di miglioramento: il più veloce è stato Marco Andretti, il primo a montare le slick. I tempi sono risultati comunque molto lontani dai riferimenti ideali con pista completamente asciutta. (altro…)

Brutta tegola in casa Chevrolet: tutti i propulsori del motorista americano dovranno essere sostituiti a Long Beach a causa di un non meglio precisato problema tecnico.
Il difetto era stato individuato durante il controllo del motore di Hinchcliffe, che, come abbiamo anticipato ieri, avrebbe dovuto cambiare propulsore: Chevrolet a quel punto ha deciso di verificare tutti gli altri motori e ha scoperto che tutti presentavano lo stesso problema, di qui la decisione di rimpiazzare tutte le unità (11 in totale).
In base al combinato disposto degli articoli 15.3.1 e 15.6.1.1 del regolamento IndyCar, se un motore viene sostituito prima di aver raggiunto il chilometraggio minimo (cioè 2976.65 Km, pari a 1850 miglia) scatta una penalizzazione, che consiste nell’arretramento di 10 posizioni in griglia di partenza:ne consegue che tutti i piloti Chevrolet saranno penalizzati a Long Beach.
Si tratta di: (altro…)

Il catino di Indianapolis ospita in questi giorni una sessione di test collettivi in preparazione della 500 miglia: lo scopo è quello di consentire alle squadre (che per regolamento possono schierare un solo pilota) di scoprire il comportamento della nuova monoposto sull’ovale dell’Indiana, permettendo nello stesso momento alla Dallara di verificare la bontà delle modifiche aerodinamiche recentemente introdotte.
Le vetture sono in configurazione “Speedway”,quindi con alettone anteriore e posteriore differenti e anche un diverso schema delle nuove protezioni delle ruote posteriori, qui più alte e più leggere rispetto alla configurazione per gli stradali. (altro…)

Power si riscatta. A St. Petersburg aveva ottenuto la pole e dominato la prima parte della gara, poi un piccolo errore e una strategia non particolarmente azzeccata lo avevano relegato al settimo posto finale.
In Alabama aveva iniziato forte il week end dominando la prima sessione di libere (l’unica sull’asciutto), poi gli era stato cancellato il miglior tempo nel secondo segmento delle qualifiche (perchè ottenuto in regime di bandiere gialle) col risultato di essere costretto a partire nono.
Insomma non proprio un inizio fortunato di stagione. E invece Power ha reagito alla grande in gara, cogliendo il suo secondo successo consecutivo a Barber con un mix di strategia (legata all’uso delle gomme), di velocità e di opportunismo (leggi capacità di approfittare dei problemi altrui nei rispettivi pit stop). (altro…)

La pioggia ha condizionato la seconda sessione di libere dell’Honda Indy Grand Prix of Alabama spingendo i piloti a girare poco o a non scendere affatto in pista (tra questi anche quelli del team Penske), visto che per il resto del fine settimana si prevedono meteo favorevole e asfalto asciutto.
Tra i piloti che hanno comunque deciso di cimentarsi in pista, il più veloce è risultato Takuma Sato, che ha percorso appena 3 giri, ma ha azzeccato il momento giusto dato che successivamente è aumentata l’intensità della pioggia. (altro…)

La nazionalità australiana non è l’unica cosa che li lega. Casey Stoner e Will Power hanno (almeno) un’altra caratteristica in comune: l’uno in MotoGp, l’altro in IndyCar (quando non si corre sugli ovali) sono i piloti più dotati dal punto di vista della velocità pura, ossia la capacità di andare subito forte, più forte degli altri non appena scendono in pista, o meglio ancora l’abilità di trovare immediatamente il limite. Poi magari nel corso del week end o in gara gli altri riescono piano piano ad avvicinarsi o anche a fare meglio, lavorando sull’assetto, sul passo oppure attraverso la strategia o una migliore gestione delle gomme, ma questa loro attitudine li rende a modo loro speciali.
La prima sessione di libere di Barber ha confermato questo schema ormai consolidato, infatti in vetta alla classifica troviamo proprio Power, che precede il compagno di squadra (e vincitore di St. Petersburg) Castroneves di 2 decimi, un distacco che può sembrare ridotto, ma che assume un’altra portata se pensiamo che la pista è lunga meno di 4 Km, che il giro si percorre in poco più di 70 secondi e che,escluso Power, abbiamo 17 piloti racchiusi in un secondo. (altro…)

“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,anzi d’antico” recita l’incipit della poesia “L’aquilone” di Giovanni Pascoli: parafrasando il poeta possiamo dire che quest’anno molto è cambiato in IndyCar (telaio,motori,piloti,squadre…), ma c’ è qualcosa che sembra non cambiare mai, d’antico appunto.
Ci riferiamo a Will Power: quando si corre sugli stradali il pilota australiano è sempre li’, sempre protagonista, molto spesso in testa al gruppo. L’alfiere del team Penske ha tenuto fede alla sua nomea e ha fatto sua la prima pole dell’anno sul cittadino di St. Petersburg, Florida, conquistando il punto che spetta all’autore del miglior tempo in qualifica.
Sarà una prima fila tutta Penske, con Ryan Briscoe piazzatosi in seconda posizione in una Fast six completata dal duo di Andretti, composto da Hunter-Reay e Hinchcliffe, dal terzo Penske, Helio Castroneves, e da Pagenaud, primo “Hondista” dopo 5 motori Chevrolet. Ma il francese, come anticipato nel report sulla terza sessione di libere, dovrà arretrare di 10 posizioni sulla griglia di partenza proprio per aver sostituito il propulsore.
La sesta piazza va dunque a Scott Dixon, mentre gli altri piloti di Ganassi scatteranno dalla nona (Franchitti) decima (Rahal) e ventiduesima posizione (Kimball). (altro…)

Nuovo telaio, nuovi motori, nuovi piloti, nuove livree: il campionato 2012 inizia il prossimo 25 marzo a St. Petersburg e noi vogliamo proporvi le immagini delle 26 vetture che saranno al via della stagione.
Un modo per imparare a riconoscere (noi per primi) i protagonisti della serie, in modo da seguire con maggiore cognizione di causa le diverse fasi di gara.
Cominciamo col campione in carica Dario Franchitti (Chip Ganassi Racing, Dallara-Honda, numero 10): dopo il salto troverete il resto dello schieramento.Qual’è la vostra livrea preferita? (altro…)

Seconda giornata di test a Sebring all’insegna del team Penske: le monoposto del Capitano monopolizzano le prime tre posizioni, con Castroneves a precedere Power e Briscoe e i tre raccolti in un fazzoletto (appena 66 millesimi).
In ottima forma è apparso in particolare il brasiliano, che nella due giorni sul tracciato della Florida si è issato al vertice in tre sessioni su quattro, risultando il più veloce lunedi mattina e martedi’ sia al mattino che al pomeriggio. (altro…)

Mancano meno di venti giorni alla gara di St. Petersburg, che inaugurerà la stagione 2012, e fervono i preparativi nel circus dell’ IndyCar con i team impegnati in una sessione di test a Sebring.
Il programma è articolato in 4 giorni con i piloti divisi in due gruppi: lunedi (ieri) e martedi (oggi) Briscoe,Castroneves, Power, Bourdais, Wilson, Jakes, Andretti, Hinchcliffe, Hunter-Reay, Pagenaud, De Silvestro; giovedi e venerdi sarà la volta di Hildebrand, Legge, Viso, Barrichello, Kanaan, Franchitti, Dixon, Rahal, Kimball, Sato, Conway, Tagliani, Servia, Carpenter, Newgarden. (altro…)

Proseguono i test IndyCar di preparazione alla stagione 2012 e il circuito corto di Sebring (la variante denominata “Club Road Course” lunga 1.7 miglia) vede impegnati per la prima volta contemporaneamente tutti e tre i motoristi (Honda, Chevrolet e Lotus) per il primo confronto in pista.
Nella giornata di ieri hanno girato Helio Castroneves e Ryan Briscoe (Team Penske /Chevrolet), JR Hildebrand (Panther Racing /Chevrolet), Simon Pagenaud (Sam Schmidt Motorsports /Honda), Tony Kanaan (KV Racing Technology /Chevrolet), Marco Andretti (Andretti Autosport /Chevrolet), Scott Dixon (Target Chip Ganassi Racing /Honda) e Simona De Silvestro (HVM Racing /Lotus).
Non sono stati divulgati tempi ufficiali, ma secondo fonti ufficiose il più veloce sarebbe stato Scott Dixon, il quale avrebbe girato in 53 basso. (altro…)

immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power. (altro…)