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Il circuito, i precedenti e i record. L’IndyCar è in pista questo week end per il terzo appuntamento stagionale. Il calendario propone un vero e proprio “must”: il “Toyota Grand Prix of Long Beach”, giunto alla sua edizione numero 38. Long Beach, città della California situata nella parte meridionale della contea di Los Angeles e bagnata dall’Oceano Pacifico, ha ospitato negli anni prima la Formula 5000, poi la la F1 (dal 1976 al 1983), quindi la Cart/Champ Car (dal 1984 al 2008), infine l’Indycar (dal 2009 in poi).
Il circuito è un cittadino ricavato principalmente dalle strade che circondano il Long Beach Convention Center: caratteristico soprattutto l’ultimo settore con il tornantino finale che immette sul famoso “rettilineo curvilineo”. (altro…)

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Credit: Todd Davis, LAT USA

SPRINT CUP SERIES

Hendrick Motorsports ritira la macchina #48 di Daytona: Ricorderete tutti le proteste  che si sono sollevate  riguardo le presunte irregolarità che la macchina #48 di Johnson aveva avuto durante il weekend di Daytona , lo scorso febbraio, causando una temporanea penalizzazione del team di 25 punti e la sospensione per sei gare del crew-chief Chad Knaus.  Ebbene, l’Hendrick Motorsports ha deciso di ritirare quella macchina, che farà compagnia, nel cosiddetto cimitero delle macchine di Dale Earnhardt Jr., a Cleveland County, North Carolina, a quella di Montoya ,schiantatasi contro il jet-dryer , sempre a Daytona lo scorso febbraio ,  causando quella infinita bandiera rossa durata più di 2 ore e facendo finire la gara alle 7 del mattino ora italiana.  Rick Hendrick ha dichiarato che , ritirando la macchina #48 ,  finalmente finiranno gli incubi di quel famigerato mese (febbraio-marzo) quando il team si è  visto piovere addosso centinaia di critiche e l’attenzione di tutti i media sia sportivi  che non. Molti hanno subito sostenuto che, nel  ritirare la macchina incriminata, Hendrick ha  indirettamente  ammesso che la macchina fosse illegale nonostante la sentenza di  John Middlebrook che non ha ritenuto  colpevole l’Hendrick Motorsports.  Sembra che questa vicenda non conosca fine! (altro…)

A pochi giorni dall’inizio della stagione 2012 dell’IndyCar, vogliamo proporvi il film “Driven”: di e con Sylvester Stallone, regia di Renny Harlin, la pellicola, realizzata nel 2001, è ambientata nella ex Formula Cart e segue la sfida (in pista e fuori) tra il campione in carica Beau Brandenburg e la giovane promessa Jimmy Bly.
Stallone interpreta Joe Tanto, ex pilota richiamato a correre dal suo vecchio team manager Carl Henry (figura in parte ispirata a Frank Williams) per aiutare e sostenere il giovane Bly nella corsa al titolo.
Nel film compaiono brevemente per un cameo Jacques Villeneuve, Jean Alesi, Juan Pablo Montoya, Kenny Bräck, Max Papis, Tony Kanaan, Roberto Moreno, Mario e Michael Andretti.
Dopo il salto il video completo del film, caricato su Youtube dall’utente “SlyitalianMovie”,che ringraziamo. (altro…)


N.B.: per visualizzare il video premere la scritta “Youtube” a destra nel menu a piè del riquadro del video.
Esattamente 12 anni fa, era il 31 ottobre 1999, veniva a mancare a soli 24 anni Greg Moore, uno dei talenti più cristallini nella storia delle corse americane.
Il pilota canadese prometteva di ripercorrere le orme di Jacques Villenevue e da tutti veniva indicato come un sicuro futuro campione, in grado di vincere nella Cart per proporsi poi all’attenzione della F1.
Vincitore del campionato nord-americano di kart nel 1989 e nel 1990,aveva vinto il titolo USAC Formula 2000 nel 1992 e si era laureato campione di Indy Lights nel 1995 (vincendo 10 gare su 12, un primato tutt’ora imbattuto).
Esordi’ nella Formula Cart nel 1996 con il team Forsythe nella caratteristica livrea Player’s: a fine anno fu nono in graduatoria generale e secondo nella speciale classifica dei rookie alle spalle di Alex Zanardi. (altro…)

immagine tratta dal sito indycar.com

Prende sempre più i contorni dell’ occasione persa la vicenda del superpremio di 5 milioni di dollari associato alla “IZOD IndyCar World Championship Presented by Honda”, nome ufficiale dell’ultima gara 2011 dell’IndyCar,che si svolgerà domenica 16 ottobre in quel di Las Vegas.
Alla stesura del calendario stagionale gli organizzatori avevano avuto l’idea molto interessante di rendere ancor più avvincente l’epilogo del campionato (che anche quest’anno rispetterà la tradizione che dal 2006 vede il titolo decidersi sempre all’ultimo appuntamento) creando un evento speciale: una gara su ovale (esclusa dalla classifica specifica che assegna il trofeo A.J. Foyt come a ribadire il carattere di sfida a sè stante) da svolgersi in quella che è universalmente riconosciuta come la capitale del gioco d’azzardo,Las Vegas appunto, mettendo a disposizione il favoloso jackpot di 5 milioni di dollari per il pilota non regular del campionato che fosse riuscito a vincere la gara.
La mossa era stata evidentemente pensata per attirare piloti celebri di altre serie,gente come Zanardi,Pastrana,Hornish,Montoya, o altre stelle della Nascar (quel fine settimana non impegnate di domenica visto che corrono di sabato a Charlotte) e perfino qualche ex-F1 desideroso di ritornare in pista (Villenevue,Raikkonen,….):una presenza chiaramente occasionale,ma di sicuro appeal sportivo e mediatico,che avrebbe sicuramente aggiunto interesse e attesa nei confronti di un campionato in crescita che ambiziosamente vuole tornare ai fasti della vecchia Cart,prima che la scissione e la crescita esponenziale della Nascar le sottraessero importanza e seguito. (altro…)

immagine tratta dal sito http://www.motorsport.com

I risvolti dell’annuncio. La notizia è di quelle destinate a far discutere: Jean Alesi sarà in pista ad Indianapolis per la 500 miglia del prossimo anno.
Il pilota di Avignone affronterà la classicissima americana al volante di una Dallara motorizzata Lotus,storico marchio di cui da quest’anno l’ex pilota Ferrari è divenuto consulente e ambasciatore.
L’annuncio,di per sè per certi versi clamoroso,pur proiettato verso il prossimo anno,presenta già degli effetti immediati,per comprendere i quali dobbiamo però fare un passo indietro.
Come noto da tempo,infatti, il prossimo anno in IndyCar ci sarà un nuovo telaio,sempre realizzato dalla Dallara,mentre come motoristi Chevrolet e Lotus andranno ad affiancare la Honda,che perderà la posizione di “monopolista”.
Il regolamento ha stabilito che un motorista può fornire massimo il 40% del parco partenti,precisando che i team interessati a partecipare al prossimo campionato dovevano annunciare il proprio fornitore entro il 31 agosto scorso.
I team principali (Penske,Ganassi,Andretti,KV,Panther,Newmann-Haas,Sam Schmidt,Foyt) si sono legati con Honda e Chevrolet,le quali hanno ormai raggiunto o quasi il limite massimo di forniture previsto dal regolamento.
Le squadre senza contratto con un motorista (Dreyer & Reinbold,Coyne,Conquest,Herta, Dragon,Rahal Letterman,Sarah Fisher Racing) si sono trovate in una posizione molto scomoda: impossibilitate a concludere con Honda e Chevrolet,si sono rivolte alla Lotus senza ottenere risposte concrete e il termine del 31 agosto è nel frattempo scaduto.
La deadline è stata spostata prima al 15 e poi al 30 settembre e lo stesso CEO dell’IndyCar,Randy Bernard si è mosso in prima persona volando in Inghilterra per incontrare il presidente Lotus Dany Bahar.
In effetti la mossa si è resa necessaria perchè il programma IndyCar della Lotus sembrava avvolto nel mistero più totale: il mancato accordo coi team e la separazione dalla KV di Jimmy Vasser,negli ultimi anni squadra ufficiale,avevano fatto sospettare a qualcuno che il programma stesso fosse in forte ritardo o potesse addirittura saltare.
Per fortuna forti rassicurazioni sono giunte sia da Lotus che da Bernard e i primi contratti di fornitura del marchio anglo-malese dovrebbero essere ufficializzati a breve.
Ora l’annuncio della partecipazione di Alesi come ufficiale Lotus alla prossima Indy 500 dirada le ombre e rende a questo punto certo l’approdo del costruttore come motorista per l’anno prossimo.
Un annuncio cosi anticipato (mancano ancora 8 mesi all’evento) e cosi chiacchierato (visto che coinvolge il personaggio Alesi),ha in effetti un sapore un pò politico e di immagine,come mossa ad effetto per rassicurare tutto l’ambiente,creando anche l’attesa. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Un confronto poco lusinghiero.Come sicuramente saprete se siete appassionati di IndyCar,quest’anno la principale serie per monoposto a stelle e strisce ha disputato la tradizionale gara in terra giapponese a Motegi sullo stradale,anzichè sull’ovale.
La circostanza ci dà la possibilità di effettuare un confronto prestazionale con l’altra categoria per monoposto che si cimenta abitualmente su quel tracciato,e cioè la Formula Nippon.
Ebbene il cronometro emette,come al solito, un giudizio inappellabile,che,in questo caso, ci induce ad effettuare alcune valutazioni.
L’IndyCar,per usare un eufemismo,non ne esce benissimo:infatti mentre Dixon ha ottenuto la pole con un 1.38.391, Joao Paulo De Oliveira,con la sua Swift-Toyota,si è guadagnato la prima posizione nelle qualifiche della gara di Formula Nippon di Motegi di quest’anno in 1.35.012,cioè oltre 2.3 secondi in meno.
E se andiamo a spulciare le edizioni precedenti,notiamo come nel 2008 Tsugio Matsuda girò,con la precedente generazione di Formula Nippon (all’epoca una Lola-Toyota), addirittura in 1.33.167. (altro…)