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Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti. (altro…)

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Il circuito e i precedenti. Torna in pista l’Indycar per il penultimo appuntamento stagionale: dopo sei stradali nelle ultime sette gare il finale di campionato prevede due gare su ovali,partendo domenica prossima dal Kentucky Speedway.
Relativamente recente (ultimato nel 2000),il circuito è situato a Sparta, città dello stato del Kentucky nella parte centro-orientale degli Stati Uniti, e appartiene alla categoria dei tri-ovali,come possiamo vedere dall’immagine in alto.
La lunghezza è pari a 1.5 miglia (pari a 2.4 km) e la gara si articolerà su 200 giri per la distanza complessiva di 300 miglia (cioè 480 km).
Quello del Kentucky è un appuntamento ormai classico,l’IRL prima e l’IndyCar poi vi corrono ininterrottamente dal 2000: il record sul giro in qualifica appartiene a Sarah Fisher, che nel 2002, girando in 24.0661 secondi alla media di 221.390 miglia orarie (356.293 km/h),ottenne la pole (prima di una donna nella storia dei maggiori campionati a ruote scoperte).
Nelle edizioni precedenti il maggior numero di vittorie (due a testa) è di Buddy Lazier e Sam Hornish jr,mentre il team Penske è la squadra che ha ottenuto qui il maggior numero di successi (tre).
Tra i piloti in griglia qui hanno vinto Tony Kanaan (2007), Scott Dixon (2008), Ryan Briscoe (2009) e Helio Castroneves (2010).
Proprio Scott Dixon è il pilota che vanta qui i migliori precedenti tra i tre che sono in lotta per il titolo: il neozelandese ha ottenuto,infatti, in otto partecipazioni, una vittoria, due poles e quattro arrivi nella top-five, mentre Power,in tre precedenti,è partito una volta in prima fila ed è arrivato due volte nella top-ten e Franchitti,nei sei precedenti, è scattato due volte in prima fila,ma ha ottenuto un solo arrivo nella top-five.
Tre volte è successo che il pilota vincente al Kentucky Speedway ha conquistato il titolo a fine stagione (Buddy Lazier nel 2000, Sam Hornish Jr. nel 2006 e Scott Dixon nel 2008). (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

La cronaca della gara.Tutti i piloti della top ten partono con le gomme morbide,tranne Andretti che si schiera con le dure.
Al via la prima curva è fatale a Castroneves, che vanifica la buona qualifica bloccando l’anteriore e arrivando lungo: dopo una lunga escursione fuori pista rientra in coda.
Franchitti guadagna tre posizioni ed è sesto,Dixon guida il gruppo davanti a Power, Rahal, Kimball, Briscoe e lo stesso Franchitti.
Dal giro 3 al giro 6 rientrano ai box Mutoh,Pantano,Kanaan e Castroneves che provano a mischiare le carte sperando in un’ immediata bandiera gialla,che però non arriva.
I sorpassi sono molto difficili su questa pista e l’azione latita: riavvivano la corsa Briscoe e Franchitti che passano Kimball (siamo al giro 8).
Al giro 16 Pantano prova a sopravanzare la De Silvestro,ma stacca troppo tardi e finisce fuori pista rientrando ultimo.
Tre passaggi dopo De Oliveira prova il sorpasso su Sato per il decimo posto, ma i due finiscono a contatto effettuando un’escursione nella via di fuga e rientrando,rispettivamente, in quindicesima e sedicesima piazza.
Giro 21: iniziano i pit-stop programmati; si fermano prima Rahal e Briscoe (con l’australiano che guadagna la posizione ai box),poi il giro dopo Dixon e Power,con posizioni inalterate, e infine Franchitti (tutti montano le dure)
Giro 23: prima bandiera gialla causata dalla vettura di De Oliveira, ferma in una via di fuga a causa di un problema tecnico.
Si riparte al giro 26: alla prima curva Franchitti tampona Briscoe innescando un contatto che convolge anche Rahal e Kimball: nuova bandiera gialla,tutti e 4 i piloti riescono a riprendere la pista e approfittano per effettuare la sosta (Franchitti sostituisce l’ala anteriore danneggiata nel contatto e rientra una seconda volta per scontare un drive through). (altro…)

immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Scott Dixon beffa Will Power, facendo segnare il miglior tempo nella terza e decisiva sessione di qualifiche a Motegi per soli 28 millesimi e sottraendo, quindi, al pilota australiano non solo la pole in sè,ma anche il punto aggiuntivo che spetta al pole sitter.
Questa è l’unica buona notizia della giornata per Dario Franchitti,il quale dopo un buon lavoro nelle libere (dove nel combinato delle sessioni aveva il quarto tempo proprio davanti al rivale Power) si è un pò perso in qualifica,dove non è riuscito ad entrare nella fast six e si dovrà accontentare della nona posizione in griglia.
Il pilota scozzese stranamente è risultato il più lento della pattuglia Ganassi,alle spalle non solo di Dixon,ma anche dei piloti del team satellite: Rahal col terzo posto si conferma dopo la prima fila di Baltimora e Kimball è settimo. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

La scossa.Leggero spavento per il circus dell’IndyCar per la scossa di terremeto magnitudo 6.2, con epicentro circa 220 km ad est di Tokyo, chiaramente avvertita anche a Motegi ieri pomeriggio alle 17.00 ora locale.
Non si segnalano danni a persone o cose e gli esperti hanno tranquillizato tutti chiarendo che si tratta di una delle numerose scosse di assestamento successive al fortissimo sisma dell’ undici marzo scorso.
Ryan Hunter-Reay ha dichiarato che si trovava nella sua stanza d’albergo e ha visto il televisore “camminare” lungo il tavolo.

Le prime libere. Questa mattina, come da programma, si sono normalmente svolte le prime prove libere, che hanno visto i piloti scendere in pista innanzitutto per prendere confidenza con il nuovo tracciato (come detto nei post precedenti solo Mutoh e De Oliveira lo conoscevano già).
In cima alla lista dei tempi si è subito portato Will Power,giunto qui galvanizzato dalle due vittorie consecutive di Sonoma e Baltimora e desideroso di guadagnare la testa della classifica di campionato,che lo vede per il momento a soli cinque punti da Franchitti.
L’obiettivo dell’australiano è duplice: assicurarsi qui il trofeo Andretti per il maggior punteggio ottenuto sugli stradali e soprattutto mettere in cascina quanti più punti possibile per avvantaggiarsi sul rivale,considerato che a quel punto mancherebbero solo due gare al termine della stagione da disputarsi su ovale, dove,almeno in passato, lo scozzese ha mostrato di essere più efficace.
Come già accaduto ad Edmonton e soprattutto a Sonoma,Power potrebbe contare sull’apporto dei due compagni di squadra: Castroneves ha fatto segnare il secondo tempo, Briscoe è quarto. (altro…)

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media). (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Giorgio Pantano.Il team Dreyer & Reinbold Racing ha annunciato che il pilota padovano guiderà la Dallara-Honda numero 22 anche il prossimo fine settimana, che vede in programma il terz’ultimo appuntamento di campionato a Motegi in Giappone.
La trasferta nel paese del Sol Levante coinciderà con l’ultima gara stradale del 2011, infatti, a differenza degli anni scorsi, non si correrà sull’ovale -danneggiato in seguito al recente terremoto- ma sul tracciato che abitualmente ospita la Motogp e la Formula Nippon.
Dennis Reinbold,compropietario del team,ha commentato :”Non potremmo essere più felici di rimettere Giorgio nella nostra macchina: ha fatto un ottimo lavoro per noi a Sonoma e Baltimora e siamo convinti che sarà molto forte a Motegi.”.
Pantano ha dichiarato: “Voglio ringraziare la squadra e gli sponsor per avermi dato questa nuova opportunità.Le ultime due gare sono state molto consistenti per noi e non vedo l’ora di correre di nuovo con il team in Giappone.Sono qui per fare il meglio possibile come sempre e sono impaziente di competere.” (altro…)