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L’affaire motori. Tempi duri per la Lotus. Dopo essere stata abbondonata dai team Herta Autosport e Dreyer & Reinbold (passati, rispettivamente, a Honda e Chevrolet), la Lotus ha perso anche il team Dragon di Jay Penske (in procinto di accordarsi con Chevrolet). Il figlio di Roger ha citato la Lotus per gravi inadempimenti contrattuali chiedendo un risarcimento di 4.6 milioni di dollari.
A questo punto Lotus schiererà ad Indianapolis solo Simona De Silvestro e Jean Alesi (di cui parliamo più diffusamente a parte), anche perchè il team Shank (che aveva già tutto- telaio,pilota,sponsor,tecnici,meccanici- tranne il motore) ha rinuciato a partecipare non essendo riuscito ad accordarsi con Honda o Chevrolet.
“Se devo ricorrere ai motori Lotus non ho possibilità di vincere, quindi preferisco non schierare la squadra” : questo in estrema sintesi il ragionamento di Shank fondato sul fatto che (almeno finora) i propulsori Lotus si sono dimostrati i meno potenti del lotto, manifestando perdippiù anche diversi problemi di affidabilità.
Continua poi la telenovela-Honda. Riassunto delle puntate precedenti: la Honda (unico motorista che non ha scelto il twin-turbo) aveva portato a Long Beach un turbocompressore aggiornato, che era stato inizialmente approvato dai commissari.
La Chevrolet aveva presentato richiamo costringendo la Honda a non utilizzare l’update fino al pronunciamento di un panel di esperti, che ha dato ragione ai giapponesi.
La novità di questi giorni è che la Chevrolet ha presentato appello, sul quale si pronuncerà l’ex giudice della Corte Suprema Theodore Boehm. (altro…)

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  • Due team, Herta Autosport e Dreyer & Reinbold, hanno lasciato i motori Lotus e cercano un nuovo fornitore. La Honda è stata finalmente autorizzata a montare un turbocompressore aggiornato: l’update era stato già portato a Long Beach e approvato dall’IndyCar, ma la Chevrolet aveva avanzato un ricorso costringendo i giapponesi a rimandare l’aggiornamento. Il ricorso è stato esaminato da una commissione indipendente,che ha dato ragione alla Honda.
  • Secondo quanto riportato da Autosport, la Ford starebbe considerando l’idea di sbarcare in IndyCar allargando a 4 il confronto tra motoristi.
  • E’ stato deciso che non ci saranno penalizzazioni in griglia ad Indianapolis. Il regolamento prevede che in caso di sostituzione anticipata del motore (prima cioè che questo raggiunga il chilometraggio minimo) scatti l’arretramento di 10 posizioni in griglia: eccezionalmente questo non avverrà ad Indianapolis ed eventuali penalità saranno scontate nella gara successiva a Detroit.
  • Ad Indianapolis Andretti schiererà anche Saavedra (in collaborazione con AFS Racing) e Ana Beatriz;   Ed Carpenter Racing,Sam Schmidt  Motorsports,Sarah Fisher Racing,Foyt Racing e Rahal-Letterman  si presenteranno anche con una seconda vettura: da stabilire il pilota per i primi due team, mentre gli altri tre affideranno il volante,rispettivamente, a Clauson,Cunningham e Jourdain.Proprio il messicano, con i suoi sponsor, ha portato via il sedile al nostro Filippi. Rahal non ha chiuso definitivamente le porte a Luca, non escludendo di poter schierare una terza vettura per lui, serve però un supporto economico che al momento non c’è. Sul catino dell’Indiana debutterà il team Shank con il pilota Jay Howard, mentre nell’entry list ufficiale, accanto al team Newman/Haas non compare ancora il nome di Jean Alesi, la cui presenza (più volte annunciata) non è dunque ancora ufficiale.
  • Il team KV Racing Technology è stato multato dopo che la vettura di Tony Kanaan non ha superato le verifiche tecniche a Long Beach. E’ stata riscontrata la violazione delle regola 14.7.2 che stabilisce in 18.5 galloni la capacità massima del serbatoio. Non è stata resa nota l’entità della sanzione pecuniaria.

La presenza di Jean Alesi alla prossima 500 miglia di Indianapolis al volante di una Dallara motorizzata Lotus era stata annunciata già lo scorso settembre.
Ora comincia a definirsi meglio il suo programma:il 47enne pilota di Avignone correrà con il team Newman/Haas, squadra storica delle corse americane (8 titoli, 107 vittorie, 109 pole), che proprio quest’anno aveva annunciato la chiusura, rinunciando a partecipare al campionato 2012 per motivi economici.
Evidentemente si trattava solo di uno stop momentaneo e Carl Haas ha deciso di tornare per questa presenza una tantum ad Indianapolis, dove, appunto, sarà schierato Alesi. (altro…)

Il Rahal Letterman Lanigan ricomicia da Takuma Sato. E’ il pilota giapponese la prima guida scelta dalla squadra di proprietà dell’ex campione Bobby Rahal (vincitore della Indy 500 del 1986), del popolare conduttore tv David Letterman e dell’uomo d’affari Mike Lanigan (già socio nel team Newman-Haas), per il ritorno a tempio pieno in IndyCar, dopo tre stagioni part-time. (altro…)

Oriol Servia, quarto in classifica generale nel campionato IndyCar 2011 e rimasto senza contratto dopo la chiusura dello storico team Newman-Haas, si è accordato per disputare la stagione 2012 con il team Dreyer & Reinbold Racing (lo stesso che ha schierato lo scorso anno Giorgio Pantano in sostituzione di Justin Wilson).
Servia, 37 anni, spagnolo, dopo un 2010 sabbatico, la scorso campionato si è dimostrato estremamente consistente cogliendo 11 top ten in gara, con 2 secondi posti come migliori risultati (New Hampshire e Baltimora) e partendo in prima fila nell’edizione del centenario della Indy 500, concludendo tutte e 17 le gare in calendario e rivelandosi pertanto il pilota che nel 2011 ha compiuto il maggior numero di giri in gara.
Lo spagnolo nel 1999 vinse il titolo in Indy Lights e nel 2005 chiuse secondo in Champ Car.
Il team Dreyer & Reinbold Racing, che utilizzerà motori Lotus, intende schierare anche una seconda vettura: da questo punto di vista diverse sono le trattative in corso tra cui anche quella che riguarda il nostro Pantano, come rivelato da Autosprint.

Brutta tegola per l’IndyCar: il prossimo anno non sarà più della partita il team Newman/Haas, una delle squadre storiche dei campionati a ruote scoperte a stelle e strisce.
Fondata dall’attore Paul Newman e dall’ex pilota Carl Haas, la squadra, con sede a Lincolnshire,Illinois, cominciò a competere a tempo pieno nel campionato Cart nel 1983, vincendo il titolo già l’anno successivo con Mario Andretti. (altro…)

Tutto possiamo dire tranne che la 225 miglia di Loudon non ci abbia regalato colpi di scena e sorprese:contatti,incidenti,condizioni metereologiche particolari (leggi temperature basse e pioggia) ed un finale convulso e contestato tanto che il risultato è in attesa di omologazione essendo pendente un ricorso,ma andiamo per ordine.

La cronaca. In pole c’è Dario Franchitti,al suo fianco Oriol Servia. Dixon e Power scattano,rispettivamente,dalla settima e tredicesima posizione.
Le vetture al via sono 26 visto il forfait di Pippa Mann,a muro sostanzialmente in tutte le sessioni di prove.
Al primo giro Conway si gira alla curva 2 e Rahal non riesce ad evitarlo,gara finita per entrambi.
Si riparte al giro 7,ma c’è una nuova caution per un’uscita di Castroneves,che riesce a rientrare in gara doppiato di diversi giri dopo una lunga sosta ai box.
Nuova bandiera verde al giro 10:due piloti in pista danno spettacolo,Franchitti e Scheckter.Il sudafricano,partito diciottesimo,sale fino in terza posizione a suon di sorpassi.
Lo scozzese è,se possibile, ancor più scatenato,mostrando un ritmo inavvicinabile per ogni altro:al giro 44 ha doppiato già metà schieramento,al giro 58 doppia anche il grande rivale Power.
Giro 69:inizia il valzer delle soste,primi a fermarsi sono Hinchcliffe e Patrick seguiti nei giri successivi da tutti i piloti di testa.
Franchitti,effettuata la sosta al giro 72,cede la leadership a Briscoe solo per due passaggi tornando in testa dopo la sosta dell’australiano.
Tornano le bandiere gialle al giro 75 per scivolosità della pista dovuta alle prime,sporadiche gocce di pioggia.La situazione di caution si protrae sino al giro 107. Con gruppo compatto dietro la pace car Power approfitta per rifornire di nuovo provando una strategia più “lunga”.
Al giro 110 incidente che coinvolge Kanaan,Scheckter e Andretti.I primi due provano il doppiaggio su Marco, uno all’interno e uno all’esterno, chiudendolo a sandwich:incidente inevitabile con la vettura del brasiliano che cappotta dopo il contatto con le barriere,per fortuna nessuna conseguenza fisica per il pilota.
Alla ripartenza Franchitti e Sato,primo e secondo in quel momento,si toccano ancora prima di superare la linea del traguardo:Dario va a muro ed è costretto incredibilmente al ritiro in una gara letteralmente da lui dominata sino a quel momento!
Il giapponese con l’anteriore destra bucata rientra ai box e coglie l’occasione del pit per rifornire,rientrando nel gruppo.
A fine gara Takuma si è attribuito la colpa dell’incidente sostendendo di essere stato disturbato in quel momento da un detrito nell’occhio che gli procurava fastidio e lacrimazione.
In verità ai più è sembrato che anche Franchitti fosse in parte colpevole avendo probabilmente stretto troppo verso il pilota Lotus.
Nuovo verde al giro 125,in testa c’è Hunter-Reay seguito da Servia,Dixon,Power, Hinchcliffe e Patrick.
Giro 161:è il momento della seconda sosta,nel giro di pochi passaggi si fermano tutti i piloti di testa tranne Power e Sato che,avendo rifornito sotto bandiera gialla,hanno più carburante,anche se non sufficiente ad arrivare sino in fondo.
Il cielo è sempre più nuvoloso e il rischio pioggia sempre più concreto:una lunga bandiera gialla o addirittura la bandiera rossa darebbe loro i primi due posti definitivi (inaspettatamente visto che uno ad un certo punto era doppiato e l’altro era precipitato in classifica dopo il contatto con Franchitti).Cosi però non è: la pioggia non arriva in tempo e i due devono rientrare a rifornire,risppettivamente al giro 179 e 191.
Esaurite per tutti le soste ai box la classifica dice Hunter-Reay,Servia,Dixon, Hinchcliffe,Power e Patrick.
Il finale caotico,i ricorsi post-gara e le implicazioni di classifica.La pioggia si materializza al giro 206:bandiere gialle. Al giro 217,con soli otto passaggi da completare,la direzione gara prende la decisione di dare bandiera verde nonostante la pista sia ancora scivolosa: Danica Patrick si gira innescando un incidente che coinvolge Sato,Power,Carpenter and Beatriz.
Di nuovo bandiere gialle e proteste furibonde (con tanto di gestacci) di Power (che perderebbe importanti punti in campionato) e del team Andretti visto che la Patrick è out e soprattutto Hunter-Reay ha perso il comando della gara a favore di Servia e Dixon.
Viene data bandiera rossa e inizialmente si decide di aspettare che la pista si asciughi per completare la distanza.
Poi,realizzata,forse, la portata del caos innescato e considerate le vibranti contestazioni (e i possibili ricorsi) di due team come Penske e Andretti,la direzione gara decide per lo stop definitivo e di considerare valida la classifica precendente il restart discusso:vince dunque Hunter-Reay davanti a Servia,Dixon, Hinchcliffe,Power e Patrick.
Senonchè a protestare ora sono i team Newman-Haas e Ganassi:il primo ha perso la vittoria di Servia,il secondo la piazza d’onore di Dixon e la possibilità che Power,considerata valida la classifica al giro successivo,perdesse molti punti essendo finito a muro.
Le due squadre presentato quindi ricorso formale,che sarà discusso il 22 agosto.
In attesa delle decisioni definitive per il momento la classifica ci dice che Power e Dixon hanno ridotto il distacco da Franchitti:ora lo scozzese ha 47 punti di vantaggio sull’australiano e 73 sul compagno di squadra,avendo perso 15 punti sul primo e 20 sul secondo.

Vi segnaliamo due video:il primo è una ricca sintesi della gara e il secondo si concentra sul convulso finale con le interviste a caldo ai protagonisti.