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I pretendenti al titolo. Scott Dixon centra il bottino pieno a Motegi: vittoria più punti bonus per la pole e il maggior numero di giri condotti in testa (62 sui 63 totali), rientrando in piena lotta per il titolo.
Ma il bilancio del team Ganassi è dai due volti: a far da contraltare alla splendida performance del pilota neozelandese, c’è il mezzo disastro di Franchitti.
Lo scozzese, reduce da una difficile qualifica che lo aveva visto solo nono, con una buona partenza si era portato in quinta posizione,ma in fase di ripartenza dopo la prima situazione di caution ha tamponato Briscoe, innescando una carambola che ha coinvolto anche i piloti del team satellite di Ganassi – Rahal e Kimball-: tutti sono riusciti a proseguire,ritrovandosi,però ,in fondo al gruppo.
Chip Ganassi, in diretta poco dopo l’incidente e poi dopo anche a fine gara, ha criticato duramente Franchitti giudicando troppo ambiziosa la sua manovra,accusandolo senza mezzi termini di aver rovinato non solo la sua gara,ma anche quella di Rahal e Kimball (e di Briscoe aggiungiamo noi,meritando il drive through che la direzione gara gli ha assegnato). (altro…)

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La cronaca della gara.Tutti i piloti della top ten partono con le gomme morbide,tranne Andretti che si schiera con le dure.
Al via la prima curva è fatale a Castroneves, che vanifica la buona qualifica bloccando l’anteriore e arrivando lungo: dopo una lunga escursione fuori pista rientra in coda.
Franchitti guadagna tre posizioni ed è sesto,Dixon guida il gruppo davanti a Power, Rahal, Kimball, Briscoe e lo stesso Franchitti.
Dal giro 3 al giro 6 rientrano ai box Mutoh,Pantano,Kanaan e Castroneves che provano a mischiare le carte sperando in un’ immediata bandiera gialla,che però non arriva.
I sorpassi sono molto difficili su questa pista e l’azione latita: riavvivano la corsa Briscoe e Franchitti che passano Kimball (siamo al giro 8).
Al giro 16 Pantano prova a sopravanzare la De Silvestro,ma stacca troppo tardi e finisce fuori pista rientrando ultimo.
Tre passaggi dopo De Oliveira prova il sorpasso su Sato per il decimo posto, ma i due finiscono a contatto effettuando un’escursione nella via di fuga e rientrando,rispettivamente, in quindicesima e sedicesima piazza.
Giro 21: iniziano i pit-stop programmati; si fermano prima Rahal e Briscoe (con l’australiano che guadagna la posizione ai box),poi il giro dopo Dixon e Power,con posizioni inalterate, e infine Franchitti (tutti montano le dure)
Giro 23: prima bandiera gialla causata dalla vettura di De Oliveira, ferma in una via di fuga a causa di un problema tecnico.
Si riparte al giro 26: alla prima curva Franchitti tampona Briscoe innescando un contatto che convolge anche Rahal e Kimball: nuova bandiera gialla,tutti e 4 i piloti riescono a riprendere la pista e approfittano per effettuare la sosta (Franchitti sostituisce l’ala anteriore danneggiata nel contatto e rientra una seconda volta per scontare un drive through). (altro…)

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Scott Dixon beffa Will Power, facendo segnare il miglior tempo nella terza e decisiva sessione di qualifiche a Motegi per soli 28 millesimi e sottraendo, quindi, al pilota australiano non solo la pole in sè,ma anche il punto aggiuntivo che spetta al pole sitter.
Questa è l’unica buona notizia della giornata per Dario Franchitti,il quale dopo un buon lavoro nelle libere (dove nel combinato delle sessioni aveva il quarto tempo proprio davanti al rivale Power) si è un pò perso in qualifica,dove non è riuscito ad entrare nella fast six e si dovrà accontentare della nona posizione in griglia.
Il pilota scozzese stranamente è risultato il più lento della pattuglia Ganassi,alle spalle non solo di Dixon,ma anche dei piloti del team satellite: Rahal col terzo posto si conferma dopo la prima fila di Baltimora e Kimball è settimo. (altro…)

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La scossa.Leggero spavento per il circus dell’IndyCar per la scossa di terremeto magnitudo 6.2, con epicentro circa 220 km ad est di Tokyo, chiaramente avvertita anche a Motegi ieri pomeriggio alle 17.00 ora locale.
Non si segnalano danni a persone o cose e gli esperti hanno tranquillizato tutti chiarendo che si tratta di una delle numerose scosse di assestamento successive al fortissimo sisma dell’ undici marzo scorso.
Ryan Hunter-Reay ha dichiarato che si trovava nella sua stanza d’albergo e ha visto il televisore “camminare” lungo il tavolo.

Le prime libere. Questa mattina, come da programma, si sono normalmente svolte le prime prove libere, che hanno visto i piloti scendere in pista innanzitutto per prendere confidenza con il nuovo tracciato (come detto nei post precedenti solo Mutoh e De Oliveira lo conoscevano già).
In cima alla lista dei tempi si è subito portato Will Power,giunto qui galvanizzato dalle due vittorie consecutive di Sonoma e Baltimora e desideroso di guadagnare la testa della classifica di campionato,che lo vede per il momento a soli cinque punti da Franchitti.
L’obiettivo dell’australiano è duplice: assicurarsi qui il trofeo Andretti per il maggior punteggio ottenuto sugli stradali e soprattutto mettere in cascina quanti più punti possibile per avvantaggiarsi sul rivale,considerato che a quel punto mancherebbero solo due gare al termine della stagione da disputarsi su ovale, dove,almeno in passato, lo scozzese ha mostrato di essere più efficace.
Come già accaduto ad Edmonton e soprattutto a Sonoma,Power potrebbe contare sull’apporto dei due compagni di squadra: Castroneves ha fatto segnare il secondo tempo, Briscoe è quarto. (altro…)

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L’analisi. Will Power vince la gara inaugurale del circuito cittadino di Baltimora (sesta affermazione stagionale) e vede ormai ad un passo la vetta della classifica, con Franchitti ora distante solo cinque lunghezze.
L’australiano,proprio come a Sonoma,ha centrato bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole e maggior numero di giri condotti in testa),trovando preziosi alleati (Servia e Kanaan) che hanno tenuto il rivale scozzese immediatamente fuori dal podio.
A seguire si è classificato il duo di Ganassi con Franchitti davanti a Dixon.
Grandissimo successo di pubblico per il nuovo tracciato di Baltimora con oltre 70.000 spettatori accorsi,che hanno provato il primo brivido della giornata già nel warm-up quando Kanaan,a causa di un guasto ai freni,ha tamponato violentemente Castroneves travolgendo poi le barriere di pneumatici (trovate il video al termine dell’articolo).
Per fortuna nessuna conseguenza fisica per i due brasiliani,costretti,però,a partire dal fondo dello schieramento dovendo usare il muletto,visti i danni alle vetture titolari.
Al via Graham Rahal,scattato in prima fila,sorprende Power,che però dopo due curve si riprende la posizione e guadagna un margine di sicurezza.
Prima parte di gara con poche emozioni: Bourdais,partito quinto,è costretto al ritiro dalla rottura del cambio,problemi tecnici frenano Conway che perde diverse posizioni.
Dixon,Kanaan,Servia,Andretti,Tagliani,Conway,Patrick,Plowman e Castroneves provano a mischiare le carte ed effettuano una sosta molto anticipata sperando in una bandiera gialla.
Pantano,qualificatosi quindicesimo ma scattato tredicesimo per la retrocessione in griglia di Castroneves e Kanaan,tiene bene la top ten nel primo stint.
A partire dal ventunesimo giro si apre la finestra utile per il primo pit stop programmato in assenza di caution e tutto il resto dello schieramento si ferma per il rifornimento.
A differenza di quanto visto a Sonoma,qui non c’è un grande differenza prestazionale tra gomme morbide e dure,ne consegue che gli pneumatici non rappresentano una scelta chiave.
Power, ripresosi la vetta dopo che tutti hanno rifornito, manca la chicane che spezza il rettilineo del traguardo e viene costretto ad alzare il piede per non incorrere in penalità,ne approfittano Rahal e Franchitti per riavvicinarsi.
Giro 32: prima caution della gara causata da Tomas Scheckter fermo in pista:Scheckter stesso (fatto ripartire dai commissari),Kanaan,Castroneves,Patrick e Andretti approfittano per effettuare la seconda ed ultima sosta ai box.
Al giro 37 si riparte e si consuma il patatrack:Briscoe,con una manovra fin troppo ottimistica (poi giustamente sanzionata),prova,senza riuscirci,il sorpasso su Hunter-Reay:
ne consegue un tamponamento a catena e quindi un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani), con pista completamente ostruita e dodici piloti coinvolti.
Kanaan trova un varco interno e riesce a passare molti avversari; Jakes e Pantano sono costretti al ritiro; Servia,Kanaan,Dixon,Tagliani,Sato e Hunter-Reay traggono vantaggio dalla neutralizzazione per rifornire l’ultima volta;Andretti inonda la pista di olio e deve abbandonare la gara,prolungando ulteriormente la fase di caution.
A questo punto solo i primi cinque (Power,Rahal,Franchitti,De Silvestro e Viso) non hanno
effettuato il pit-stop: alla ripartenza avranno una decina di giri circa per spingere al massimo e guadagnare una trentina di secondi circa su Servia,primo pilota tra quelli che non devono più fermarsi.
L’impresa di guadagnare 3 secondi al giro circa sullo spagnolo è veramente ardua e riesce al solo Power che conserva il comando sino al termine; Rahal,la De Silvestro e Viso precipitano nel gruppone (alla fine concluderanno,rispettivamente,decimo,dodicesima e quindicesimo); Franchitti,rallentato alla ripartenza da un contatto con Rahal,rientra quarto e molto vicino al duo Kanaan-Servia, ma non riesce a sopravanzarli anche perchè il circuito poco si presta ai sorpassi.
La top ten è completata da Danica Patrick,sesta,aiutata da una buona stategia e protagonista vincente di un bel duello finale con Tagliani ed Hunter-Reay,nono ha concluso Meira,decimo Rahal.
Ritirati,oltre ai già citati Bourdais,Jakes,Pantano e a Andretti,anche Conway e Hinchcliffe.
Da sottolineare la strepitosa rimonta di Kanaan,partito ventisettesimo e giunto terzo. (altro…)

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Il Circuito,l’entry-list,la situazione di campionato.Domenica prossima, 4 settembre, il circus dell’IndyCar sbarca a Baltimora per la quattordicesima prova di campionato,quart’ultima della serie (penultimo appuntamento su stradale).
Baltimora,principale città del Maryland,rappresenta uno dei maggiori centri portuali della costa orientale.
Proprio nelle vicinanze del porto è stato ricavato un tracciato cittadino,che quest’anno ospiterà per la prima volta l’IndyCar,con un contratto firmato sino al 2015.
La pista (la cui planimetria è rappresentata nell’immagine in alto) è lunga 3.218 km e conta 13 curve;il rettilineo principale misura 1 km circa e saranno presenti ben 13 tribune.
La gara si correrà sulla distanza di 75 giri pari a 255 km circa.
Trattandosi dell’evento inaugurale ovviamente non abbiamo precedenti e riferimenti cronometrici.
A livello di pura curiosità possiamo ricordare che negli ultimi anni in IndyCar in due occasioni chi ha vinto la gara inaugurale di una pista ha poi conquistato il titolo a fine anno: Franchitti nel 2007 (Iowa) e Dixon nel 2008 (Edmonton).
Per quel che concerne il parco partenti sono iscritte 28 vetture:rispetto alla gara precedente di Sonoma Simona De Silvestro, risolte le disavventure “doganali”, si riprende il volante da Simon Pagenaud nel team HVM Racing,poi non avremo in pista Ho-pin Tung in compenso il team Dreyer & Reinbold Racing schiererà una terza vettura per Tomas Scheckter.
A meno di novità per Motegi questa dovrebbe essere la seconda ed ultima gara per Pantano in questo 2011, motivo in più per cercare di ottenere un risultato importante:di sicuro giova al pilota padovano che la pista sia nuova e che quindi tutti partano nelle medesime condizioni.
In campionato guida sempre Franchitti,ma il vantaggio su Will Power si è ridotto a sole 26 lunghezze,mentre Dixon è terzo staccato di 75 punti rispetto allo scozzese.
Nella speciale classifica che prende in considerazione solo le gare stradali (e che dopo Motegi assegnerà il trofeo intitolato a Mario Andretti) comanda sempre Franchitti,ma i punti di distacco su Power scendono a 7.
Infine tra i rookie guida JR Hildebrand con sole tre lunghezze di vantaggio su James Hinchcliffe. (altro…)

Due pesi e due misure. Vi abbiamo già raccontato nei giorni scorsi lo sviluppo della gara IndyCar di Sonoma (che vi proponiamo nei video precedenti in versione quasi integrale con commento italiano,rigraziando l’utente Luca Narduzzi che l’ha pubblicata su dailymotion),gara che ha lasciato,purtroppo,come strascico la penalizzazione giunta nel dopo-gara a carico di Giorgio Pantano, retrocesso in diciassettesima posizione,vanificandone il risultato,ma non la prestazione, che resta ampiamente positiva.
Ricordiamo che il pilota italiano è stato sanzionato perchè all’ultima curva dell’ultimo giro ha commesso una manovra non consentita ai danni di Bourdais,il cosiddetto blocking (in IndyCar chi precede un avversario non può difendere la posizione chiudendo la traiettoria interna).
Nell’episodio specifico avevamo scritto che la dinamica ci sembrava passibile di più interpretazioni e che comunque, a nostro avviso, nel momento in cui si era deciso di valutare come scorretta la manovra di Giorgio, la sanzione comminata (retrocessione in ultima posizione tra i non doppiati,anzichè il classico aggravio in secondi corrispondente al drive through) appariva eccessivamente severa.
Ora nello sport si può essere d’accordo o meno sulla valutazione di un episodio (regolarità o meno dell’azione “incriminata”,congruità o meno della sanzione disciplinare),ma una volta che la decisione è stata presa questa va accettata.
Ciò che si fa fatica ad accettare è, invece,la disparità di trattamento,che si manifesta nel giudicare in maniera opposta situazioni uguali tradendo il principio cardine dell’uniformità di giudizio.
Nel particolare ci riferiamo,per esempio,ad una situazione di gara che abbiamo notato nel corso del primo giro: nel primo video (dal minuto 3.52) è chiaramente visibile una manovra di blocking di Ho-Pin Tung ai danni di Saavedra,il quale,uscito più forte dalla curva precedente, si prepara ad attaccare l’avversario,che gli chiude l’interno in maniera vistosa.
Potete voi stessi raffrontare l’episodio Ho-Pin Tung/Saavedra con quello Pantano/Bourdais visibile al termine di questo video http://www.youtube.com/watch?v=5_P-Q4b5kBQ :stessa curva,stessa dinamica ,ma il pilota cinese non ha ricevuto neanche un richiamo,le conclusioni le lascio trarre a voi. (altro…)

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L’analisi Tripletta Penske nel tredicesimo appuntamento di questo campionato 2011, che molto presumibilmente rimarrà aperto sino al termine: a questo punto mancano soltato 4 appuntamenti,equamente divisi tra ovali e stradali, e Will Power, centrando bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole position e maggior numero di giri condotti in testa), ha ridotto il gap in classifica in generale dal leader Dario Franchitti a 26 punti.
L’australiano ha condotto sempre la gara lasciando brevemente la testa (4 giri in tutto) solo in occasione delle due soste.
Una grande mano gli è arrivata dai compagni di squadra Castroneves e Briscoe, che hanno completato il podio consentendo la tripletta per il team del Capitano e soprattutto hanno tenuto dietro il duo di Chip Ganassi con Franchitti che ha preceduto Dixon.
In particolare mentre Briscoe ha viaggiato per buona parte della gara distante dai due team-mates, riuscendo a controllare le 2 vetture di Ganassi minacciose nei suoi specchietti,ma incapaci di costruire una manovra di sorpasso, Castroneves,invece, in diverse fasi è stato anche molto vicino a Power senza però riuscire ad attaccarlo.
Nell’unico restart della gara,avvenuto a pochi giri dal termine, il terzetto Penske si è ,diciamo cosi, “rispettato”,evitando di attaccarsi vicendevolmente e scortando il caposquadra sino al traguardo.
Del resto Castroneves,che è alla ricerca della riconferma per il prossimo anno,a Long Beach l’aveva combinata grossa speronando Power proprio in una fase di ripartenza:l’esperienza passata (e la situazione di campionato) ha portato il brasiliano ad adottare un atteggiamento più cauto.
Più in generale la gara ha presentato poche emozioni:in primis per la natura del tracciato poco favorevole ai sorpassi e in secondo luogo per il ricorrere di una sola situazione di caution giunta solo a pochi giri dal termine quando ormai tutti avevano completato le rispettive soste.
Ciò ha impedito quindi il confronto tra piloti su strategie alternative,chi ha provato a “sparigliare” effettuando la prima sosta fuori dalla finestra prevista (Kanaan,Pagenaud,Hildebrandt,Sato,Patrick),non ne ha tratto alcun vantaggio proprio perchè quasi tutta la gara è stata immune da situazioni di caution.
Un ruolo chiave,invece, è stato svolto dalle gomme.
E’ risultato chiaro che la mescola migliore era la morbida,che forniva prestazioni decisamente migliori della dura con una durata sostanzialmente uguale.
Stante l’obbligo di usarle entrambe, due dei tre stint totali sono stati affrontati con le morbide,divenendo cruciale la gestione dell’unico stint con le dure. (altro…)

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Tripletta Penske nelle qualifiche all’Infineon Raceway di Sonoma con Will Power a precedere Castroneves e Briscoe.
Segue il duo di Chip Ganassi con Franchitti e Dixon.James Hinchcliffe è sesto confermando il buon momento di forma.
Nella top ten anche Conway (primo della pattuglia Andretti),un positivo Bourdais,Viso (migliore dei piloti Lotus),e la prima lady in pista Ana Beatriz. (altro…)

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L’IndyCar torna in pista domenica prossima 28 agosto per il tredicesimo appuntamento di diciassette del campionato 2011 all’Infineon Raceway di Sonoma,che,come saprete se ci avete seguito precedentemente,vedrà il debutto del nostro Giorgio Pantano al volante della Dallara-Honda numero 22 del team Dreyer & Reinbold Racing.

Il circuito,i precedenti,l’entry-list. L’Infineon Raceway di Sonoma è un circuito stradale medio-lento lungo 2.22 miglia pari a 3.57 km e conta 12 curve con vari saliscendi:la variazione altimetrica tra il punto più alto (curva 3) e quello più basso (curva 10) è di 160 piedi pari a 49 metri circa.
La gara si correrà su una distanza di 75 giri,pari a 278 km.
Il record sul giro appartiene a Ryan Briscoe che nel 2005 al volante della Panoz-Toyota del team Ganassi fermò il cronometro in 1.16.491 alla media di 168 km/h.
Il 2005 fu l’anno d’esordio dell’IndyCar su questa pista con la vittoria di Tony Kanaan,l’anno dopo ci fu la prima vittoria in carriera di Marco Andretti,nel 2007 vinse
Dixon, nel 2008 Castroneves, nel 2009 Franchitti, nel 2010 Will Power.
Nelle sei edizioni finora disputate i tre top team (Penske,Ganassi,Andretti) si sono distribuiti equamente le vittorie e nessun pilota è riuscito a vincere due volte.
Per quanto riguarda il parco partenti avremo ben 28 monoposto in pista,rispetto al precedente appuntamento di Loudon Bourdais si riprenderà il volante ceduto ad Alex Lloyd nel team Coyne,come detto Pantano sostituirà Tomas Scheckter nel team Dreyer & Reinbold Racing,ritornerà in pista Martin Plowman con il Sam Schmidt Motorsports e il Dragon Racing schiererà Ho-Pin Tung per lo storico esordio in gara di un pilota cinese in IndyCar (ricordiamo che l’ex campione della Formula 3 tedesca aveva mancato la qualificazione ad Indianapolis). (altro…)

Tutto possiamo dire tranne che la 225 miglia di Loudon non ci abbia regalato colpi di scena e sorprese:contatti,incidenti,condizioni metereologiche particolari (leggi temperature basse e pioggia) ed un finale convulso e contestato tanto che il risultato è in attesa di omologazione essendo pendente un ricorso,ma andiamo per ordine.

La cronaca. In pole c’è Dario Franchitti,al suo fianco Oriol Servia. Dixon e Power scattano,rispettivamente,dalla settima e tredicesima posizione.
Le vetture al via sono 26 visto il forfait di Pippa Mann,a muro sostanzialmente in tutte le sessioni di prove.
Al primo giro Conway si gira alla curva 2 e Rahal non riesce ad evitarlo,gara finita per entrambi.
Si riparte al giro 7,ma c’è una nuova caution per un’uscita di Castroneves,che riesce a rientrare in gara doppiato di diversi giri dopo una lunga sosta ai box.
Nuova bandiera verde al giro 10:due piloti in pista danno spettacolo,Franchitti e Scheckter.Il sudafricano,partito diciottesimo,sale fino in terza posizione a suon di sorpassi.
Lo scozzese è,se possibile, ancor più scatenato,mostrando un ritmo inavvicinabile per ogni altro:al giro 44 ha doppiato già metà schieramento,al giro 58 doppia anche il grande rivale Power.
Giro 69:inizia il valzer delle soste,primi a fermarsi sono Hinchcliffe e Patrick seguiti nei giri successivi da tutti i piloti di testa.
Franchitti,effettuata la sosta al giro 72,cede la leadership a Briscoe solo per due passaggi tornando in testa dopo la sosta dell’australiano.
Tornano le bandiere gialle al giro 75 per scivolosità della pista dovuta alle prime,sporadiche gocce di pioggia.La situazione di caution si protrae sino al giro 107. Con gruppo compatto dietro la pace car Power approfitta per rifornire di nuovo provando una strategia più “lunga”.
Al giro 110 incidente che coinvolge Kanaan,Scheckter e Andretti.I primi due provano il doppiaggio su Marco, uno all’interno e uno all’esterno, chiudendolo a sandwich:incidente inevitabile con la vettura del brasiliano che cappotta dopo il contatto con le barriere,per fortuna nessuna conseguenza fisica per il pilota.
Alla ripartenza Franchitti e Sato,primo e secondo in quel momento,si toccano ancora prima di superare la linea del traguardo:Dario va a muro ed è costretto incredibilmente al ritiro in una gara letteralmente da lui dominata sino a quel momento!
Il giapponese con l’anteriore destra bucata rientra ai box e coglie l’occasione del pit per rifornire,rientrando nel gruppo.
A fine gara Takuma si è attribuito la colpa dell’incidente sostendendo di essere stato disturbato in quel momento da un detrito nell’occhio che gli procurava fastidio e lacrimazione.
In verità ai più è sembrato che anche Franchitti fosse in parte colpevole avendo probabilmente stretto troppo verso il pilota Lotus.
Nuovo verde al giro 125,in testa c’è Hunter-Reay seguito da Servia,Dixon,Power, Hinchcliffe e Patrick.
Giro 161:è il momento della seconda sosta,nel giro di pochi passaggi si fermano tutti i piloti di testa tranne Power e Sato che,avendo rifornito sotto bandiera gialla,hanno più carburante,anche se non sufficiente ad arrivare sino in fondo.
Il cielo è sempre più nuvoloso e il rischio pioggia sempre più concreto:una lunga bandiera gialla o addirittura la bandiera rossa darebbe loro i primi due posti definitivi (inaspettatamente visto che uno ad un certo punto era doppiato e l’altro era precipitato in classifica dopo il contatto con Franchitti).Cosi però non è: la pioggia non arriva in tempo e i due devono rientrare a rifornire,risppettivamente al giro 179 e 191.
Esaurite per tutti le soste ai box la classifica dice Hunter-Reay,Servia,Dixon, Hinchcliffe,Power e Patrick.
Il finale caotico,i ricorsi post-gara e le implicazioni di classifica.La pioggia si materializza al giro 206:bandiere gialle. Al giro 217,con soli otto passaggi da completare,la direzione gara prende la decisione di dare bandiera verde nonostante la pista sia ancora scivolosa: Danica Patrick si gira innescando un incidente che coinvolge Sato,Power,Carpenter and Beatriz.
Di nuovo bandiere gialle e proteste furibonde (con tanto di gestacci) di Power (che perderebbe importanti punti in campionato) e del team Andretti visto che la Patrick è out e soprattutto Hunter-Reay ha perso il comando della gara a favore di Servia e Dixon.
Viene data bandiera rossa e inizialmente si decide di aspettare che la pista si asciughi per completare la distanza.
Poi,realizzata,forse, la portata del caos innescato e considerate le vibranti contestazioni (e i possibili ricorsi) di due team come Penske e Andretti,la direzione gara decide per lo stop definitivo e di considerare valida la classifica precendente il restart discusso:vince dunque Hunter-Reay davanti a Servia,Dixon, Hinchcliffe,Power e Patrick.
Senonchè a protestare ora sono i team Newman-Haas e Ganassi:il primo ha perso la vittoria di Servia,il secondo la piazza d’onore di Dixon e la possibilità che Power,considerata valida la classifica al giro successivo,perdesse molti punti essendo finito a muro.
Le due squadre presentato quindi ricorso formale,che sarà discusso il 22 agosto.
In attesa delle decisioni definitive per il momento la classifica ci dice che Power e Dixon hanno ridotto il distacco da Franchitti:ora lo scozzese ha 47 punti di vantaggio sull’australiano e 73 sul compagno di squadra,avendo perso 15 punti sul primo e 20 sul secondo.

Vi segnaliamo due video:il primo è una ricca sintesi della gara e il secondo si concentra sul convulso finale con le interviste a caldo ai protagonisti.

L’Indycar torna in pista a meno di una settimana dall’ultima gara a Mid-Ohio, per il dodicesimo appuntamento di diciassette di questo combattutto 2011.
Dopo 3 gare stradali,si torna agli ovali,per la precisione a Loudon,New Hampshire.

Circuito,entry list e situazione di campionato.Il New Hampshire Motor Speedway di Loudon è un ovale breve,misura infatti poco più di un miglio (per la precisione 1.058, pari a 1.703 km),soprannominato “The Magic Mile” (cioè il miglio magico), può essere anche convertito in un circuito stradale di 2.6 km,che sfrutta buona parte dell’ovale.
Classica tappa del campionato Nascar,Loudon ha ospitato l’ex Cart dal 1992 al 1995 (vittorie di Bobby Rahal, Nigel Mansell, Al Unser Jr,Andrè Ribeiro) e l’IRL tra il 1996 e il 1998 (vittorie di Scott Sharp,Robbie Buhl e Tony Stewart).
C’è da sottolineare una statistica curiosa:in ben 5 occasioni chi ha vinto qui a fine anno si è aggiudicato il campionato.
La gara si articolerà in 225 giri per una distranza complessiva di 383.10 km,il giro record appartiene ad Andrè Ribeiro che nel 1995 con la sua Reynard-Honda fermò il cronometro in 21.466 secondi alla media di 285.6 km/h.
Data la natura del tracciato (short oval) fattore determinante sarà il traffico visto il gran numero di vetture in pista,ben 27.
Per quanto riguarda l’entry list avremo rispetto alla gara precedente 3 novità:Thomas Scheckter sostituirà Simon Pagenaud nel team Dreyer & Reinbold Racing come nuovo rimpiazzo dell’infortunato Justin Wilson,non avremo in questa gara Martin Plowman nel Sam Schmidt Motorsports,in compenso il Rahal Letterman Lanigan Racing schiererà Pippa Mann,portando quindi a 4 le ladies in pista.
Gara dal significato molto speciale per Helio Castroneves che festeggerà le 200 partenze con il team Penske.
In campionato comanda Dario Franchitti con 62 punti di vantaggio su Will Power e 93 sul compagno di squadra Dixon,molto fluida la situazione con piloti di 4 team diversi nella top-five e di 7 squadre differenti nella top-ten,nella speciale classifica dei rookies è in testa lo sfortunato protagonista di Indianapolis Jr Hildebrandt.

Le libere:Franchitti e Ganassi al top.Diversamente dal solito programma,qui a Loudon le prove libere si sono disputate al giovedi permettendo ai piloti di prendere confidenza col tracciato nuovo per tutti.
I primi riscontri cronometrici,per quanto da prendere con il beneficio dell’inventario trattandosi appunto solo di libere,mostrano molto in forma il team Ganassi:Dario Franchitti ha fatto segnare il miglior tempo in entrambe le sessioni,nella seconda abbiamo assistito ad un monologo del team Ganassi che con lo scozzese,Dixon e Graham Rahal (della squadra satellite) ha monopolizzato le prime 3 posizioni,con gli alfieri del team Lotus (Kanaan,Sato e Viso) a seguire e ben 21 piloti in un secondo e 12 in mezzo secondo.
Leggermente in difficoltà è apparso il team Penske con Briscoe più veloce del terzetto in ambedue le sessioni e Will Power solo dodicesimo e diciannovesimo nei 2 turni.
Da segnalare poi 2 errori della new entry Pippa Mann che hanno causato altrettante interruzioni,migliore donna in pista Danica Patrick.
Dopo il salto le classifiche complete. (altro…)

Giorni di fermento in IndyCar con diverse novità che bollono in pentola:

Scende in pista la nuova Dallara. Dan Wheldon,campione IRL 2005 nonchè due volte vincitore (e campione in carica) della 500 miglia di Indianapolis,ha portato al battesimo in pista la nuova Dallara che sarà impiegata a partire dal prossimo anno,equipaggiata col motore Honda turbo 2.2 litri con 6 cilindri a V alimentato a bioetanalo.
Il test si è tenuto a Lexington sul Mid-Ohio Sports Car Course,teatro domenica scorsa dell’undicesimo appuntamento del campionato 2011.
Non sono stati divulgati i tempi rendendo quindi impossibile per gli appassionati un primo confronto cronometrico,per la verità del tutto prematuro visto che il telaio e il motore sono solo alla primissima uscita:sono programmati per i prossimi mesi 12 giorni di test articolati su 3 tracciati stradali e 3 ovali.
Finora 3 team (Ganassi, Foyt e Schmidt) hanno raggiunto l’accordo per gareggiare con motori Honda.
Gli altri 2 motoristi (Chevrolet e Lotus) inizieranno i test ad inizio ottobre con i rispettivi team (sembra che Penske sarà la squadra ufficiale per Chevrolet).
Di seguito vi proponiamo alcune foto della nuova Dallara (clicca sull’immagine per ingrandire).

(altro…)

Non c’è che dire Scott Dixon si trova decisamente a suo agio tra i saliscendi di Mid-Ohio dove ha colto il terzo successo nelle ultime cinque edizioni.
Quest’anno ha “esagerato”:pole,vittoria,giro più veloce,maggior numero di giri in testa portando a casa il massimo bottino possibile di punti (53, bonus compresi).
Dario Franchitti,qui in livrea blu,ha completato la doppietta per il team Ganassi mostrando ancora una volta una regolarità impressionante che gli consente ora di incrementare il vantaggio in classifica su Will Power (solo quattordicesimo) da 38 a 62 punti.
I due championship contenders sono venuti anche a contatto nel primo giro (ruota anteriore destra dell’australiano contro posteriore sinistra dello scozzese) per fortuna senza conseguenze, anche se a fine gara Franchitti ha espresso le sue lamentele.
Power sarcasticamente ha risposto:”Il contatto?Tutto regolare come a Toronto…”.
Insomma gli strascichi dell’incidente in terra canadese, dove Power ebbe la peggio e Franchitti non fu sanzionato, si fanno ancora sentire e tutto lascia presagire che d’ora in poi la lotta sarà dura.
Ritardando l’ultima sosta di un giro rispetto al compagno di squadra,Franchitti era riuscito anche a passare in testa proprio mentre venivano esposte le bandiere gialle per un contatto fra la Patrick e Graham Rahal,che aveva lasciato il figlio d’arte in posizione pericolosa.
Alla ripartenza,però, Dixon ha risuperato Franchitti involandosi verso la vittoria a suon di giri veloci accumulando in poche tornate un vantaggio di 8 secondi a riprova che il neozelandese era semplicemente imbattibile qui.
Franchitti in crisi con l’ultimo treno di gomme morbide non ha potuto opporsi,anzi ha tenuto a bada con un pò di fatica Ryan Hunter-Reay,alla fine terzo e capofila del team Andretti.
Lo scozzese,però,può ritenersi in ogni caso molto soddisfatto in ottica campionato.
Come detto Power ha chiuso solo quattordicesimo.Scattato quarto, in occasione della prima situazione di caution (determinata da un’uscita di Saavedra) è rientrato ai box in un momento non consentito (la regola vuole,infatti,che a partire dal momento in cui è neutralizzata la corsa la pit lane sia chiusa fino al momento in cui le vetture si siano compattate dietro la vettura di sicurezza).
L’australiano quindi ha dovuto tirar dritto senza poter rifornire,effettuando di fatto un drive through e scendendo al settimo posto.Recuperata di nuovo la quarta piazza,Power è riuscito a risparmiare più carburante degli altri con la possibilità di rimanere qualche giro in pista dopo la sosta di questi ultimi.Senonchè al momento meno opportuno è intervenuta una nuova bandiera gialla che lo costretto a rifornire quando il gruppo era compatto dietro la pace car col risultato di sprofondare in coda.
Una parziale rimonta lo ha portato poi al quattordicesimo posto finale.
La gara negativa per il team Penske è stata completata dal sedicesimo posto di Briscoe(penalizzato come Power dal timing della seconda sosta) e dal diciannovesimo di Castroneves (coinvolto in un contatto con Hildebrand e Viso).
Buona prova di squadra del team Lotus con Sato quarto e Kanaan (partito sedicesimo) quinto davanti a Tagliani.
Buone rimonte anche per Servia settimo e Andretti ottavo, partiti, rispettivamente, ventesimo e ventunesimo.
Nono Bourdais che conferma l’ottimo momento (terzo arrivo di fila nella top ten con un team di seconda, se non terza fascia).Per quanto riguarda le ladies la migliore è risultata la De Silvestro con un buon dodicesimo posto (Ana Beatriz diciassettesima,Patrick ventunesima).Debutto positivo per i due rookies assoluti entrambi al traguardo (Plowman diciottesimo,Pagenaud tredicesimo).
Quest’ultimo ha sostituito Justin Wilson in seno al team Dreyer&Reinbold.
Il pilota inglese ex-F1 si è infortunato nel corso delle prove libere in quella che sembrava un’innocua escursione fuori pista.In realtà un dosso nella via di fuga ha falto saltare la Dallara di Justin e nell’atterraggio questi ha riportato una frattura da compressione di una vertebra toracica,scontando probabilmente anche una posizione non proprio confortevole all’interno dell’abitacolo vista la sua notevole altezza.
Stagione probabilmente finita per lui,con Pagenaud a questo punto candidato a fargli da supplente anche nelle prossime corse.
Da segnalare infine la gara stile montagne russe di James Hinchcliffe.
Il canadese,partito settimo,si è ritrovato ultimo già nel corso del primo giro a causa di una lunga escursione fuori pista dopo che Tagliani lo aveva accompagnato fuori scartando per evitare un contatto con Kimball.
A quel punto il team Newman/Haas ha richiamato ai box il proprio pilota per una sosta anticipata.Complice una bandiera gialla arrivata nel momento più opportuno, l’esordiente James si è ritrovato secondo dietro Danica Patrick (unica a non fermarsi),ma davanti a tutti gli altri che nel frattempo avevano approfittato della situazione di caution per effettuare la sosta.
Alla ripartenza Hinchcliffe ha bruciato subito la pilotessa americana (passata nel volgere di poco più di un giro anche da Dixon,Franchitti e Power) e si è ritrovato in testa conducendo la gara per molti passaggi con buona autorevolezza, tenendosi bene dietro il duo di Chip Ganassi,duo che ha guadagnato la testa rimanendo in pista un paio di tornate in più prima della seconda ed ultima sosta.
Hinchcliffe,a questo punto ottimo terzo,ha compromesso tutto prima con un’infelice ripartenza dopo l’ultima fase di caution e poi commettendo un errore, finendo fuori pista e rientrando nuovamente ultimo tra i piloti a pieni giri,fino a rimontare sino alla ventesima posizione finale.
Ultimo,primo,poi di nuovo ultimo:anche questo può succedere in un campionato cosi combattuto.Nelle libere di Mid-Ohio avevamo 21 piloti in meno di un secondo,è chiaro che in questi casi il minimo particolare fa una grande differenza:una stategia azzeccata,una neutralizzazione nel momento giusto possono ribaltare una situazione apparentemente compromessa,come pure un errore o una bandiera gialla al momento sbagliato possono farti sprofondare.
Prossimo appuntamento domenica prossima sull’ovale di Loudon.Scott Dixon si è rilanciato anche in classifica generale dove ora ha ridotto lo svantaggio da Franchitti e Power,rispettivamente,a 93 e 31 punti:la lotta per il titolo sarà un affare a tre?
Di seguito riportiamo il video degli highlights di Mid-Ohio.

Era uscito decisamente deluso dal primo appuntamento canadese in quel di Toronto,tamponato prima da Franchitti (leader del campionato e poi vincitore della gara) e poi definitivamente eliminato da Tagliani (tra l’altro nè Dario,nè Alex erano stati penalizzati).
Sul rinnovato circuito aeroportuale di Edmonton,però, Will Power si è preso una grande rivincita,rilanciandosi anche in classifica generale.
L’australiano,partito in prima fila accanto al poleman Takuma Sato,è passato in testa sfruttando un lungo in frenata del giapponese.
A quel punto ha gestito ottimamente la gara,soprattutto nell’ultimo stint, dove è riuscito a controllare Castroneves e Franchitti,i quali dopo aver ricucito in pochi giri il gap che li separava dal leader della gara,non sono però riusciti ad attaccarlo.
Lo scozzese col terzo posto conferma la sua grande regolarità e limita al minimo o quasi i danni nella lotta per il titolo,soprattutto considerato il fatto che una manovra scellerata di Viso (che ha di fatto estromesso dalla corsa l’altro Ganassi boy e terzo incomodo in campionato,cioè Scott Dixon) lo aveva costretto a perdere molte posizioni relegandolo momentaneamente in decima piazza.
Castroneves,invece,completa la doppietta Penske ottenendo il miglior risultato personale in una stagione sin qui travagliata e avara di soddisfazioni.
Il risultato del team del Capitano poteva essere ancora più ricco,purtroppo però Ryan Briscoe ha pagato una strategia aggressiva e proprio all’ultimo giro,mentre si trovava quarto,si è dovuto fermare per uno splash and go,altrimenti sarebbe rimasto a secco, ed ha concluso decimo.
La quarta piazza è stata ereditata dall’eterno Tony Kanaan.
Ottima la prova degli ex-F1:Sato ha fimato la pole (la seconda della stagione),ha condotto la prima fase di gara,ha ceduto la leadership a Power per una sbavatura in frenata,poi mentre era buon secondo è stato mandato in testa coda da Hunter-Reay.
Wilson ha concluso quinto,sesto si è piazzato Bourdais (il francese ha fatto segnare anche il giro più veloce).
Per quanto riguarda le ladies Danica Patrick ha concluso nona,tredicesima Ana Beatriz,ritirata per un problema alla frizione Simona De Silvestro.
Dal punto di vista disciplinare se a Toronto avevamo assistito ad una sorta di far west con piloti colpevoli di manovre oltre il limite rimasti impuniti,ad Edmonton è stato annunciato e poi effettivamente applicato un regime più severo,col risultato che i contatti sono in parte diminuiti e soprattutto le manovre scorrette (Tagliani,Conway,Viso,Hunter-Reay) sono state finalmente sanzionate.
Di seguito riportiamo gli highlights per chi avesse perso la gara.