Posts contrassegnato dai tag ‘Regan Smith’

credits: Getty Images For NASCAR

Ad un anno dal successo a sorpresa di Regan Smith, la Sprint Cup torna a Darlington per la Southern 500, con diversi candidati alla vittoria, tra cui spiccano soprattutto Jeff Gordon, Greg Biffle e Denny Hamlin.

Il circuito

Darlington, una cittadina da nemmeno 7000 anime nella Carolina del sud, può contare su uno degli speedway più temuti dell’intero calendario della Sprint Cup. Soprannominata “the lady in black” (a causa del colore prevalente dei muretti dopo la gara) o “the track too tough to tame” (la pista troppo difficile da padroneggiare), la pista di Darlington deve la sua fama principalmente alla sua singolare forma “a uovo”, con due curve molto ampie da una parte e due decisamente più strette all’altra estremità. (altro…)

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credits: Getty Images For NASCAR

Grazie ad una spinta all’ultimo giro da parte di Kyle Busch, Brad Keselowski ha trionfato nella Aaron’s 499 sul circuito di Talladega, dopo una gara ricca di colpi di scena ed incidenti.

Il secondo successo stagionale del pilota del Penske Racing è arrivato in regime di Green-White-Checkered, dopo una gara in perfetto “Talladega style”, caratterizzata da una prima fase di studio e da un finale flagellato da una serie di incidenti, che hanno portato al classico sprint finale.  (altro…)

Credit: Rainier Ehrhardt/Getty Images for NASCAR

Brad Keselowski ha portato in victory lane la Dodge Charger #2 del Penske Racing al termine di una lunga battaglia con Matt Kenseth, che ha caratterizzato gran parte dei 500 giri di gara.

La prima vittoria stagionale di Keselowski, che si era già imposto a Bristol lo scorso agosto, coincide anche con la prima affermazioni della Dodge, che diventa così il quarto costruttore diverso ad imporsi nelle prime quattro gare, nel giorno della quinto successo in carriera del pilota della Blue Deuce su appena 93 presenze nella massima serie. (altro…)

Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

Sarà Mark Martin, 53 anni da Batesville, Arkansas, a partire dalla pole position domani nella Subway Fresh Fit 500, seconda prova della Sprint Cup, grazie ad un tempo strepitoso di 26.313 secondi, pari a 136.814 miglia orarie di media.

Il pilota della Toyota Camry #55 del Michael Waltrip Racing è sceso in pista per 43esimo sui 44 piloti che hanno tentato la qualificazione, ed ha immediatamente migliorato di 16 centesimi il tempo di Regan Smith, in pole fino a quel momento, piazzando un primo giro magistrale, che ha reso superflua la seconda tornata. (altro…)

credits: Getty Images

Dopo gli eccessi di Daytona, la Sprint Cup si presenta in Arizona, al Phoenix International Raceway, per la Subway Fresh Fit 500, una gara che rappresenta il vero e proprio inizio della stagione.

IL CIRCUITO

Completato nel 1964, il Phoenix International Raceway è adagiato ai piedi delle Estrella Mountains, ad Avondale, periferia occidentale di Phoenix, la capitale dell’Arizona. La NASCAR ha cominciato a correrci nel 1978, ma la prima gara di quella che oggi si chiama Sprint Cup si è disputata nel 1988 ed è stata vinta da Alan Kulwicki, su Ford, che per l’occasione inventò il suo caratteristico “Polish Victory Lap”, percorrendo un giro in senso inverso a quello di gara. Dal 2005, il circuito ospita due gare a stagione, collocate ad inizio e fine stagione per sfruttare il clima mite dell’Arizona a febbraio/marzo e novembre.  (altro…)

Credit: Chris Graythen/Getty Images for NASCAR

E’ arrivata la prima vittoria in un Gatorade Duel per Matt Kenseth dopo 13 teantivi. Il pilota della Ford #17 del Roush Fenway Racing si è imposto davanti Regan Smith e Jimmie Johnson.

La gara si è svolta interamente in regime di bandiera verde e il gruppo è andato sgranandosi, mentre si delinevano possibili alleanze in vista degli ultimissimi giri. Kenseth e Johnson, che hanno trascorso gran parte del Duel occupando le primissime posizioni, hanno anche effettuato il pit stop in contemporanea e hanno dato vita ad una bella lotta nel finale con Regan Smith, Greg Biffle ed Elliott Sadler (altro…)

John Harrelson, Getty Images for NASCAR

La stagione che inizierà il prossimo fine settimana con il Budweiser Shootout si preannuncia molto combattuta e foriera di sorprese. Alcuni grandi team come il Roush Fenway Racing e il Richard Childress Racing hanno dovuto ridurre il proprio impegno, passando da quattro vetture a tre, a causa dell’abbandono di diversi sponsor, come UPS, che hanno preferito puntare su un impegno ridotto su una vettura vincente, piuttosto che sponsorizzare per un’intera stagione un team da metà schieramento. (altro…)

Credit: John Harrelson, Getty Images for NASCAR

Quella appena finita è stata senza dubbio una stagione ricca di colpi di scena e di momenti memorabili, anche guardando oltre la splendida vittoria di Tony Stewart, che rappresenta comunque l’apice di un 2011 entusiasmante, in cui ci sono stati qualcosa come 131.989 sorpassi in bandiera verde ed una media di 12,8 piloti ad alternarsi al comando in gara, per una media di 27,1 sorpassi al vertice a gara.

La NASCAR ha voluto sottoporre gli eventi più significativi della stagione al voto dei giornalisti di tutto il mondo,per stilare una classifica in cui per poco la vittoria di Trevor Bayne alla Daytona 500 non ha rubato la scena all’impresa di Stewart.

1 – La vittoria di Stewart a Homestead gli consegna la Sprint Cup

Era il finale che alla NASCAR sognavano da un po’. Dopo 9 tesissime gare della Chase For The Cup, Tony Stewart è riuscito nell’impresa di soffiare il titolo a Carl Edwards, che lo precedeva di 3 punti prima della gara. Stewart è stato autore di un vero capolavoro, rimontando più volte dalle retrovie, compiendo una serie di sorpassi infinita per precedere Edwards di poco più di un secondo sotto la bandiera a scacchi. La classifica ha attribuito a entrambi 2403 punti, ma la Sprint Cup è andata a Stewart in virtù delle cinque vittorie contro una in stagione. (altro…)

Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

IL CIRCUITO

Il Dover International Speedway, affettuosamente soprannominato “Monster Mile” per la sua durezza nei confronti di piloti e mezzi, è un catino di un miglio preciso costruito nel Delaware, sulla costa centro-orientale degli Stati Uniti. Oltre alla lunghezza, che lo colloca a metà strada tra uno short-track e un superspeedway, la caratteristica principale dell’ovale di Dover è la superficie. Dalla metà degli anni ‘90 infatti, il manto stradale è di cemento, peculiarità condivisa con Bristol e Nashville. (altro…)

Credit: Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

In un finale che ha ricordato moltissimo quello del 2010, ma a parti invertite, Tony Stewart si è aggiudicato la Sylvania 300 a Loudon, New  Hampshire, scavalcando a due giri dalla fine Clint Bowyer, rimasto senza benzina come diversi altri piloti e balzando in vetta alla classifica Generale.

Stewart ha vinto la seconda gara consecutiva nella Chase For The Cup, la seconda anche nel 2011, la 41esima in carriera su 456 presenze in Sprint Cup e la terza a New Hampshire. Era dal 2008, quando ci riuscì Greg Biffle, che un pilota non vinceva le due prove iniziali della Chase. (altro…)

Hamlin ha approfittato alla grande dell'ottimo lavoro dei suoi meccanici, Credit: Chris Graythen/Getty Images

Otto giri per Hamlin posson bastare… Il pilota della Toyota #11 del Joe Gibbs Racing ha rotto la maledizione che lo ha afflittto fin dalle prime gare della stagione, andando a cogliere il primo successo del 2011, il diciassettesimo della carriera, grazie ad un tempismo perfetto ai box e ad otto giri perfetti, gli ultimi, quelli giusti.

“Abbiamo viaggiato tra il quindicesimo e il decimo posto per tutto il giorno e non siamo riusciti ad oltrepassare quel punto finche non abbiamo avuto un po’ di pista libera, qualche buona modifica al setup, poi la nostra macchina è diventata vincente” ha detto Hamlin, mentre il suo crew Chief Mike Ford ha aggiunto: “Abbiamo notato che rendendo la vettura sottosterzante diventavamo più veloci. Abbiamo continuato ad cercare sottosterzo e siamo andati ancora meglio, A fine gara ancora non avevamo la macchina più veloce, ma con gli aggiustamenti, stando attenti l’abbiamo resa rispettabile. La nostra pit-crew ci ha messo nella posizione giusta per vincere la gara.”

Dopo un restart a 38 giri dal traguardo, che aveva indirizzato la Heluva Good! Sour Cream Dip 400 vero un finale all’ultima goccia di benzina, una botta a muro di Dale Earnhardt Jr., dopo un contatto con Mark Martin, ha nuovamente indotto il direttore di gara a sventolare la bandiera gialla, mettendo i presupposti per uno sprint finale tiratissimo, nonché rovinando i piani di chi aveva appena anticipato l’ultima sosta, come Greg Biffle.

8 giri al traguardo, Kenseth perde aderenza e Hamlin si avvantaggia, Credit: Chris Graythen/Getty Images

Una sosta perfetta, due gomme e benzina come tutti i primi, ha permesso ad Hamlin di scavalcare tutti e di scattare dalla testa della corsa. Kenseth, in seconda posizione allo sventolare della bandiera verde, è stato autore di un pessimo restart e solo una decisa spinta di Carl Edwards gli ha permesso di rientrare sulla Toyota #11, senza però mai riuscire a impensierire Denny Hamlin. Kenseth si è reso anche protagonista di un numero da circo all’uscita di curva 4 dell’ultimo giro, quando nel disperato tentativo di provare il sorpasso decisivo, ha perso aderenza al posteriore, andando a sfiorare il muretto esterno, chiudendo comunque al secondo posto.

“Ho fatto un brutto restart e Carl mi ha spinto di nuovo fino a che non ho avuto aria pulita, cosa molto bella da parte sua, e sono rientrato su Denny, ma non sono riuscito a scavalcarlo. Eravamo un po’ lenti per i primi 10 giri dei run, poi sembrava che avessimo la macchina migliore, dal decimo giro fino alla fine dei carburante” ha detto Matt Kenseth.

Alle spalle del duo che si é giocato la prima posizione si é piazzato Kyle Busch, autore di una prova maiuscola, nella quale é sembrato l’unico a poter davvero mettere i bastoni tra le ruote alla banda del Roush Fenway Racing, seguito da un Paul Menard finalmente redivivo, dopo le buone prestazioni offerte ad inizio stagione e il buoi in cui era precipitato recentemente. Dietro di lui ha tagliato il traguardo il capoclassifica Carl Edwards, che forse comincia a sentire la necessità di incamerare almeno una seconda vittoria in regular season, ma continua a dimostrarsi un perfetto team-mate. Al sesto e settimo posto hanno terminato la loro fatica i due del team Stewart-Haas, con Ryan Newman a precedere Tony Stewart, seguiti da Clint Bowyer e da due piloti che in Michigan si trovano sempre a proprio agio: Mark Martin e Brian Vickers. (altro…)

Kurt Busch impegnato nel suo run di qualificazione

Kurt Busch ci sta prendendo gusto. Ieri sera il pilota della Dodge Charger #22 del Penske Racing ha conquistato la terza pole consecutiva di questa stagione, la quindicesima in carriera. Per il team Penske si tratta invece della quarta pole-position consecutiva. Il pilota del Nevada è sceso in pista per quarantunesimo, in virtù del sesto tempo nelle libere, e ha stampato un giro a 188.699 miglia orarie di media che gli ha consentito di scavalcare Matt Kenseth al comando della graduatoria, per poi resistere agli assalti degli altri cinque piloti rimasti. Solo David Reutimann è andato vicino, vicinissimo in realtà, appena 3 millesimi, a spodestare Busch e partirà in prima fila. Al terzo posto si è piazzato Matt Kenseth, seguito da Brian Vickers, Regan Smith, Tony Stewart, Greg Biffle e Kasey Kahne. Denny Hamlin scatterà dalla decima posizione, mentre Carl Edwards, al comando della classifica generale, partirà ventitreesimo, accanto a Kyle Busch. Jimmie Johnson si schiererà in ventunesima piazza, con Kevin Harvick in ventiduesima.

Classifica

1 22 Kurt Busch Shell/Pennzoil Dodge 38.156 188.699
2 00 David Reutimann Aaron’s Dream Machine Toyota 38.159 188.684
3 17 Matt Kenseth Crown Royal Ford 38.172 188.620
4 83 Brian Vickers Red Bull Toyota 38.266 188.157
5 78 Regan Smith Furniture Row Racing Chevrolet 38.378 187.607
6 14 Tony Stewart Office Depot/Mobil 1 Chevrolet 38.384 187.578
7 16 Greg Biffle Red Cross/3M Ford 38.389 187.554
8 4 Kasey Kahne Red Bull Toyota 38.393 187.534
9 27 Paul Menard Pittsburgh Paints/Menards Chevrolet 38.403 187.485
10 11 Denny Hamlin FedEx Office Toyota 38.413 187.437
11 56 Martin Truex Jr. NAPA Auto Parts Toyota 38.422 187.393
12 51 Landon Cassill(i) Security Benefits/ThankATeacherToday Chev 38.455 187.232
13 39 Ryan Newman USArmy236Bday/BMooreNASCARHOF Chev 38.456 187.227
14 1 Jamie McMurray McDonald’s Chevrolet 38.471 187.154
15 88 Dale Earnhardt Jr. AMP Energy/National Guard Chevrolet 38.476 187.130
16 47 Bobby Labonte RainEater/Advance Auto Parts Toyota 38.490 187.062
17 21 Trevor Bayne(i) Motorcraft/Quick Lane Tire & Auto Center Ford 38.496 187.032
18 9 Marcos Ambrose DeWalt Ford 38.498 187.023
19 5 Mark Martin GoDaddy.com Chevrolet 38.509 186.969
20 6 David Ragan UPS Ford 38.558 186.732
21 48 Jimmie Johnson Lowe’s/KOBALT Tools Chevrolet 38.571 186.669
22 29 Kevin Harvick Budweiser Chevrolet 38.571 186.669
23 99 Carl Edwards Aflac Now Hiring Ford 38.585 186.601
24 18 Kyle Busch Snickers Toyota 38.592 186.567
25 42 Juan Pablo Montoya Cars 2 Chevrolet 38.595 186.553
26 43 A J Allmendinger Best Buy Ford 38.604 186.509
27 33 Clint Bowyer Cheerios/Hamburger Helper Chevrolet 38.626 186.403
28 38 Travis Kvapil(i) Fellowship of Christian Athletes Ford 38.664 186.220
29 87 Joe Nemechek(i) NEMCO Motorsports Toyota 38.747 185.821
30 20 Joey Logano Home Depot Toyota 38.762 185.749
31 24 Jeff Gordon Drive To End Hunger Chevrolet 38.770 185.711
32 30 David Stremme Inception Racing Chevrolet 38.784 185.644
33 31 Jeff Burton Caterpillar Chevrolet 38.803 185.553
34 46 J J Yeley Red Line Chevrolet 38.855 185.304
35 32 Mike Bliss(i) bluCigs Ford 38.866 185.252
36 71 Andy Lally # TRG Motorsports Ford 38.966 184.776
37 7 Robby Gordon SPEED Energy/Walgreens Dodge 38.985 184.686
38 66 Michael McDowell HP Racing LLC Toyota 39.009 184.573
39 13 Casey Mears GEICO Toyota 39.015 184.544
40 34 David Gilliland Taco Bell Ford 39.037 184.440
41 2 Brad Keselowski Miller Lite Dodge 39.093 184.176
42 36 Dave Blaney Golden Corral/GetAuctionAccess.com Chev Owner Points
43 81 Scott Riggs(i) Whitney’s Collision.com Chevrolet 39.177 183.781

Proseguono le trattative per il contratto di Carl Edwards, fonte nascarmedia.com

Sprint Cup

Il contratto di Edwards in alto mare – Le ottime prestazioni fornite quest’anno da Carl Edwards, unite alla sua vittoria nell’All Star Race, hanno ulteriormente alzato le quotazioni di mercato del pilota del Missouri. Nonostante sia difficile che si liberino sedili competitivi come quelli del Roush Fenway Racing, le trattative per il rinnovo proseguono a porte chiuse. Intervistate al riguardo dopo la gara di sabato scorso, entrambe le parti si sono dette interessate a raggiungere un compromesso ma concentrate soprattutto sul conquistare il titolo, in un’annata che promette decisamente molto bene

Kyle Busch oltre il limite – di velocità, e nemmeno di poco. Il Pilota del Joe Gibbs Racing è stato “cronometrato” martedì a 128 miglia orarie (206 Kmh!) in una zona dove il limite di velocità è 45 miglia, a Moorsville, Nord Carolina. A quanto risulta dal rapporto dello sceriffo, il pilota del Nevada, che era al volante di una Lexus LFA, avrebbe detto allo sceriffo che “è solo un giocattolo” e di “essersi lasciato andare”. Busch, che nel frattempo si è assunto la piena responsabilità dell’accaduto, dovrà presentarsi di fronte al giudice il 20 luglio

Dale Jr. vicino al rinnovo – Rick Hendrick ha dichiarato a Charlotte di essere vicino ad un accordo per prolungare il contratto che lega Dale Earnhardt Jr. al team Hendrick Motorsport. L’estensione dovrebbe durare da 3 a 5 anni ed Hendrick si è detto speranzoso di poter ufficializzare il tutto entro un mese.

Regan Smith con il trofeo di Darlington, fonte nascarmedia.com

Regan Smith e il Furniture Row Racing – Nonostante le sue quotazioni siano in rialzo, dopo la splendida vittoria di Darlington, Regan Smith è determinato a rimanere fedele al team del Colorado, con cui ha già firmato un prolungamento del contratto. Il pilota di Cato, New York, si è espresso così: “Penso che una cosa di cui tenere conto sia che, quando sono passato al Furniture Row Racing, non voglio dire che fosse un cattivo momento per me, ma uscivo da un’annata decisamente problematica. Si abbiamo vinto il Rookie of the Year, ma era stato un anno lungo e faticoso. Quando mi sono accasato presso di loro (il Furniture Row), venivano anche loro da un annata difficile, e ci siamo guardati e ci siamo detti di lavorare e di costruire qualcosa insieme e vedere dove porta. Penso che ci sia da dire qualcosa riguardo alla lealtà che non si vede sempre in questo sport. Ma io sono perfettamente felice dove sono. Sono sicuro che si diranno molte cose, ma in fondo si è trattato solo di una vittoria. Ho solo una vittoria e un piazzamento in top-5, quindi per ora voglio concentrarmi solo sull’essere costantemente competitivo e questa è la cosa più importante per me al momento.” (altro…)

Regan Smith in victory lane, fonte nascarmedia.com

Proprio una di quelle serate che si vedono solo in NASCAR.

Una top-ten in carriera, nemmeno una volta nei primi cinque, eppure Regan Smith da Cato, stato di New York, classe 1983, ha colto il suo primo successo in Sprint Cup sabato sera a Darlington, in una delle gare più ambite dell’anno, la Southern 500, su una delle piste più prestigiose del calendario, la “track too tough to tame”; una bella rivincita dopo la vittoria sottrattagli nel dopo gara a Talladega, nel 2008, per aver superato Stewart passando sotto la linea gialla.

Smith ha domato la “Lady in Black” con una strategia rischiosa ma premiante, che gli ha consentito di ritrovarsi davanti a pochi giri dal termine, seppur con gomme usurate rispetto ai migliori. Il pilota della Chevrolet #76, completamente nera, gestita dal piccolo team Furniture Row Racing, ci ha poi messo del suo, contenendo il sovrasterzo della sua stock-car e il ritorno di Carl Edwards, dotato di gomme fresche.

Oltre al vincitore a sorpresa, Darlington ci ha regalato scintille ed emozioni in quantità, soprattutto a causa di contatti più o meno volontari tra diversi piloti, e con i muretti della Carolina del Sud, davvero magnetici per quasi tutti i partenti.

Kasey Kahne, sulla Toyota #4 del Red Bull Racing, dopo aver infranto in qualifica il record della pista, é rimasto al comando per lunghi tratti nei primi 100 giri, caratterizzati da 4 periodi di bandiera gialla, tra i quali é da segnalare quello originato da un contatto della #48 di Jimmie Johnson con la #42 di Juan Pablo Montoya, primo segnale di una giornata di alti e bassi per il cinque volte campione della categoria.

una serataccia per Jimmie Johnson, fonte nascarmedia.com

Sempre nelle fasi iniziali, da segnalare due contatti ravvicinati con il muro, uno per Denny Hamlin, addirittura al giro numero 2, l’altro proprio per Kasey Kahne, colto da un improvviso sovrasterzo mentre si trovava al comando, a testimonianza della difficoltà di mantenere la concentrazione assoluta su uno degli ovali più tecnici di tutta la NASCAR.

Nel frattempo, anche a causa dei lievi danni riportati dalla #4, la lotta per la leadership é diventata un duello tra Carl Edwards e Kyle Busch ed ha visto il pilota del Nevada prendere il sopravvento, fino a costruire un vantaggio di oltre 2 secondi sulla Ford #99. Al giro 205 Busch é costretto a portare ai box la #18, anticipando molto la sua sosta, a causa di un problema di fissaggio della ruota posteriore sinistra. Sedici giri più tardi Jimmie Johnson é andato in testacoda tra curva 3 e curva 4 senza riportare danni, causando peró l’uscita di una bandiera gialla che ha poi relegato Kyle Busch ad un giro dal leader. Anche il pluricampione del Team Hendrick è precipitato fra i doppiati a causa di una ruota fissata male durante il pit.

Mentre si alternavano al comando Carl Edwards e Kevin Harvick, un contatto tra Vickers e Ragan é terminato con la fiancata della #83 aperta come una scatoletta di tonno (il team Red Bull ha dovuto tenere il suo pilota nel garage fino al ripristino completo della struttura laterale atta ad assorbire l’energia di eventuali urti).

Approfittando di alcuni incidenti ravvicinati, nella fase centrale della gara, Kyle Busch si é riportato nel giro del leader, per poi lanciarsi in una furiosa serie di sorpassi per tornare nelle zone nobili della classifica.

Al giro 329 Dale Earnhardt Jr. ha posto fine alle sue velleità di piazzarsi fra i primi andando lungo all’ingresso della pit-lane e urtando il cono che delimita l’inizio della stessa, rimediando quindi un drive-through pressoché automatico.

Al giro 360, dopo un lungo stint in verde, Jeff Burton ha avuto un problema meccanico che ha portato dell’olio in pista. La conseguente gialla ha visto quasi tutti i piloti entrare ai box per rifornire e cambiare le gomme. Solo Smith, Keselowsky e Stewart hanno rischiato, restando fuori con gomme parecchio usurate e confidando in qualche altro periodo di neutralizzazione.

A quattro giri dal termine una nuova bandiera gialla ha messo i presupposti per un finale in regime di green-white-checkered flag. In curva 4 Kyle Busch ha sopravanzato Kevin Harvick, il quale per tutta risposta gli ha rifilato una spinta al posteriore sinistro, sufficiente a mandare Busch in leggero sovrasterzo e a riportarsi all’interno della #18 all’imbocco del rettilineo principale. Anche Bowyer ha cercato di approfittare della manovra, andando a generare un three-wide pazzesco, finito molto male proprio per la #33. Le sportellate tra Busch e Harvick hanno obbligato quest’ultimo a scendere di traiettoria fino a colpire il compagno di team e a mandarlo frontalmente contro il muro interno. Busch dal canto suo ha pensato bene di avere ancora qualcosa da dire e da dare alla #29, e ha letteralmente inseguito il posteriore di Harvick verso l’interno della pista, finché non é riuscito a mandarlo in testacoda.

La gara é ripresa così con due giri da compiere ad acceleratore spalancato, con Regan Smith davanti a tutti. Carl Edwards, ripartito all’esterno della prima fila, ha perso leggermente tempo, forse nel tentativo di portare un attacco pulito e definitivo, ma ha perso il treno giusto perché nella fila interna Keselowsky ha spinto Smith quel tanto che é bastato per dargli qualche metro di vantaggio. Il pilota del Furniture Row Racing ha poi controllato una violenta scodata della sua Chevy in uscita da curva 2 dell’ultimo giro e ha coronato il sogno suo e del suo piccolo team indipendente.

Alle sue spalle é transitato sul traguardo un Carl Edwards deluso, ma tutto sommato nemmeno troppo, seguito da un ottimo Brad Keselowsky, Kasey Kahne, Ryan Newman, Denny Hamlin, Tony Stewart, Greg Biffle, Jamie McMurray e Martin Truex Jr. a chiudere una top-ten piuttosto anomala per questo 2011.

Le scintille sono proseguite nel giro d’onore, con Harvick e Busch che, dopo una serie di scaramucce prima di rientrare in pit-lane, si sono ritrovati fermi con la #29 parcheggiata a bloccare la #18. A quel punto Harvick ci ha pensato qualche secondo e poi é uscito dalla sua stock-car e si é diretto verso il finestrino della Toyota del Joe Gibbs racing. Busch ha ingranato la prima marcia, rimediato uno sganassone attraverso il finestrino e spinto la Chevy #29, lasciata in folle da Harvick, dritta contro il muretto dei box. Il tutto mentre poco più in là volavano paroloni e spinte fra i rispettivi meccanici. In settimana sapremo se la NASCAR prenderà qualche tipo di provvedimento. (altro…)