Posts contrassegnato dai tag ‘richard childress racing’

credits: Getty Images For NASCAR

Joey Logano si è imposto al Talladega Superspeedway, nella Aaron’s 312, con un sorpasso all’ultimo metro ai danni di Kyle Busch, in una gara segnata da sorpassi, incidenti, vendette e soprattutto dal brutto incidente che ha avuto come protagonista Eric McClure, al momento trattenuto in ospedale per accertamenti, ma uscito illeso dall’impatto.

E’ stata davvero una gara col marchio “Talladega DOC”, l’ottava prova della Nationwide Series: 18 piloti si sono alternati al comando per 37 cambi di leadership, in un mix di tandem-drafting e pack-drafting, un paio di big-ones e 7 bandiere gialli complessive hanno neutralizzato la corsa per 27 giri e non sono mancate ripicche e manovre al limite. (altro…)

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credits: Getty Images For NASCAR

Con due vittorie e un secondo posto nelle ultime tre uscite a Talladega, Clint Bowyer spera di aggiungere un altro risultato positivo sul superspeedway dell’Alabama e di regalare il primo successo della stagione al Michael Waltrip Racing.

Il pilota di Emporia, Kansas, ha iniziato decisamente bene il suo primo anno nel nuovo team e si trova al 12esimo posto della classifica generale, contro una media, nei sei anni trascorsi al Richard Childress Racing, di 10.3 dopo 9 gare di campionato. (altro…)

Credit: Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Non c’è stata storia nella seconda prova della Camping World Truck Series, dominata da Kevin Harvick, al volante dello Chevrolet Silverado del Richard Childress Racing.

Il pilota californiano è partito dalla pole position e ha percorso in testa 248 dei 250 giri di gara, andando a centrare la sua prima vittoria stagionale, la terza a Martinsville, la 14esima in carriera su 114 presenze in Truck Series, guidando il truck #2 che fino all’anno scorso era del Kevin Harvick Inc. (altro…)

Credit: Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

Elliott Sadler e il crew chief Luke Lambert hanno portato di nuovo in victory lane la Chevrolet Impala del Richard Childress Racing, grazie ad un’ottima combinazione di strategia e ritmo.

Il pilota di Emporia, Virginia, che a Bristol aveva già vinto  nel 2001, è rimasto in pista in occasione dell’ultima delle quattro neutralizzazioni della giornata, avvenuta al giro 264 a causa di un testacoda di Kyle Busch, ed al restart è andato ad allungare inesorabilmente, pur con gomme usurate, fino a conquistare la sua seconda vittoria di questo inizio di stagione, la settima su 168 presenze nella Nationwide Series. (altro…)

Todd Warshaw/Getty Images

Dopo una settimana di tira e molla con Elliott Sadler, il Michael Waltrip ha annunciato che Brian Vickers guiderà la Toyota Camry #55 del Michael Waltrip Racing in sei appuntamenti della Sprint Cup 2012.

Il 28enne di Thomasville, North Carolina, appiedato dalla chiusura del team Red Bull, era rimasto alla finestra in attesa di un’occasione, che è arrivata quando il team di Michael Waltrip ha dovuto rinunciare all’accordo ormai raggiunto con con Elliott Sadler a causa del veto da parte del Richard Childress Racing. (altro…)

Credit: Christian Petersen/Getty Images

Una strategia vincente ha consentito a Elliott Sadler ed il pilota di Emporia ha contenuto per 25 giri il rientro di Brad Keselowski, andando a vincere la seconda prova della Nationwide Series e prendendosi la testa della classifica.

Per Sadler si tratta del ritorno in victory lane in Nationwide Series dopo 91 gare. La sua ultima vittoria nella categoria risaliva all’ottobre del 1998, al North Carolina Motor Speedway. Quello ottenuto al volante della Chevrolet Impala #2 del Richard Childress Racing è il sesto successo in 166 presenze nella serie. (altro…)

John Harrelson, Getty Images for NASCAR

La stagione che inizierà il prossimo fine settimana con il Budweiser Shootout si preannuncia molto combattuta e foriera di sorprese. Alcuni grandi team come il Roush Fenway Racing e il Richard Childress Racing hanno dovuto ridurre il proprio impegno, passando da quattro vetture a tre, a causa dell’abbandono di diversi sponsor, come UPS, che hanno preferito puntare su un impegno ridotto su una vettura vincente, piuttosto che sponsorizzare per un’intera stagione un team da metà schieramento. (altro…)

Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Il Richard Childress Racing ha trovato fondi sufficienti per approfittare del posto in griglia garantito per la Chevrolet Impala #33 nelle prime 5 gare della stagione 2012. A dividersi il sedile saranno Elliott Sadler, che prenderà parte alla 500 miglia di Daytona, e Brendan Gaughan, che sarà al via delle successive quattro prove.

La mossa di Childress è perfettamente in linea con quanto proposto dal Roush Fenway Racing, che schiererà Ricky Stenhouse Jr. a Daytona sulla Ford Fusion #6 lasciata libera da David Ragan e dallo sponsor UPS. L’intento di entrambi i team è quello di trovare, magari grazie ad un buon risultato sul superspeedway della Florida, altri sponsor che consentano di proseguire la stagione. Inoltre Sadler e Stenhouse potranno fornire un’importante aiuto ai compagni di team quando sarà necessario ricorrere al tandem drafting. (altro…)

Fonte immagine: profile facebook di Max Papis

Nel 2012 Max Papis potrà puntare alla sua prima vittoria in Nationwide Series al volante della Chevrolet Impala #33 Menards del Richard Childress Racing.

Il team di Richard Childress, uno dei più importanti della NASCAR con i suoi 6 titoli piloti in Sprint Cup, 5 in Nationwide Series e 2 in Truck Series, schiererà il pilota italiano al via della gara Nationwide che si disputerà il 23 giugno prossimo sullo storico circuito stradale di Elkhart Lake, nel Wisconsin. Nel 2011, quando la vettura numero 33 era gestita dal Kevin Harvick Inc, fusosi con l’RCR nel corso dell’inverno, Max è stato in lizza per la vittoria fino agli ultimi giri in regime di green-white-checkered, ma è  stato messo fuori gioco da un’incidente causato da Jacques Villeneuve. (altro…)

Dopo la chiusura del Kevin Harvick Inc, la Chevrolet Impala #2 è passata al Richard Childress Racing, che ha confermato Elliott Sadler per puntare al titolo della Nationwide Series nel 2012.

Per Sadler si prospetta un’occasione d’oro, dopo il secondo posto nella generale conquistato lo scorso anno. Il 36enne di Emporia, Virginia, è stato sconfitto da Ricky Stenhouse Jr. per 45 punti, dopo aver accumulato 12 top-5, 24 top-10 ed un driver rating di 100,3, e verosimilmente dovrà vedersela nuovamente con l’alfiere di casa Roush Fenway Racing, sebbene ancora non ci sia stato un annuncio ufficiale da parte di Jack Roush in merito ai programmi del campione in carica.  (altro…)

Credit: Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

 

NASCAR Sprint Cup Series News

Alcune opinioni sul cambio regolamentare di Talladega – Rodney Childers, crew chief della Toyota #00 del Michael Waltrip Racing, e Chad Johnston, crew chief della Toyota #56, sempre del MWR, hanno espresso la propria opinione sulle recenti modifiche regolamentari in vista della gara di Talladega, prospettando, se non la scomparsa, quanto meno la riduzione del tandem drafting. “Cambiando i restrictor plates andrà meglio” ha detto Childers. “Dovrebbe rendere il tutto più competitivo, consentendo di sorpassare, Se vogliono che i piloti non riescano a restare incollati così a lungo, dovrebbero ottenerlo. Probabilmente dopo un giro o mezzo giro dovranno staccarsi”. Johnston ha invece detto di aspettarsi comunque i tandem, ma con scambi più frequenti tra i due piloti, cosa che potrebbe risultare pericolosa, visto il numero delle vetture in pista. Per quanto riguarda i piloti, sia Ryan Newman che Jeff Gordon si sono detti convinti che le modifiche non metteranno fine al controverso stile di gara. Gordon in particolare ha detto di essere preoccupato per le implicazioni che il maggior numero di scambi potrebbe avere sulla sicurezza, pur sostenendo che potrebbe essere sufficiente, per il pilota che segue, sporgere maggiormente il muso rispetto alle fiancate di chi precede. (altro…)

Photo by Chris Graythen/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Bristol

Groove esterno – La gran parte dei piloti lo ha utilizzato per quasi tutta la gara, sfruttando l’interno solo nei tentativi di sorpasso, per lo più con scarso successo. Abbiamo addirittura intravisto un terzo groove, a metà tra i due, utilizzato principalmente da Jeff Gordon. Una vera e propria rivoluzione rispetto all’epoca in cui a Bristol c’era una traiettoria obbligata e per passare bisognava praticare il bump&run, levando fisicamente di mezzo chi precedeva. L’unico dei primi a sfruttare molto bene la traiettoria più bassa è sembrato Jamie McMurray, mentre Brad Keselowski l’ha utilizzata per scavalcare Truex in restart. Jeff Gordon è rimasto addirittura bloccato dietro a Kenseth e Johnson, mentre il cinque volte campione non riusciva a sopravanzare all’interno la Ford #17. Ad un certo punto del suo assalto alla seconda posizione di Treux, di nuovo Gordon ha dovuto alzare il piede e accodarsi per qualche giro, in modo da raffreddare la propria posteriore destra. Dovremo farci l’abitudine, Bristol è cambiata. (altro…)

I meccanici di Ryan Newman al lavoro a Loudon, Credit: Jeff Zelevansky/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Loudon

Stewart Haas – Il giovane team di Tony Stewart ritrova il bandolo della matassa con l’arrivo della stagione estiva e porta a casa una fantastica doppietta, la prima dalla fondazione della squadra, che è un vero toccasana per le ambizioni di Ryan Newman. Il duo dello Stewart-Haas Racing ha fatto miracoli, mettendosi dietro anche i piloti dell’Hendrick Motorsports, che fornisce loro vetture e motori. Se, come al solito, Tony migliorerà le proprie prestazioni nel mese di agosto, probabilmente potremmo vedere sia lui che Ryan Newman giocarsi le proprie carte nella Chase. Ed è dai tempi di Alan Kulwicki che un pilota/owner non vince il titolo.

Jimmie Johnson – L’uomo di El Cajon merita decisamente maggiori riconoscimenti per i successi conseguiti negli ultimi anni. sono ancora troppi a dare tutti i meriti al team Hendrick e all’opera di Chad Knaus e Johnson lo ha dimostrato pienamente in gara a Loudon. Il percorso che lo ha portato dalla 28esima posizione in griglia alla quinta sotto la bandiera a scacchi è stato un continuo saliscendi. il pilota della Chevy #48 ha guadagnato posizioni in pista, per poi perderle ai box in seguito ad errori della crew, che ormai lo affliggono dalla scorsa stagione. Il team ha scelto, durante l’inverno, di dotarsi di una crew “allargata”, ovvero di una serie di meccanici che si allenano durante tutta la settimana, per poi venire selezionati per la gara in base ad un test, che decide le sorti di ognuno. La scelta si è rivelata controproducente, perché mette pressione ai ragazzi della crew ancora prima della gara e mette sotto una pressione ancora maggiore quelli che vengono selezionati, che sanno di non potersi permettere alcun errore. Che sia ora di invertire la rotta? Non si può sempre ricorrere ai meccanici altrui…

Kasey Kahne – La settima top-10 della stagione della stagione, la seconda nelle ultime 4 gare, ha riportato Kasey Kahne in 14esima posizione nella generale, una situazione che potrebbe anche, con un po’ di fortuna ed una vittoria, catapultarlo nella Chase. Mica male per uno che corre per un team che rischia di chiudere i battenti e che sa che occuperò un altro sedile il prossimo anno. A Loudon il pilota di Enumclaw, Washington, è stato anche in testa e ha fatto vedere ottime cose, decisamente meglio di quel Mark Martin destinato a lasciargli il posto, che è solo l’ombra del mastino che nel 2009 vinceva 5 gare e faceva secondo nella Chase.

Bobby Labonte – Dopo l’ottimo risultato di Daytona, la vecchia volpe ottiene un’altra top-10 per il JTG Daugherty Racing, centrando la settima piazza sul New Hampshire Motor Speedway. “Abbiamo risentito della posizione in pista per tutto il giorno,” ha detto il 47enne di Corpus Christi, Texas. “Che cambiassimo due o quattro gomme non cambiava, non eravamo più veloci di molti avversari, si trattava solo di posizione in pista. Alla fine abbiamo montato quattro gomme nuove a 81 giri dalla fine e li abbiamo fatti tutti. Dopo 10 giri, c’erano tre o quattro piloti che potevano passarmi, come la #42 e altri. Dopo un po’ di giri sulle stesse gomme, la mia macchina era passabile. Quando avevo pista libera e potevo girare sui miei tempi potevo andare forte quanto volevo e fare buoni tempi. Ma quando provavo a spingere distruggevo le gomme.”

Jeff Gordon – Il pilota della Chevrolet #24 ha superato una giornata veramente complicata mostrando un calma glaciale e un passo che lo candidano prepotentemente alla vittoria per la gara autunnale sul circuito del New Hampshire. Il californiano è stato afflitto da problemi elettrici, che impedivano alla batteria della sua auto di ricaricarsi e lo hanno costretto ad un lunga sosta per sostituire le batterie stesse e lo hanno relegato tra i doppiati. Gordon ha approfittato del Lucky Dog per riportarsi a pieni giri e ha rimontato posizioni su posizioni fino a entrare nella top-10, pur dovendo necessariamente prestare molta cautela nell’utilizzo dei freni perché obbligato, per non esaurire anzitempo le batterie, a spegnere le ventole che raffreddano i dischi freno. Stava assaporando una top-5 quando, all’ultimo giro, la gomma anteriore destra si è sgonfiata, probabilmente a causa del troppo calore generato proprio dai freni, obbligandolo a tagliare il traguardo in undicesima posizione. Di quello che lo aspetta da qui alla Chase, Gordon ha detto: “Bisogna avere una macchina veloce, e oggi ce l’avevamo. Abbiamo dimostrato che possiamo mettere in pista macchine veloci su queste piste da un miglio, soprattutto quelle più piatte e dobbiamo fare lo stesso su quelle da un miglio e mezzo, per le quali ci stiamo arrivando a dobbiamo fare ancora un poco meglio.”

Cosa non abbiamo visto a Loudon

Kyle Busch – La leadership in classifica svanisce subito per il ventiseienne di Las Vegas, che a Loudon ha mostrato un difetto che lo affligge abbastanza spesso e che rappresenta uno di quei dettagli su cui lavorare sodo se vuole alzare al cielo la Sprint Cup. A volte Busch tende a fare un uso superiore dei freni rispetto ai colleghi, almeno in situazioni in cui potrebbe avere un minimo di pazienza e stabilizzare il setup prima, probabilmente perché tende a spremere il 100% dalla macchina fin dalla bandiera verde. Domenica si è trovato a muro per lo scoppio di un pneumatico, dovuto anche nel suo caso al surriscaldamento prodotto dai freni. Meglio in questa occasione che a Settembre. A quelli che hanno voluto vedere un’influenza sulla sua uscita di scena nel contatto con Dale Jr. avuto poco prima della foratura, Busch ha risposto: “Ci sono contatti con tutti là fuori. Troppo calore dei freni attraverso il cerchione ed è scoppiata la gomma. Nient’altro.”

Dale Earnhardt Jr – Nonostante il quindicesimo posto rimediato in gara, dopo una penalità ai box perché la sua crew non aveva rimosso un pneumatico prima che lui ripartisse dalla piazzola, il fine settimana dell’uomo di Kannapolis non può essere considerato positivo, perché il nono posto in classifica generale lo lascia a 7 punti di vantaggio sull’undicesimo classificato. Earnhardt ha lamentato una difficoltà generale nell’interpretare le gomme che Goodyear ha portato in pista rispetto allo scorso anno, dicendo che per la gara di settembre proveranno a ripartire da zero con il setup, ispirandosi a quanto fatto dal team di Jeff Gordon per rendere competitiva la #24. Sperando che nel frattempo la Chase non sia sfuggita tra le dita di Dale Jr.

Brad Keselowski – Ultimamente ci aveva abituato a prestazioni decisamente ottime, Brad Keselowski. A Loudon invece è andata decisamente male, a causa dello scoppio di un pneumatico, che ha proiettato a muro il 27enne del Michigan, relegandolo in 35esima posizione all’arrivo. Partito dalla quinta posizione, Brad si è lamentato del crescente sottosterzo fin dai primissimi giri di gara. Nonostante i tentativi di modifica del setup, la situazione non è migliorata e la Dodge #2 è finita a muro al giro 144, costringendo il pilota a riportare la vettura in garage per le riparazioni, costate 43 giri. Per Keselowski si tratta del primo piazzamento fuori dai migliori 25 nelle ultime 11 gare, che pone uno stop alla sua rincorsa ad un posto da Wild Card. Il pilota del team Penske si trova al momento 23esimo in classifica, staccato di 25 punti da quella 20esima piazza che gli consentirebbe di sperare.

Richard Childress Racing – Jeff Burton 16esimo, Clint Bowyer 17esimo, Kevin Harvick 21esimo e Paul Menard 24esimo. Decisamente una giornata no per il team Richard Childress, che, vuoi per sfortuna, vuoi per errori di strategia o semplicemente per scarse prestazioni sul tracciato, non ha raccolto praticamente nulla. Se per Kevin Harvick si può trattare di una semplice battuta d’arresto, per tutti gli altri è un’occasione sprecata. Soprattutto per Jeff Burton, che ha più di 50 punti di distacco dalla ventesima posizione in classifica e vede allontanarsi, ormai quasi definitivamente, le speranze di raddrizzare la stagione. Discorso diverso per Clint Bowyer, a cui una vittoria potrebbe bastare per entrare nella Chase come Wild Card o, con un po’ di fortuna, addirittura per entrare nella top-10, da cui però è staccato di 28 punti. in tutto questo, il team non vince dal 29 maggio, data dell’ultima affermazione di Kevin Harvick, a Charlotte.