Posts contrassegnato dai tag ‘richard childress’

Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Il Richard Childress Racing ha trovato fondi sufficienti per approfittare del posto in griglia garantito per la Chevrolet Impala #33 nelle prime 5 gare della stagione 2012. A dividersi il sedile saranno Elliott Sadler, che prenderà parte alla 500 miglia di Daytona, e Brendan Gaughan, che sarà al via delle successive quattro prove.

La mossa di Childress è perfettamente in linea con quanto proposto dal Roush Fenway Racing, che schiererà Ricky Stenhouse Jr. a Daytona sulla Ford Fusion #6 lasciata libera da David Ragan e dallo sponsor UPS. L’intento di entrambi i team è quello di trovare, magari grazie ad un buon risultato sul superspeedway della Florida, altri sponsor che consentano di proseguire la stagione. Inoltre Sadler e Stenhouse potranno fornire un’importante aiuto ai compagni di team quando sarà necessario ricorrere al tandem drafting. (altro…)

Annunci

Dopo la chiusura del Kevin Harvick Inc, la Chevrolet Impala #2 è passata al Richard Childress Racing, che ha confermato Elliott Sadler per puntare al titolo della Nationwide Series nel 2012.

Per Sadler si prospetta un’occasione d’oro, dopo il secondo posto nella generale conquistato lo scorso anno. Il 36enne di Emporia, Virginia, è stato sconfitto da Ricky Stenhouse Jr. per 45 punti, dopo aver accumulato 12 top-5, 24 top-10 ed un driver rating di 100,3, e verosimilmente dovrà vedersela nuovamente con l’alfiere di casa Roush Fenway Racing, sebbene ancora non ci sia stato un annuncio ufficiale da parte di Jack Roush in merito ai programmi del campione in carica.  (altro…)

Credit: Justin Edmonds/Getty Images for NASCAR

Nascar Sprint Cup Series News

Ulteriori aggiustamenti in vista di Talladega – oltre alle novità regolamentari comunicate la settimana scorsa, che riguardano restrictor plates e impianto di raffreddamento, la NASCAR ha comunicato che in occasione della gara di Talladega del prossimo 14 ottobre sarà vietato cospargere paraurti posteriori delle vetture con del lubrificante. I teams utilizzavano questo accorgimento per permettere ai piloti di lavorare meglio in tandem perchè il lubrificante impedisce al paraurti del pilota che spinge di far “presa” su quello della vettura davanti mandandola in testacoda. Per di piú gli organizzatori porteranno al superspeedway dell’Alabama almeno tre diversi restrictor plates, nel caso quelli scelti si rivelassero troppo grandi o non raggiungessero lo scopo prefisso. Lo scopo a questo punto é chiaramente quello di mantenere le velocità poco sotto le 200 miglia orarie e limitare fortemente l’impiego del tandem drafting. Le reazioni di piloti ed addetti ai lavori sono state diverse, divise fra chi crede che le stock cars potranno restare incollato solo un paio di giri e chi pensa che cambierà ben poco. La chiave dello svolgimento del fine settimana sarà comunque capire quanti giri due vetture potranno percorre in tandem prima di doversi separare. Ci aspetta una Talladega 500 decisamente interessante. (altro…)

Jeff Zelevansky/Getty Images for NASCAR

Sprint Cup News

Ufficializzate le date di Richmond e Watkins Glen per il 2012 – Le due gare del Richmond International Raceway si svolgeranno il 28 aprile e l’ 8 settembre, mentre la Sprint Cup farà tappa al Watkins Glen International il 12 Agosto

Nessuna penalità per il Richard Childress Racing in seguito al “caso Menard” – Dopo le allusioni fatte da diversi piloti, soprattutto da Jeff Gordon, in merito al “provvidenziale” testacoda di Paul Menard nel finale della gara di Richmond, Mike Helton aveva annunciato che la NASCAR avrebbe aperto un’inchiesta ufficiale per appurare se il team RCR avesse orchestrato l’uscita di pista della Chevy #27 quando mancavano 15 giri alla bandiera a scacchi. Nonostante le comunicazioni radio in cui Menardchiedeva se c’era bisogno di una gialla, così come tutto il resto del dialogo con il crew chief Slugger Labbe fossero più che sospetti, nessuna azione disciplinare è stata presa dalla NASCAR. Molto probabilmente si è preferito, come è consuetudine dalle parti di Daytona, non intervenire su un risultato acquisito, ma mandare un messaggio a tutti i team perché fatti del genere non si ripetano e la competizione non degeneri, soprattutto in vista di una fase ricca di tensione come la Chase. La motivazione ufficiale per la mancata sanzione è che non ci sono prove per determinare con certezza che l’incidente sia stato volontario. Come si dice, parlare a nuora perché suocera intenda. (altro…)

Richard Childress con Kevin Havick a Talladega, Tom Pennington/Getty Images for NASCAR

Questo fine settimana scenderanno in pista la Sprint Cup e la Camping World Truck Series, rispettivamente a Pocono (domenica, ore 19 circa italiane) e Forth Worth (alle 3 della notte tra venerdì e sabato)

Procedura di qualifica cambiata e conseguenti polemiche – E’ cambiata la procedura che stabilisce l’ordine di uscita nelle qualifiche per tutte e tre le serie principali sanzionate dalla NASCAR. Mentre in precedenza i cosiddetti go-or-go-homers (coloro che, non rientrando nei primi 35 della classifica owners, sono obbligati a qualificarsi solo in base alla prestazioen cronometrica) scendevano in pista per ultimi, ora anch’essi rientrano nell’inversione della classifica delle prove libere. Insieme a questa modifica sono cominciate anche le polemiche, visto che alcuni piloti hanno dichiarato di aver deliberatamente rallentato nelle libere per partire per primi nelle qualifiche e sfruttare le temperature più miti. Il problema sarebbe tutto sommato facile da risolvere, consentendo ai migliori delle practices di scegliere il proprio “numero” di uscita, ma vedremo cosa escogiteranno negli uffici di Daytona.

Sprint Cup

Lo sponsor di Kahne nel 2012 – Che Kasey Kahne traslocherà alla corte di Rick Hendrick per la stagione 2012 è cosa nota a tutti, mentre questa settimana è stato annunciato anche lo sponsor che sosterrà la Chevrolet #5 fino al 2014. Si tratta di Farmers Insurance, società losangelina del gruppo Zurich fondata negli anni ’20, che farà bella mostra di sè sulla carrozzeria della stock di Kahne per 22 gare come main-sponsor, mentre per le restanti avrà comunque un ruolo di rilievo. 4 ulteriori gare saranno appannaggio dell’azienda produttrice di lubrificanti per motori “Quaker State”, per cui restano attualmente scoperti dodici appuntamenti

Childress multato per 150.000$ – In seguito all’aggressione portata ai danni di Kyle Busch, nel dopo-gara della Truck Series a Kansas City, lo scorso fine settimana, Richard Childress è stato posto in probation fino al 31 dicembre 2011 e soprattutto multato per un totale di 150.000 dollari. Childress ha reagito con un comunicato che recita: “Prima di tutto, sono responsabile delle mie azioni, puro e semplice. Come sapere, sono una persona con dei solidi principi e ho passione per quello che faccio al Richard Childress Racing. Credo appassionatamente nella difesa dei miei teams e dei miei sponsors. In questa occasione, ho lasciato che la passione e le emozioni avessero la meglio su di me. Accetto la sanzione che la NASCAR ha annunciato oggi e come azienda ora ci concentreremo sulle gare di questa settimana in Texas e a Pocono.” Nessuna sanzione invece per Kyle Busch, che trovandosi già in probation, si è ben guardato dal reagire e ha anzi dichiarato che quella presa dagli organizzatori è una decisione della NASCAR e che qualunque azione reputino corretta per proteggere il proprio sport è nel loro diritto. Il pilota del Nevada ha anche ribadito di aver “colpito” il truck di Coulter per complimentarsi per il duello appena vinto dal giovane alfiere del team RCR.

Cambi in corsa – Saltano un paio di teste ai box. Il team Stewart-Haas racing, forse al primo anno un po’ sottotono, nonostante entrambi i piloti siano nella top-10, ha licenziato il vice presidente Bobby Hutchens per promuovere Matt Borland, già crew-chief di Ryan Newman tra il 2002 e il 2006, ruolo in cui ha conseguito 12 vittorie e 37 pole positions. Al Michael Waltrip Racing invece Pat Tryson ha rimpiazzato Chad Johnston come crew-chief della Toyota #56 di Martin Truex Jr.. Johnston, 31 anni, è al primo impegno come crew-chief, ma Truex si è detto entusiasta del suo rapporto con il nuovo responsabile della sua vettura, con cui dice di avere molta affinità e di riuscire a comunicare al meglio.

Bodine di nuovo in pista – Geoffrey Bodine, 62 anni e 18 vittorie in Cup al suo attivo, tornerà al volante per provare la qualificazione in 5 gare a partire da luglio, a Daytona, con il Tommy Baldwin Racing, sulla Chevrolet #35. Il team attualmente schiera la #36 di Dave Blaney e aggiungerà una stock-car per il veterano di Chemung, stato di New York, vincitore della 500 miglia di Daytona del 1986.

Hornish rientra in Cup – Sam Hornish sostituirà Travis Kvapil, impegnato in Texas nella Truck Series, al volante della Ford #38 del Front Row Motorsport. Hornish è alla sua prima apparizione nella massima divisione in questo 2011, dopo aver ripiegato su un programma parziale nella Nationwide Series, in seguito ad un deludente 2010 al team Penske. L’ex campione Indycar si è detto entusiasta di ritornare in Sprint Cup e di poter lavorare con il crew-chief Jay Guy, con cui aveva già lavorato presso il Penske Racing.

Bowyer vince il Prelude to The Dream – ogni anno Tony Stewart ospita un evento di beneficenza all’Eldora Speedway, in Ohio, una pista sterrata che possiede dal 2004. Quest’anno la gara è servita a raccogliere fondi per sostenere gli ospedali per bambini di Atlanta, Dallas, St. Loius e Charlotte, raggiungendo un totale di oltre 3 milioni di dollari. A imporsi nel confronto sulla distanza di 30 giri, svoltosi a bordo di veicoli della categoria “late-models”, è stato Clint Bowyer, autore di uno splendido coast-to-coast a bordo di una stock di sua proprietà. Alle sue spalle sono giunti J.J. Yeley e Aric Almirola. Il vincitore dello scorso anno, Jimmie Johnson, tra l’altro a bordo di un’auto di proprietà sempre di Bowyer, è giunto diciottesimo.

James Buescher in pole in Texas, Credit: Chris Graythen/Getty Images

Truck Series

Buescher in pole – James Buescher ha stabilito la pole-position per la WinStarWorld Casino 400K, valida per la Camping World Truck Series. Buescher, con il truck #31 sponsorizzato da Wolfpack Rentals ha conquistato la sua prima partenza al palo ed è stato l’unico a sfondare il muro delle 179 miglia orarie di media, precedendo Joey Coulter, Austin Dillon, Steve Arpin, Johnny Sauter, Parker Kligerman, Brian Ickler, Todd Bodine, Ricky Carmichael e Nelson Piquet Jr.

Papis ventunesimo ma fiducioso – Il pilota italiano Max Papis scatterà dalla ventunesima posizione per la gara in notturna in Texas, ma attraverso Twitter si è detto fiducioso per la gara, perché si aspetta temperature molto più basse rispetto a quelle della prove libere, svoltesi in pieno giorno.

Bowyer taglia il traguardo per primo sulla pista di casa, Credit: Jamie Squire/Getty Images for NASCAR

Camping World – Bowyer profeta in patria

Clint Bowyer, nativo di Emporia, Kansas, 87 miglia di distanza dallo Speedway, ha colto il suo primo successo casalingo nella Camping World Truck Series alla guida del truck Chevrolet #2 del Kevin Harvick Inc., dominando letteralmente la gara e precedendo sotto la bandiera a scacchi Johnny Sauter, Todd Bodine e James Buescher.

Al quinto posto ha chiuso il truck #22 di Joey Coulter, dopo una splendida battaglia negli ultimi dieci giri con Kyle Busch,giunto poi sesto, che li ha visti affiancati per diversi giri. Coulter ha poi prevalso all’ultimo giro. Brendan Gaughan, Nelson Piquet Jr., Brad Sweet eTravis Kvapil Hannover completato la top-10.

Il nostro Max Papis, autore di un’ottima strategia nelle fasi iniziali di gara, che gli aveva consentito di transitare nelle zone alte della classifica, ha poi perso terreno in un paio di restart ed é rimasto coinvolto in un incidente con Shane Sieg, che lo ha relegato in ventiduesima posizione finale. Papis ha dato una bussatina al posteriore del Silverado #93 in fase di sorpasso e Sieg ha restituito il favore in modo maldestro al giro successivo, mandando a muro se stesso e il Tundra #9 di Max.

La classifica vede Sauter ampliare a 12 punti il proprio margine su Whitt, quindicesimo in Kansas, e a 30 quello su Dillon, dodicesimo ieri.

Nel dopo-gara sono scoppiate scintille tra Richard Childress e l’immancabile Kyle Busch. Secondo quanto riportato da Speed, Childress avrebbe aggredito con un pugno al volto Busch, reo a suo dire di non aver rispettato un precedente “invito” a stare lontano dalle vetture del suo team, andando a tamponare Coulter nel giro successivo alla bandiera a scacchi. Busch avrebbe invece inteso la toccata come un “complimento” per il bel duello precedente. La faccenda é attualmente sotto inchiesta da parte dei commissari. Di parola il vecchio Richard, eh?

Allgaier parcheggia immediatamente dopo la vittoria, Credit: Jonathan Daniel/Getty Images for NASCAR

Nationwide – Allgaier passa Edwards all’ultimo giro

A Chicago invece è andata in scen la STP 300, quattordicesima prova del calendario della Nationwide Series. La gara è stata combattutissima e caratterizzata da lunghi run in verde, con l’ultimo restarst dato a 57 giri dalla fine, e si è risolta a favore di Justin Allgaier, davanti a Carl Edwards, in modo a dir poco rocambolesco, con il secondo che finiva la benzina lungo il backstretch dell’ultima tornata e Allgaier che, scavalcato Edwards, finiva immediatamente anch’egli il carburante. Entrambi sono arrivati per forza d’inerzia sotto la bandiera a scacchi, che ha segnato la seconda affermazione in carriera nella Nationwide Series per il ventiquattrenne dell’Illinois, vincitore sul tracciato di casa come Clint Bowyer. Al terzo posto si è piazzato il rientrante Trevor Bayne, che si è rammaricato di non aver cominciato a spingere prima nel finale. Il leader della classifca, Elliot Sadler, dopo essere stato in corsa per la vittoria negli ultimi 50 giri e aver dato luogo a una lotta serrata con Carl Edwards, si è dovuto fermare per un problema alla ruota anteriore destra a 7 giri dal termine, rimediando un undicesimo posto che gli è costato la leadership della generale. (altro…)

Harvick festeggia l'ennesimo successo da "The Closer", ustin Edmonds/Getty Images for NASCAR

Kevin Harvick tiene fede al suo soprannome anche a Charlotte, conquistando in extremis la Coca Cola 600, che passerà alla storia come la gara NASCAR più lunga i sempre, grazie al finale in regime di green-white-checkered che ha aggiunto due giri ai 400 canonici. “The Closer” ha acciuffato la terza vittoria stagionale scavalcando sul rettilineo finale Dale Earnhardt Jr., rimasto a secco proprio all’ultima curva dell’ultimo giro e mai così vicino a interrompere una striscia negativa che invece sale a 105 gare. Per il portacolori del Richard Childress Racing si tratta di un risultato ottenuto ancora una volta in una situazione sfavorevole, conducendo soltanto due giri al comando sui 400 complessivi.

La 600 miglia del North Carolina si è svolta con una prima parte dominata principalmente da Edwards e Kenseth, con l’inserimento per una ventina di giri di un Denny Hamlin consistente. Intorno al giro è cominciata una sequenza di 7 gialle (14 quelle totali) piuttosto ravvicinate, che ha impedito al lotto dei concorrenti di sgranarsi fino al giro 310. Da quel momento la risalita delle Ford, quelle di Kenseth e Biffle soprattutto, è stata inesorabile e ha trovato opposizione soprattutto in Jeff Gordon e Kasey Kahne. Al giro 344 la gialla causata da Kyle Busch ha mandato tutti ai box per quella che poteva essere l’ultima sosta della serata, sebbene un po’ stiracchiata dal punto di vista dei consumi, e la gara è ripartita con Gordon a condurre, scavalcato subito da Biffle. La Ford #16 del Roush Fenway Racing è rimasta al comando fino alle battute finale, quando in molti hanno risentito proprio dei consumi e sono stati costretti a fermarsi per un rabbocco.

Newman, Martin e Gilliland messi KO da un incidente al giro 301, Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

A quel punto, quattro giri dalla bandiera a scacchi, è arrivata provvidenziale una gialla causata dal cedimento del motore della #48 di Jimmie Johnson, che stava rimontando dopo una penalità rimediata ai box, che ha messo le basi per un finale in green-white-checkered. Kahne, Hamlin, Earnhardt e Harvick non sono rientrati ai box, scommettendo in pratica su un unico tentativo di finire la corsa, e hanno cercato in ogni modo di risparmiare benzina. Harvick ha addirittura trovato l’aiuto del compagno di team Paul Menard, che lo ha spinto, in regime di gialla, per consentirgli di spegnere il motore e risparmiare un minimo di benzina.

La mossa si è rivelata determinante, perché i rallenamenti avvenuti al restart hanno causato il caos nelle retrovie del gruppo, caos di cui ha fatto le spese soprattutto Jeff Burton, ma non l’uscita di un’altra bandiera gialla.

Dale Earnhardt Jr. sembrava involato, tra le grida del pubblico, a cogliere la vittoria, quando è rimasto a secco in curva 4. Harvick ne ha approfittato per piombare per primo sotto la bandiera a scacchi, seguito da Ragan, dal redivivo Joey Logano, da Kurt Busch e da un ottimo AJ Allmendinger. Ambrose, Earnhardt, Smith, Reutimann ed Hamlin hanno completato la top-10

In classifica Carl Edwards conserva 36 lunghezze di vantaggio su Harvick, che ha scavalcato Johnson al secondo posto. Al quarto posto resta Dale Jr, mentre scende di due posizioni Kyle Busch, ora quinto, seguito da Kenseth, Bowyer, Stewart e Newman. Si accorcia la classifca fuori dalla top-10, con Biffle a soli 10 punti dalla zona Chase ed Hamlin 4 punti più indietro.

Pit stop per la crew della #29 a Charlotte, ohn Harrelson/Getty Images for NASCAR

Cosa abbiamo visto a Charlotte

Richard Childress Racing – per quel bicchiere di benzina che gli ha consentito di scavalcare Dale Earnhardt Jr. nel finale, Kevin Harvick deve ringraziare soprattutto Paul Menard, che lo ha spinto in regime di bandiera gialla, mentre la #29 restava a motore spento, quel tanto che è bastato da concretizzare un vantaggio determinante. Anche questo è lavoro di squadra.

Dale Earnhardt Jr – convincente dal primo all’ultimo metro, l’uomo di Kannapolis è andato vicinissimo a cogliere quel successo che gli manca dal 2008. Lui e Steve Letarte possono comunque essere soddisfatti della forma mostrata e sperare di spezzare la maledizione quanto prima. Jr. occupa stabilmente la quarta posizione in classifica, ma una vittoria contribuirebbe non poco a mettere in cassaforte un posto nella Chase per la #88. Dale sapeva che si trattava di un tentativo alla “o la va o la spacca”, tanto che ha dichiarato di essere stato fortunato a rimediare una settima piazza perché la benzina sarebbe dovuta finire un paio di giri prima. La sconfitta brucerà anche meno ma è necessario continuare a remare. (altro…)

Burton sulla Chevrolet CAT, fonte nascarmedia.com

Burton e Caterpillar rinnovano con RCR – Il team Richard Childress Racing ha raggiunto un accordo di rinnovo contrattuale sia con lo sponsor Caterpillar che con Jeff Burton. Il pilota della Virginia guiderà anche nei prossimi anni la Chevrolet #31 sponsorizzata dall’azienda produttrice di veicoli da lavoro, presente sulle carene del team RCR dal 2009. Il debutto di Burton in seno al team risale invece al 2004. Il mercato piloti sembra essersi spostato curiosamente all’inizio della stagione.

Annunciati i candidati alla Hall of Fame per il 2012 – Terza tornata di candidati per l’introduzione nella Hall of Fame della NASCAR. Come di consueto dalla lista verranno scelti 5 nomi, che entreranno nell’olimpo delle corse per stock-car americane. Il voto sarà affidato ad un comitato di 54 tra giornalisti, rappresentanti delle case automobilistiche, addetti ai lavori ritirati e  proprietari di piste, con l’aggiunta di cinquantacinquesimo voto, scaturito da un sondaggio tra i fans sul web. Ecco i 25 candidati:

  • Buck Baker, primo pilota a vincere 2 titoli consecutivi nella massima serie, nel 1956-57
  • Red Byron,primo campione, nel 1949, di quella che oggi è la Sprint Cup
  • Richard Childress, indici volte vincitore della classifica riservata agli owners nelle tre maggiori serie sanzionate dalla NASCAR
  • Jerry Cook, sei volte campione della categoria Modified
  • H. Clay Earles, fondatore del Martinsville Speedway
  • Richie Evans, nove volte campione della categoria Modified
  • Tim Flock, due volte campione della massima categoria NASCAR, oggi nota come Sprint Cup
  • Rick Hendrick, 13 volte vincitore della classifica owners nell tre maggiori categorie della NASCAR
  • Jack Ingram, due volte campione dell’allora Busch series, oggi denominata Nationwide
  • Dale Inman, crew-chief otto volte campione dell’attuale Sprint Cupeight-time
  • Bobby Isaac, campione della massima serie nel 1970
  • Fred Lorenzen, 26 vittorie nella top-class, tra cui la Daytona 500 e la World 600
  • Cotton Owens, pilota-proprietario, vincitore della classifica per gli owners del 1966 con David Paerson
  • Raymond Parks, vincitore della prima classifica per gli owners
  • Benny Parsons, campione della massima categoria NASCAR del 1973
  • Les Richter, ex dirigente NASCAR;  ex presidente del Riverside International Raceway
  • Fireball Roberts, vincitore di 33 gare NASCAR tra cui, nel 1962, la Daytona 500
  • T. Wayne Robertson, vice-presidente dello storico sponsor tabaccaio Winston, title sponsor della massima categoria dal 1972 al 2003
  • Herb Thomas, primo bi-campione della top-division NASCAR, nel 1951 e nel 1953
  • Curtis Turner, una delle prime stelle delle stock-cars, fondatore del Charlotte Motor Speedway e, tra le altre cose, unico vincitore di due gare consecutive partendo dalla pole e conducendo tutti i giri in testa, nel 1950
  • Darrell Waltrip, 84 vittorie e tre titoli in quella che oggi è la Sprint Cup. Attuale “voce” della NASCAR su Fox
  • Joe Weatherly, due volte campione della massima categoria NASCAR
  • Glen Wood, fondatore, con i fratelli, del team Wood Brothers
  • Leonard Wood, co-proprietario ed ex crew-chief del team Wood Brothers. L’inventore del moderno pit-stop, aveva compreso per primo quanto fosse importante perdere meno tempo possibile ai box
  • Cale Yarborough, tre titoli consecutivi nella massima serie, tra il 1976 e il 1978

I selezionati per la Hall of Fame verranno annunciati il 14 giugno a Charlotte, NC, mentre il 23 maggio farà il suo ingresso nella Hall of Fame la classe del 2011, composta da David Pearson, Bobby Allison, Ned Jarrett, Lee Petty, e Bud Moore.

Edwards ancora al centro del mercato – Rinnovato per tre anni il contratto con greg Biffle, ora Jack Roush è concentrato sul trattenere nel suo team il principale pilota con contratto in scadenza: il capolista Carl Edwards. Roush si è detto fiducioso di poter raggiungere un accordo entro i mesi estivi, mentre il pilota del Missouri sta valutando le alternative possibili. Ha recentemente visitato il team Joe Gibbs, che potrebbe essere interessato a schierare una quarta auto per accogliere Edwards, ma le voci più insistenti lo vedono rinnovare con il team RFR. (altro…)

Stp sulla livrea della Dodge di Richard Petty nel 1972

STP – Il leggendario marchi STP è di ritorno nella Sprint Cup, dopo un’assenza che durava dal 2006. La nota azienda produttrice di lubrificanti per auto sarà, nei prossimi anni, title-sponsor di diverse gare del calendario della Nationwide Series e della massima categoria, la Sprint Cup, a cominciare dalla STP 400 del 5 giugno, in Kansas. Sarà inoltre presente sulla carrozzeria della Ford #43 del Richard Petty Motorsport, pilotata da A.J. Allmendinger. The King è legato all’azienda del Missouri fin dal 1972, quando per primo portò in pista il Petty Blue associato al Day-Glo Red, rendendo l’abbinamento inconfondibile a suon di vittorie. La storica livrea di Petty tornerà sull’auto di Allmendinger proprio a partire dalla gara del 5 giugno sul Kansas Speedway.

Il contratto di Biffle – il quarantunenne pilota della Ford #16 sarebbe sul punto di annunciare il prolungamento del suo contratto con il Roush Fenway Racing, probabilmente già in occasione della gara di Talladega. L’accordo fra le parti, a detta del pilota, era certo al 90% già all’inizio di Aprile e i termini raggiunti non sono per il momento noti, ma anche lo sponsor storico di Biffle, 3M, dovrebbe prolungare per altri 3 anni.

Vickers e il futuro – il 2012 è piuttosto incerto per Brian Vickers, almeno per ora. Il pilota della Carolina del Nord, rientrato a tempo pieno al volante della Toyota #83 del team Red Bull dopo un 2010 trascorso in gran parte a curarsi per rimuovere dei coaguli di sangue che hanno rischiato di porre fine alla sua carriera, non ha ancora rinnovato il suo contratto. Brian si è detto felice del suo rapporto con i bibitari austriaci,aggiungendo che si sente in perfetta sintonia col marchio e che ,per il momento, è concentrato al massimo sul riportare alla vittoria il team. Sulla scelta di Vickers potrebbe influire in qualche modo anche l’identità del pilota destinato a sostituire Kasey Kahne sulla Camry #4 nel 2012, quando il ventinovenne di Enumclaw farà vela verso l’Hendrick Motorsport.

Prossima fermata Talladega, Alabama

Il Talladega Superspeedway è un gigante adagiato nelle campagne dell’Alabama, costruito negli anni 60 (prima gara nel 1969) dove sorgeva un vecchio aeroporto abbandonato, per volere della famiglia France, intenzionata a realizzare qualcosa di ancor più impressionante di Daytona. Obiettivo decisamente centrato:  2.66 miglia di lunghezza, con banking di 33 gradi nelle curve e una sede stradale che consente di affiancare “comodamente” anche quattro vetture non possono portare altro che guai… e tifosi in delirio.

La pista è sede da sempre di gare spettacolari, sul filo delle 200 miglia orarie, decise da millimetri o da spettacolari incidenti, come quello generato nell’aprile del 2009 dal contatto tra Brad Keselowski e Carl Edwards a pochi metri dal traguardo, con l’auto di quest’ultimo che decollava per finire nelle reti di contenimento.

Azzardare pronostici a Talladega è da pazzi, ma possiamo provare a individuare alcuni punti fermi.

Ci saranno moltissimi cambi al vertice: il record, stabilito nel 2010, è addirittura di 88 e ha visto coinvolti la bellezza di 29 piloti. Anche se il record non dovesse cadere, sarà comunque una gara davvero apertissima. Può vincere chiunque, specie se consideriamo che solo 13 corse su 83 sono state vinte dalla pole position, l’ultima delle quali nel 2007 a opera di Jeff Gordon.

anche a Talladega sarà il gioco delle coppie a farla da padrone, fonte nascarmedia.com

Ci saranno i tandem: come già visto a Daytona, per andar forte i piloti dovranno cercarsi un partner, perché due auto incollate, paraurti contro paraurti, sono nettamente più veloci del gruppo. I piloti cominciano a dimostrarsi meno entusiasti di questo modo di correre, poiché preferirebbero fare affidamento solo sulle proprie capacità di giudizio, piuttosto che mettersi nelle mani di chi li spinge. L’asfalto un po’ più vecchio del superspeedway dell’Alabama, riasfaltato nel 2006, potrebbe creare qualche problema in più ai concorrenti, magari impedendo che si veda fin dal primo giro il balletto delle coppie. Alcune polemiche stanno affiorando anche in merito alle comunicazioni via radio, dato che si è diffusa la pratica di mettere in contatto tutti con tutti (o quasi), per poter meglio coordinare il bump-drafting. Jeff Gordon, per esempio, vorrebbe limitare l’accesso al proprio canale per potersi meglio concentrare sulla gestione della gara col proprio crew chief.

Ci saranno restrictor plates ancora più piccoli: un sessantaquattresimo di pollice in meno rispetto alla 500 miglia di Daytona di febbraio. La cosa non dovrebbe comportare alcun problema e ridurre in modo molto leggero le velocità, che potrebbero attestarsi al massimo intorno alle 197 miglia orarie.

Talladega potrebbe essere considerata una depandance di casa Earnhardt. Dale Sr. è stato il pilota più vincente in assoluto in Alabama, con 10 successi, seguito da Jeff Gordon, il miglior pilota in attività con 6 affermazioni, e da Dale Jr., fermo a quota 5. Proprio Junior potrebbe essere un serissimo candidato alla vittoria di domenica, poiché ha il secondo miglior driver rating (dietro ad Hamlin) e ha condotto almeno un giro in testa in 20 delle sue 22 presenze in Alabama. Il pilota di Kannapolis si sente anche particolarmente in dovere di ben figurare davanti ai suoi tifosi, che accorrono sempre in gran numero quando la Sprint Cup fa tappa sul circuito di Talladega. Una vittoria della Chevrolet #88 del team Hendrick fermerebbe a quota 100 la striscia di gare senza vittorie di Dale Earnhardt Jr.

Un altro pilota senza dubbio a suo agio sui superspeedway è Kevin Harvick, che proprio qui, nel 2010, ha interrotto la sua personale sequenza di 112 gare lontano dalla victory lane. Oltre ad Harvick, tutto il team di Richard Childress (11 vittorie a Talladega, migliori in assoluto, seguiti dal team Hendrick con 10) dovrebbe mettersi in evidenza, dopo aver collezionato i primi posti in entrambe le gare dell’anno scorso, con la #29 in primavera e con la #33 di Bowyer in autunno. Potrebbe invece essere una giornata in cui giocare in difesa per il Roush Fenway Racing, per cui quella dell’Alabama è una delle peggiori piste in assoluto, ma non ci scommetterei, viste le prestazioni riscontrate a Daytona. A tal proposito siamo curiosi di vedere come se la caverà il vincitore della Great American Race, Trevor Bayne, in leggera crescita dall’ultimo appuntamento in Texas.

Tra i piloti quasi all’ultima spiaggia, come Logano, Burton e McMurray, potrebbe ben figurare soprattutto McMurray, in grande spolvero nel 2010 con i restrictor plates, ma nemmeno Joey Logano ha brutte carte ed entrambi potrebbero sfruttare la “wild card” rappresentata da Talladega per rientrare clamorosamente nei giochi con una vittoria, sempre ammesso che non cedano al nervosismo e non vengano coinvolti nell’immancabile “Big One”, ovvero l’incidente di massa che molti spettatori aspettano con ansia ogni volta che si accendono i motori da queste parti.

il cielo minaccioso di venerdì a Talladega

A questo punto non ci resta che augurarci che il rischio uragano, ventilato per venerdì e sabato, non si concretizzi e che la gara possa svolgersi regolarmente, per quanto regolare possa essere una gara sul Talladega Superspeedway.

Stay tuned!


Kenseth festeggia il ritorno al successo dopo 76 gare, fonte nascarmedia.com

Questa volta è Mattew Roy “Matt” Kenseth, trentanovenne del Wisconsin, campione Sprint Cup nel 2003 con una sola vittoria in stagione, a indossare il cappellone da cowboy e a puntare le pistole al cielo di Fort Worth. Il primo appuntamento del 2011 sulla pista texana ha premiato il suo ritmo, irraggiungibile per tutti gli altri, al termine di una gara segnata da appena 5 bandiere gialle e lunghi stint in verde, in cui le uniche insidie per la Ford #17 del Roush Fenway Racing sono venute dagli azzardi strategici di Kurt Busch e Tony Stewart, che hanno provato a sfruttare ogni goccia di carburante e una differente sequenza di pit-stops per tentare il colpaccio.

Sia la #22 che la #14 sono rimaste però a corto di carburante: Kurt Busch si è dovuto fermare per un rabbocco a 14 giri dal termine, restituendo la leadership della gara a Kenseth, mentre Tony Stewart ha finito la benzina all’ultimo giro, transitando sotto la bandiera a scacchi in dodicesima posizione, ultimo pilota a pieni giri. Le sue speranze, però, si erano già infrante in occasione della sua ultima sosta, quando è stato penalizzato per eccesso di velocità ai box, vanificando ogni vantaggio.

In testa per 169 giri su 334 (più di quanti ne abbia condotti nell’intera stagione 2010), Kenseth ha interrotto una striscia che lo vedeva assente dalla victory lane da 76 gare consecutive e ci ha anche scherzato su, chiedendo dove doveva parcheggiare la macchina per i festeggiamenti, dato che non se lo ricordava più. A detta del vincitore, poter stare davanti e usufruire di un flusso d’aria pulito è stato fondamentale per portare a casa la corsa. Come osservato già in altre occasioni ultimamente, quando un pilota si trova a viaggiare nel traffico, anche se è il più veloce in assoluto, incontra parecchie difficoltà a sopravanzare chi lo precede, mentre chi viaggia davanti, con aria “pulita”, riesce a gestire meglio le gomme e il setup in generale e a prendere un certo margine di vantaggio.

Tutto il Roush Fenway Racing è stato, come ci si aspettava, in forma smagliante, con Carl Edwards sull’ultimo gradino del podio, risollevatosi dopo una prestazione opaca a Martinsville, seguito dall’altro compagno di squadra Greg Biffle. Settima la quarta Ford del team, quella di David Ragan, anch’egli in crescita negli ultimi appuntamenti. Restando alle Ford, non sono andate male nemmeno quelle del Richard Petty Motorsport, con Marcos Ambrose buon sesto. (altro…)