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credits: Getty Images For NASCAR

Jimmie Johnson ha sfoderato una prestazione dominante a Darlington, imponendosi nell’11esima prova della Sprint Cup e marcando la 200esima vittoria per l’Hendrick Motorsports.

Il pilota della Chevrolet Impala #48 ha interrotto un digiuno che durava dal’ottobre del 2011, liquidando in restart, in regime di green-white-checkered, la minaccia di un arrembante Tony Stewart e di un consistente Denny Hamlin, nonostante la preoccupazione per la quantità di benzina rimasta nel serbatoio, ed ha colto il suo secondo alloro a Darlington, il 56esimo in carriera su 374 presenze in Sprint Cup, tutte con lo squadrone di Rick Hendrick. (altro…)

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credits: getty Images for NASCAR

Al Kansas Speedway va in scena un’altro test su avale da 1,5 miglia, in cui i grandi favoriti sono nuovamente Jimmie Johnson e Greg Biffle e sarà interessante capire se Tony Stewart avrà risolto i problemi riscontrati in Texas.

La partenza della STP 400 è fissata per le 19 italiane di domenica e i piloti dovranno percorrere una distanza di 400,5 miglia, pari a 267 giri.

IL CIRCUITO

Il Kansas Speedway, sede dell’ottava tappa della Sprint Cup 2012, sorge una quindicina di miglia a ovest di Kansas City, città divisa tra lo stato in cui Wyatt Earp forgiò la sua reputazione e il Missouri.

Costruito a partire dal 1999 ad opera della Turner Construction, su progetto della HNTB (stessa firma del Chicagoland Speedway, tracciato dalle caratteristiche molto simili), questo ovale da 1,5 miglia ha la classica forma a D del “Cookie Cutter”, lo stampino per i biscotti. Le curve hanno un’inclinazione di 15 gradi. Il rettilineo principale, in pratica una semicurva lunga 2685 piedi, è inclinato di 10,4 gradi, mentre il backstretch, anch’esso leggermente curvo, ha un banking di 5 gradi e una lunghezza di 2207 piedi. (altro…)

Jeff Bottari/Getty Images for NASCAR

A partire dalla gara di Talladega del 6 maggio prossimo, la NASCAR introdurrà un nuovo template per la verifica dei montanti posteriori delle vetture, in modo da evitare vicende analoghe a quelle che hanno visto coinvolto il team Hendrick e la vettura di Jimmie Johnson. (altro…)

Streeter Lecka/Getty Images

Il National Stock Car Racing Panel ha confermato le penalità e le sanzioni pecuniarie inflitte dai commissari all’indomani della 500 miglia di Daytona a Jimmie Johnson, Chad Knaus e al team della Chevrolet #48.

Il comitato, composto da John Capels, Leo Mehl e Dale Pinills, si è riunito  presso l’R&D Center della NASCAR, a Concord, North Carolina, mentre una discreto numero di fans e giornalisti si assiepavano al di fuori della struttura, in attesa dell’esito dell’appello.  (altro…)

Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Prossimi appuntamenti

Sprint Cup – Good Sam RV Insurance 500 @ Pocono Raceway, domenica 7 agosto dalle 19:00 ora italiana

Nationwide Series – U.S. Cellular 250 @ Iowa Speedway, Domenica 7 agosto dalla 1:30 ora italiana

Camping World Truck Series – Good Sam RV Emergency Road Service 125 @ Pocono Raceway, sabato 6 agosto dalle 19:00 ora italiana

Sprint Cup news

Carl Edwards rinnova con il Roush Fenway Racing – alla fine Carl Edwards ha scelto, e ha scelto di restare al Roush Fenway Racing, siglando un accordo pluriennale che comincerà nel 2012. Ancora non si conoscono i dettagli precisi dell’accordo, ma Carl avrà probabilmente ottenuto un ingaggio milionario, consono ai risultati ottenuti e all’attuale situazione di classifica. Si parla non ufficialmente di qualcosa come 40 milioni di dollari in tre anni. Di sicuro Ford ha messo sul piatto un aiuto “pesante”, consistente, secondo quanto riporta Sirius-Speedway.com, in un programma di incentivi e in pacchetti di azioni Ford da attribuire alla scadenza del contratto. L’essere riusciti a trattenere il pilota di punta del team dovrebbe facilitare anche le altre operazioni che attendono Jack Roush, il quale deve ancora trovare accordi e sponsor per le vetture di Matt Kenseth e Dadi Ragan. Allo stesso tempo, accasato il pezzo da novanta del mercato, le attenzioni dei media si sposteranno principalmente su Clint Bowyer, Juan Pablo Montoya e Mark Martin, oltre che, naturalmente, su Dale Earnhardt Jr., della cui situazioni potrete leggere più in basso. “Apprezzo sinceramente la grande opportunità che Jack Roush mi ha dato in questo sport e sono onorato di correre per lui,” ha detto Carl Edwards. “Come organizzazione, il Roush Fenway Racing mi fornisce le risorse di cui necessito per vincere, e come pilota, questa è la cosa più importante. Stiamo avendo una stagione divertente in pista visto che siamo in testa alla classifica e siamo in ottima posizione per la Chase. Questo è il risultato di un sacco di duro lavoro degli uomini e delle donne del Roush Fenway, di Ford Motor Company e di Roush Yates Engines. Mi diverto molto a lavorare con queste persone e mi aspetto di continuare questa relazione in futuro.” (altro…)

Prossimi appuntamenti

Sprint Cup: Brickyard 400 @ Indianapolis Motor Speedway, domenica 31 luglio dalle 19 ora italiana

Nationwide Series: Kroger 200 @ Lucas Oil Raceway a Indianapolis, domenica 31 luglio dalle 1:30 ora italiana

Camping World Truck Series: AAA Insurance 200 @ Lucas Oil Raceway a Indianapolis, sabato 30 luglio dalle 1:30 ora italiana

la splendida vista dell'Indianapolis Motor Speedway nel pre-gara

Sprint Cup News

Scarsa la vendita di biglietti per Indianapolis? – TharsRacin e l’Observer riportano voci secondo cui la vendita dei biglietti per la Brickyard 400 di Indianapolis proseguirebbero lungo il trend negativo imboccato negli ultimi anni, soprattutto dopo i gravi problemi avuti con le gomme Goodyear nel 2008. L’amministratore delegato dell’Indianapolis Motor Speedway, Jeff Belskus, si aspetta invece un numero di spettatori simile a quello dello scorso anno, più di centomila, nonostante la chiusura di 5 settori delle tribune. Buelskus ha sostenuto inoltre che le vendite sarebbero migliorate nel corso dell’ultimo mese.

Cambio di crew chief anche per Jeff Burton – non è un caso che i cambi di crew chief stiano avvenendo proprio in quei teams che più necessitano di risultati in questa fase finale della regular season, ed è giunta la notizia di un cambio di responsabile anche per il team della Chevrolet #31, pilotata da Jeff Burton. Burton e lo sponsor Caterpillar hanno appena rinnovato i propri contratti con il Richard Childress Racing e a fare le spese delle scarse prestazioni della vettura in questa stagione è stato Todd Barrier, al timone del team dal 2009. Barrier sarà rimpiazzato da Luke Lambert, già ingegnere del team fin dal 2008. “Todd è stato una parte importante dei successi del Richard Childress Racing per molti anni,” ha detto lo stesso Childress. “E’ ancora un nostro dipendente sotto contratto e il suo ruolo in RCR verrà definito a breve termine. Luke sarà il crew chief ad interim fino ad ulteriori comunicazioni. Ha una buona dose dei requisiti richiesti per il lavoro e una solida comunicazione con Jeff, quindi siamo fiduciosi che farà un ottimo lavoro.” (altro…)

Busch festeggia la vittoria a Richmond, fonte nascarmedia.com

Kyle Busch è stato semplicemente inarrestabile: un gradino sopra al suo compagno di team, Denny Hamlin, e almeno un paio sopra a tutti gli altri. Soltanto nove vetture a pieni giri sono il segno inequivocabile del dominio imposto dal portacolori del Joe Gibbs Racing in Virginia, specie se si considera che nel finale entrambe le Toyota al comando hanno leggermente calato il ritmo per evitare problemi di consumo di carburante.

Il pilota di Las Vegas ha portato a 3 vittorie, le ultime tre gare primaverili, il suo bottino personale sull’ovale di Richmond, innalzando quello della squadra a 5 successi negli ultimi cinque appuntamenti sull’ovale della Virginia.

Nonostante la perentoria affermazione della #18 in librea blu, partita dalla ventesima posizione, la gara di Richmond non ha tradito le attese, offrendo sorpassi al limite, duelli a colpi di sportellate, qualche vendetta in pista e coloriti momenti radiofonici.

Dalla Pole è scattato Juan Pablo Montoya, che ha condotto per 25 giri, per poi cedere la prima posizione, prima a Clint Bowyer, per 17 giri, e poi a Kasey Kahne per  28 tornate, prima che le punte del Joe Gibbs Racing salissero in cattedra. Denny Hamlin è stato il primo a passare in testa, seguito dal compagno di squadra Busch, che ha dato luogo ad un monologo da oltre 120 giri, interrotto solo da un breve lampo di Jeff Gordon, apparso l’unico del team Hendrick in grado battagliare nelle posizioni nobili della classifica.

Mentre la prima metà di gara è stata interrotta soltanto da 2 bandiere gialle, entrambe per detriti sulla pista, dal giro 200 in poi si sono susseguiti incidenti ravvicinati, che hanno messo in gioco anche strategie basate sul consumo di carburante e sul cambio di due sole gomme durante i pit-stop, col fine di guadagnare posizioni in pista. Le uscite della pace-car sono state 8 in totale, pari a 60 giri in regime di bandiera gialla.

Newman spedito a muro da Montoya, fonte nascarmedia.com

Al giro 238 Montoya ha mandato in testacoda Ryan Newman, vendicando platealmente un colpo subito dalla #39 in  precedenza, mentre al giro 291, causa un contatto tra Keselowski e Vickers, alcuni piloti, tra cui Edwards, Burton e Earnhardt Jr. hanno deciso di non fermarsi ai box, sfalsando le proprie soste rispetto al gruppo.

Al giro 301 invece è stato il turno di un incidente che ha coinvolto la bellezza di 9 auto e a posto fine alle speranze, tra gli altri, di Gordon, Martin, Kenseth e Kurt Busch. Il tutto è scaturito da una fase molto concitata di gara, in cui la #24 si è trovata a viaggiare al centro di un gruppo di auto, quando la #33 ha toccato la #17, che si trovava all’interno, mandandola a sua volta contro la Chevrolet di Wonder Boy. Gordon è finito duramente contro il muretto interno, dove tra l’altro non sono presenti barriere SAFER, rimediando una bella botta, fortunatamente senza conseguenze fisiche.

Da quel momento, in testa si sono alternati Carl Edwards e Jeff Burton, cercando di raccogliere i frutti della propria strategia, ma la festa è durata poco, perché nei restart Kyle Busch si è dimostrato inarrestabile e ha sfruttato al massimo la linea esterna per riportarsi al comando al giro 317 e non mollarlo più per tutte le tornate successive. La #18 ha progressivamente distanziato tutti quanti, anche in fase di doppiaggio, lasciando solo Hamlin e Kahne a distanze “sopportabili”. (altro…)

Kenseth festeggia il ritorno al successo dopo 76 gare, fonte nascarmedia.com

Questa volta è Mattew Roy “Matt” Kenseth, trentanovenne del Wisconsin, campione Sprint Cup nel 2003 con una sola vittoria in stagione, a indossare il cappellone da cowboy e a puntare le pistole al cielo di Fort Worth. Il primo appuntamento del 2011 sulla pista texana ha premiato il suo ritmo, irraggiungibile per tutti gli altri, al termine di una gara segnata da appena 5 bandiere gialle e lunghi stint in verde, in cui le uniche insidie per la Ford #17 del Roush Fenway Racing sono venute dagli azzardi strategici di Kurt Busch e Tony Stewart, che hanno provato a sfruttare ogni goccia di carburante e una differente sequenza di pit-stops per tentare il colpaccio.

Sia la #22 che la #14 sono rimaste però a corto di carburante: Kurt Busch si è dovuto fermare per un rabbocco a 14 giri dal termine, restituendo la leadership della gara a Kenseth, mentre Tony Stewart ha finito la benzina all’ultimo giro, transitando sotto la bandiera a scacchi in dodicesima posizione, ultimo pilota a pieni giri. Le sue speranze, però, si erano già infrante in occasione della sua ultima sosta, quando è stato penalizzato per eccesso di velocità ai box, vanificando ogni vantaggio.

In testa per 169 giri su 334 (più di quanti ne abbia condotti nell’intera stagione 2010), Kenseth ha interrotto una striscia che lo vedeva assente dalla victory lane da 76 gare consecutive e ci ha anche scherzato su, chiedendo dove doveva parcheggiare la macchina per i festeggiamenti, dato che non se lo ricordava più. A detta del vincitore, poter stare davanti e usufruire di un flusso d’aria pulito è stato fondamentale per portare a casa la corsa. Come osservato già in altre occasioni ultimamente, quando un pilota si trova a viaggiare nel traffico, anche se è il più veloce in assoluto, incontra parecchie difficoltà a sopravanzare chi lo precede, mentre chi viaggia davanti, con aria “pulita”, riesce a gestire meglio le gomme e il setup in generale e a prendere un certo margine di vantaggio.

Tutto il Roush Fenway Racing è stato, come ci si aspettava, in forma smagliante, con Carl Edwards sull’ultimo gradino del podio, risollevatosi dopo una prestazione opaca a Martinsville, seguito dall’altro compagno di squadra Greg Biffle. Settima la quarta Ford del team, quella di David Ragan, anch’egli in crescita negli ultimi appuntamenti. Restando alle Ford, non sono andate male nemmeno quelle del Richard Petty Motorsport, con Marcos Ambrose buon sesto. (altro…)

Dale Jr. in posa con la Chevy #3 Wrangler con cui ha conseguito l'unica vittoria del 2010, fonte finallapradio.com

Potrebbe stufarsi perfino un mastino come Rick Hendrick di concedere occasioni a Dale Jr. Alla fine del  2007 Hendrick si era sbarazzato senza troppi complimenti delle inteperanze di Kyle Bush (!) per far posto all’uomo di Kannapolis, in rotta con il team fondato dal padre. Kyle  era reduce da una stagione con la bellezza di 20 Top 10 e un quinto posto finale in classifica, ma non si era dimostrato all’altezza delle 10 vittorie della #48 di Johnson e delle 6 della #24 di Gordon.

Cominciata l’avventura con un posto nella chase nel 2008, Jr. è naufragato negli anni successivi, non riuscendo a tenere il passo dei suoi compagni di team, che nel frattempo dominavano in lungo e in largo. Per dire, nel 2009 i tre piloti del team di Concord, NC hanno occupato tutti e tre i gradini del podio del campionato mentre Earnhardt non è andato oltre il dodicesimo posto con appena 2 Top 5 come migliori risultati. (altro…)

Scherzavamo, insomma… ci si riproverà nel 2011 a spodestare Jimmie Johnson, Chad Knaus, Rick Hendrick e il team della Chevy #48.

Quello che è andato in scena ad Homestead Miami, domenica sera è stato un balletto continuo di possibilità e soluzioni, dal quale è emerso vincitore, guarda un po’, il pluricampione californiano, per la gioia dei suoi, abbastanza sparuti, tifosi e la rabbia di una schiera sterminata di detrattori, che gli attribuirebbero anche il diffondersi dell’influenza, nonché per la disperazione dei network televisivi, che vedono scendere i ratings delle loro trasmissioni, ovviamente senza domandarsi se sia colpa di Johnson o del loro prodotto.

Carl Edwards e Jimmie Johnson, fonte Nascar.com

C’è poco da complottare, basta chiedersi come mai la nascar dovrebbe favorire la #48 piuttosto che l’idolo delle folle Dale Jr. e soprattutto come mai dovrebbe penalizzare il proprio prodotto con una dominazione quinquennale che sembra far scappare i telespettatori. Si può discutere del’utilità di certe gialle per debris negli ultimi trenta giri, ma non le vedo sicuramente rivolte ad avvantaggiare un pilota piuttosto che l’altro, al massimo servono a ottenere finali di gara più emozionanti.

Per la cronaca la gara l’ha vinta Carl Edwards, che ha dominato in lungo e in largo per tutto il pomeriggio, assistito alla perfezione dalla sua Ford #99 e aiutato dai problemi meccanici di Martin Truex Jr., unico pilota a tenere il passo dell’alfiere del Roush Fenway Racing. 190 giri in testa su 267 a Miami e due vittorie nelle ultime due gare sono una promessa forte e chiara per il 2011ma Carl questa promessa l’aveva già fatta nel 2008, salvo poi naufragare con tutto il team. Lo aspettiamo di nuovo a Daytona, sperando che possa essere un candidato consistente alla vittoria finale. (altro…)