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Secondo post in tema NASCAR per Federico Floccari, che questa volta ci racconta le ultime notizie da Sprint Cup Series e Nationwide Series

Sprint Cup Series News

Stewart ha intenzione di correre la gara di Indianapolis della serie Grand Am: Il campione uscente della Sprint Cup Tony Stewart potrebbe aggiungere, alla sua già lunga lista di impegni estivi, un’altra serie motoristica. Stewart, ha dichiarato a FoxSports, durante il media day del Texas Motor Speedway, che si è tenuto Martedì, che non pensa di correre la gara Nationwide ad Indianapolis, in programma il 27 luglio perchè, invece, vorrebbe partecipare alla gara Grand-AM,  da quest’anno inserita insieme alla Nationwide Series nello stesso weekend della Brickyard 400. Stewart ha dichiarato: “Se riuscissi a fare qualcosa, mi piacerebbe correre la gara Grand-AM” ma contemporaneamente non nega che cederebbe il suo sedile in Nationwide ad un altro pilota che sogna di correre nel Circuito più famoso del mondo! (altro…)

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Matthew Stockman/Getty Images for NASCAR

Dodge ha reagito all’annuncio del Penske Racing, che ha deciso di schierare vetture Ford nel 2013, per bocca di Ralph Gilles, presidente e CEO del marcho SRT e di Dodge Motorsports.

“Dodge ha avuto una partnership ricca di successi con il Penske racing per 10 anni. E’ un rapporto che ha prodotto risultati in pista e fuori, per entrambe le parti. Roger ha preso la decisione di accettare l’offerta di un altro costruttore. Auguriamo a Roger e al Penske Racing grandi successi nel futuro” ha detto Gilles. “Siamo decisi a lavorare per competere con il Penske Racing al massimo livello in questa stagione, per vincere delle gare e lottare per il campionato”.  (altro…)

Matthew Stockman/Getty Images for NASCAR

Seconda parte della carrellata sui principali team che prenderanno parte alla Sprint Cup 2012 con programmi completi o parziali. Per chi volesse, qui trovate la prima parte della preview.

NEMCO Motorsports (Toyota) *

#87 Joe Nemechek – AM FM Energy LLC/?
#97 Bill Elliott – ??

Il veterano pilota/owner di Lakeland, Florida, ha disputato tutte e 36 le gare della Sprint Cup 2011 parcheggiando molto rapidamente la sua Toyota per incassare qualche migliaio di dollari da reinvestire nel programma della Nationwide Series, dove ha ottenuto un 14esimo posto nella generale con 1 top-5, e probabilmente farà la stessa cosa anche quest’anno. In occasione della 500 miglia di Daytona il team schiererà anche la vettura #97 per Bill Elliott. (altro…)

Jerry Markland/Getty Images for NASCAR

Mark Martin, al volante della Chevrolet Impala #5 dell’Hendrick Motorsports, ha messo a segno la 51esima pole in carriera, la seconda stagionale dopo quella di Daytona a luglio, percorrendo un giro del Talladega Superspeedway in 52.799 secondi, pari ad una media di 181.367 miglia orarie.  (altro…)

Credit: Photo by Jason Smith/Getty Images for NASCAR

Prima pole stagionale per Tony “Smoke” Stewart al Charlotte Motor Speedway. Il pilota della Chevrolet Impala #14 ha conquistato la pole position per la Bank of America 500, grazie ad un tempo di 28.131 secondi, pari a 191.959 miglia orarie, che gli ha consentito di battere per 6 millesimi di secondo il tempo stabilito da Matt Kenseth in una sessione di qualifica altrimenti dominata dalle Ford. (altro…)

Ryan Newman in qualifica a Loudon per la Sylvania 300

Credit: Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Ryan Newman partirà nuovamente davanti a tutti nella Sylvania 300, dopo qualifica che il pilota di south Bend, Indiana ha letteralmente dominato, scendendo in pista per ultimo e stabilendo il miglior crono in 28.213 secondi, pari a 135.002 miglia orarie di media.

Unico del gruppo a oltrepassare la barriera della 135 miglia, Newman ha preceduto Kasey Kahne per 5 centesimi, aggiudicandosi la terza pole stagionale, la sesta sul tracciato del New Hampshire, la 49esima un carriera su 360 presenze, un dato che lo colloca al nono posto di sempre, a pari merito con Bobby Isaac. (altro…)

Jared C. Tilton/Getty Images for NASCAR

Matt Kenseth si è aggiudicato la pole position per la prima gara della Chase For The Cup 2011, mettendo a segno un giro da 29.469 secondi, pari a 183.243 miglia orarie, sul Chicagoland Speedway. (altro…)

John Harrelson/Getty Images for NASCAR

Kasey Kahne si è aggiudicato la pole position per la Advocare 500, 25esimo appuntamento della Sprint Cup Series, che si svolgerà sul circuito di Atlanta, grazie ad un tempo di 29.775 secondi, pari ad una media di 186.196 miglia orarie.

Per Kahne si tratta della 22esima pole in carriera su 277 presenza, la seconda stagionale dopo quella ottenuta a Darlington nel mese di maggio, la seconda all’Atlanta Motor Speedway. (altro…)

Kurt Busch si è finalmente imposto, dopo un serie di buone prestazioni nelle ultime gare, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Visto lo stato di forma, per Kurt Busch era solo una questione di tempo. La prima vittoria per lui nel 2011, la numero 23 in carriera, è arrivata domenica all’Infineon Raceway di Sonoma, California, nel modo migliore, con un dominio totale: 76 giri in testa su 110, una strategia vincente e un passo a gomme usurate a cui nessuno è stato in grado di replicare.

Il pilota della Dodge #22 del Penske Racing è scattato dall’undicesima posizione ed ha rimontato subito, a suon di sorpassi, fino alla testa della corsa in appena 13 giri. Mentre tutti i rivali si fermavano per la loro prima sosta ai box, Busch ha proseguito, mostrando un ritmo inattaccabile, soprattuto a coperture usurate, cosa che gli ha permesso di gestire al meglio la strategia di gara, che lo vedeva inizialmente orientato a fare soltanto due soste, così come il compagno di team Brad Keselowski, contro le tre o quattro che avevano programmato i principali rivali.

Il campione 2004 dell’allora Nextel Cup ha abbandonato la leadership solo in occasione dei passaggi in pit-lane, presentandosi in prima posizione anche in occasione dell’ultimo restart, al giro 91, in occasione del quale ha guadagnato subito un margine di sicurezza su chi lo seguiva, tagliando il traguardo con oltre due secondi di vantaggio su Jeff Gordon, che ha sopravanzato un Carl Edwards molto calcolatore al tornante, durante l’ultimo giro. Entrambi hanno sfruttato una buona strategia, che li ha visti restare in pista con gomme usurate nel finale. per guadagnare quelle posizioni che avevano fatto fatica ad ottenere in pista e soprattutto il pilota della Ford #99 si è detto molto fortunato, visto il ritmo poco competitivo mostrato nelle libere, che lo aveva indotto a rinunciare alla gara di Road America della Nationwide Series.

Jeff Gordon ha agguantato la seconda piazza all'ultimo giro, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Al quarto posto ha chiuso un arrembante Clint Bowyer, che ha guadagnato 15 posizioni negli ultimi 19 giri, seguito da Marcos Ambrose e dal poleman Joey Logano. Alle loro spalle si sono piazzati un buon Jimmie Johnson, Martin Truex Jr, vittima di una toccata da parte di Denny Hamlin nelle fasi iniziali della gara che gli aveva fatto rivivere la delusione patita nel 2010. Kevin Harvick e Brad Keselowski hanno chiuso la top-10.

E’ stato uno di quei giorni incredibili in cui avevamo un piano e non l’abbiamo messo in discussione, pensare di arrivare al traguardo con due soste è stata una cosa molto ‘vecchia maniera’. Con il ritmo che calava bruscamente come abbiamo visto nelle libere, ci voleva una prestazione perfetta per essere sicuri che potessimo mantenere i nostri tempi durante il run in modo da farcela con due soste e non doverci preoccupare degli pneumatici oltre che della benzina” ha detto Kurth Busch in conferenza stampa “I ragazzi hanno fatto i calcoli alla grande, Risparmiare carburante è una cosa, ma avere la Shell sul cofano è un’altra. […] La macchina si è guidata da sola. Devo ringraziare tutti i miei ragazzi.”

In classifica generale, Carl Edwards torna ad allungare, portandosi a 25 punti di vantaggio su Kevin Harvick. Jimmie Johnson risale al terzo posto, a 33 lunghezze dalla vetta e Kurt Busch guadagna la bellezza di tre posizioni, attestandosi un punto dietro al cinque volte campione, al quarto posto, davanti a Kyle Busch, undicesimo a Sears point e Matt Kenseth. Scende, forse più del previsto, Dale Earnhardt Jr., afflitto da problemi di surriscaldamento al motore che lo hanno relegato in quarantunesima piazza, che ora è settimo. Salgono all’ottavo e nono posto Clint Bowyer e Jeff Gordon, il quale torna nella top-10, davanti a Ryan Newman, soprattutto ai danni di Denny Hamlin e Tony Stewart. Hamlin dalla sua ha una vittoria che lo colloca in vantaggio per la wild card, mentre Stewart a questo punto ha decisamente bisogno di una vittoria per rilamciare le proprie ambizioni e mettere un’ipoteca su un posto in Chase, visto che gli altri vincitori di questo 2011 sono tutti oltre la ventesima posizione, a partire da Brad Keselowski, che occupa la ventiduesima piazza.

La Toyota di Brian Vickers dopo la toccata rifilata a Stewart, Credit: Tom Pennington/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Sonoma

Penske Racing – dai e dai le tirate di Kurt Busch, che anche in Michigan non aveva mancato di apostrofare in modo poco garbato macchina, team e proprietario, evidentemente hanno sortito l’effetto voluto. I cambiamenti tanto auspicati dal pilota hanno prodotto risultati in crescendo, che dovrebbero garantire almeno a Kurt un posto nella Chase. Ora bisognerà vedere se sapranno mantenere l’inerzia e Daytona sarà già un test probante.

Beating and banging – Il circuito di Sonoma si presta decisamente, specie nelle fasi finali della gara, quando gli animi sono più caldi e i contatti non sono mancati nemmeno quest’anno, Logano e Kenseth, Montoya e Kahne, Vickers e Stewart, Hamlin e Truex, Montoya e Kyle Busch sono solo alcune delle coppie di piloti che sono arrivati ai ferri corti in California.

Brian Vickers & Tony Stewart – giro 39: nell’incidente che ha scatenato la seconda gialla Brian Vickers sceglie la traiettoria interna al tornante, anche per evitare di incocciare in qualche altra vettura, mentre Tony Stewart lo tocca di proposito al posteriore perché reo, a dire del pilota della Chevrolet #14, di avergli bloccato la strada nelle fasi iniziali della gara. Giro 88, Brian Vickers aspetta Stewart in prossimità del tornante, si fa sopravanzare e lo tocca al posteriore sinistro, mandandolo con mezza macchina sopra le barriere di gomme all’esterno della curva e ponendo praticamente fine alla buona gara del quarantenne dell’Indiana. Fantastiche, in pieno spirito NASCAR, le dichiarazioni di entrambi nel dopo-gara, quando tutti e due hanno detto di aver fatto apposta ma che la cosa sarebbe finita lì e che non avrebbe cambiato i loro buoni rapporti fuori dalla pista.

Montoya è stato protagonista di diversi contatti a Sonoma, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Cosa non abbiamo visto a Sonoma

Marcos Ambrose & Juan Pablo Montoya – erano i grandi favoriti ma si sono visti poco. Ambrose è stato più concreto e ha messo in cascina un discreto quinto posto, persino meglio di quanto si profilava all’orizzonte, a detta del pilota. Montoya invece si è fatto notare più che altro per le frequenti toccate che lo hanno visto protagonista, dettate forse dalla foga di cogliere un risultato in un circuito favorevole. Il pilota colombiano è stato criticato per aver lasciato poco spazio, anche nelle fasi iniziali della gara, ai rivali in fase di sorpasso. Ne hanno fatto le spese Kyle Busch e Kasey Kahne, mentre Brad Keselowski ha restituito il favore, mandandolo in testacoda. Entrambi i grandi specialisti degli stradali ora guardano al Glen, dove nel 2010 hanno lottato con il coltello fra i denti e dallo scontro era uscito vincitore Juan Pablo Montoya.

Denny Hamlin – sembrava il più efficace dei piloti del Joe Gibbs Racing ed era anche riuscito a prendere il comando delle operazioni prima che il tornado Kurt Busch travolgesse tutti, ma Denny Hamlin è stato afflitto da un problema al supporto della track bar alla posteriore sinistra, che lo ha obbligato ad una riparazione piuttosto lunga. Alla fine della giornata il pilota della Toyota Camry #11 ha rimediato un trentasettesimo posto che ha leggermente stoppato la sua rincorsa ai vertici della classifica.

Robby Gordon – reduce da un secondo posto veramente maiuscolo nel 2010, nonostante i fondi decisamente ridotti rispetto ai top team, Robby Gordon domenica ha rimediato un anonimo diciottesimo posto. Il quarantaduenne californiano si è scagliato duramente contro la Goodyear, rea a suo dire di fare figli e figliastri. Nelle fasi finali della gara, Gordon ha avuto a che fare con un set di gomme che non rendeva al meglio e ha chiesto al suo team di procurarsi un nuovo set di gomme. Gli è stato risposto che non era possibile e che si sarebbero dovuti accontentare dei set che la Goodyear aveva assegnato loro. “C’è una grossa differenza nelle gomme” ha detto Robby, alludendo al fatto che i top-team avrebbero a disposizione lotti di pneumatici più recenti “ad alcuni vengono dati codici nuovi, ad altri codici vecchi. E questo è sbagliato”.

Stay tuned!

L'ex campione del mondo di F1 potrebbe fare un doppio salto di categoria nella NASCAR

Kimi Raikkonen è sceso in pista ieri al Virginia International Raceway, per la prima volta, con una Dodge di Sprint Cup fornita dal Robby Gordon Motorsports. Il test è servito per far prendere confidenza al finlandese con le auto della massima serie sanzionata dalla NASCAR.
La collocazione del test su un tracciato che di solito viene usato per provare gli assetti in vista dell’appuntamento di campionato a Sonoma, California, farebbe pensare ad un altro possibile salto di categoria da parte di Raikkonen, che debutterà in Nationwide questo sabato a Charlotte.
La gara di Sonoma del 26 giugno si collocherebbe nella pausa del WRC tra l’Acropolis Rally e il 1000 Laghi, mentre sarebbe più difficoltoso un impegno a Watkins Glen, il 14 agosto, troppo a ridosso del Rally di Germania.

kyle busch, fonte Nascarmedia.com

Kyle Busch è inarrestabile sul mezzo miglio del Tennessee. Tre vittorie nelle tre categorie nel 2010, due vittorie in Nationwide e Sprint Cup nel 2011.
Il bad-boy di Las Vegas è un concentrato delle caratteristiche necessarie per imporsi sugli short-track: velocissimo sulla breve distanza (il migliore in assoluto secondo la statistica dedicata della nascar, che si chiama Fastest Drivers Early In a Run), determinato, a volte anche troppo, nei duelli, fortissimo in restart e assistito da una pit-crew in grado di bruciare sul tempo i migliori concorrenti. Quest’anno sembra aver definitivamente messo da parte le sue intemperanze e a Bristol, in special modo, nessuno è stato in grado di opporsi alla Toyota #18 del Joe Gibbs Racing. Il più giovane dei fratelli Busch ha incassato la ventesima vittoria in carriera nella massima divisione a soli 25 anni e si é proiettato al sesto posto in classifica generale.
Di fronte a circa 120.000 spettatori, pochi rispetto al consueto sell-out che si registra costantemente in Tennessee, il primo dei due appuntamenti annuali a Bristol é partito con Carl Edwards, autore dell’unico giro sotto i 15 secondi delle qualifiche, in pole position. La prima fase di gara ha vissuto intorno alla parziale incertezza riguardo alle gomme Goodyear, afflitte da cedimenti durante le prove e oggetto di un cambio di mescola subito dopo le qualifiche. Le squadre avevano già utilizzato la nuova mescola su due piste, nel 2010, e il fornitore di pneumatici é così riuscito ad arginare un potenziale disastro. Tre soli gli inconvenienti originati dalle coperture, per Truex, Keselowski e un infuriato Robby Gordon. Problemi anche per Denny Hamlin, sdoppiatosi durante la competition yellow del giro 52, dopo che era rimasto coinvolto nell’incidente del giro 29 con, tra gli altri, Vickers, McMurray e Allmendinger. Il pilota della Toyota #11 ha poi chiuso al trentatreesimo posto, assestandosi sul diciassettesimo gradino della classifica ica.
In seguito la gara si é dipanata sul filo di lunghi run in bandiera verde, con Johnson e Kyle Busch in evidenza come i più veloci in assoluto. Come lo stesso Johnson ha fatto notare a gara terminata, girare con aria “pulita” si é rivelato fondamentale: i migliori avevano un passo molto simile e chi si trovava davanti riusciva ad acquisire un certo vantaggio, mentre gli altri si rallentavano a vicenda.
Tutto si é deciso all’ultima sosta, ad una settantina di giri dal traguardo, quando Johnson é rientrato primo ed é uscito dai box al quarto posto, scavalcato da Busch, Edwards, e Harvick. Lo spettro dei problemi avuti nel 2010 dalla pit-crew della #48 si é materializzato nuovamente davanti al californiano di El Cajon, che si dice comunque fiducioso nelle capacità di miglioramento dei suoi nuovi meccanici, comportatisi molto bene durante tutto il resto della Jeff Byrd 500. A quel punto tutti avevano benzina e gomme per arrivare alla fine e non si sono più fermati.

i tre che si sono giocati la gara nel finale, fonte Nascarmedia.com

La gara si é risolta in uno scontro a tre sul filo dei decimi tra Busch, Edwards e Johnson, durato diversi giri e intervallato da alcune bandiere gialle, ma conclusosi a favore del pilota del Nevada, perfetto nei restart, che ha preso margine nel finale, tagliando il traguardo davanti alla Ford #99, alla Chevy #48, autrice del maggior numero di giri in testa, alle Ford di Kenseth e del sorprendente Menard, con Harvick, Busch, Biffle, Kahne, Newman, Earnhardt e Martin a chiudere la top twelve. (altro…)