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I pretendenti al titolo. Scott Dixon centra il bottino pieno a Motegi: vittoria più punti bonus per la pole e il maggior numero di giri condotti in testa (62 sui 63 totali), rientrando in piena lotta per il titolo.
Ma il bilancio del team Ganassi è dai due volti: a far da contraltare alla splendida performance del pilota neozelandese, c’è il mezzo disastro di Franchitti.
Lo scozzese, reduce da una difficile qualifica che lo aveva visto solo nono, con una buona partenza si era portato in quinta posizione,ma in fase di ripartenza dopo la prima situazione di caution ha tamponato Briscoe, innescando una carambola che ha coinvolto anche i piloti del team satellite di Ganassi – Rahal e Kimball-: tutti sono riusciti a proseguire,ritrovandosi,però ,in fondo al gruppo.
Chip Ganassi, in diretta poco dopo l’incidente e poi dopo anche a fine gara, ha criticato duramente Franchitti giudicando troppo ambiziosa la sua manovra,accusandolo senza mezzi termini di aver rovinato non solo la sua gara,ma anche quella di Rahal e Kimball (e di Briscoe aggiungiamo noi,meritando il drive through che la direzione gara gli ha assegnato). (altro…)

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La scossa.Leggero spavento per il circus dell’IndyCar per la scossa di terremeto magnitudo 6.2, con epicentro circa 220 km ad est di Tokyo, chiaramente avvertita anche a Motegi ieri pomeriggio alle 17.00 ora locale.
Non si segnalano danni a persone o cose e gli esperti hanno tranquillizato tutti chiarendo che si tratta di una delle numerose scosse di assestamento successive al fortissimo sisma dell’ undici marzo scorso.
Ryan Hunter-Reay ha dichiarato che si trovava nella sua stanza d’albergo e ha visto il televisore “camminare” lungo il tavolo.

Le prime libere. Questa mattina, come da programma, si sono normalmente svolte le prime prove libere, che hanno visto i piloti scendere in pista innanzitutto per prendere confidenza con il nuovo tracciato (come detto nei post precedenti solo Mutoh e De Oliveira lo conoscevano già).
In cima alla lista dei tempi si è subito portato Will Power,giunto qui galvanizzato dalle due vittorie consecutive di Sonoma e Baltimora e desideroso di guadagnare la testa della classifica di campionato,che lo vede per il momento a soli cinque punti da Franchitti.
L’obiettivo dell’australiano è duplice: assicurarsi qui il trofeo Andretti per il maggior punteggio ottenuto sugli stradali e soprattutto mettere in cascina quanti più punti possibile per avvantaggiarsi sul rivale,considerato che a quel punto mancherebbero solo due gare al termine della stagione da disputarsi su ovale, dove,almeno in passato, lo scozzese ha mostrato di essere più efficace.
Come già accaduto ad Edmonton e soprattutto a Sonoma,Power potrebbe contare sull’apporto dei due compagni di squadra: Castroneves ha fatto segnare il secondo tempo, Briscoe è quarto. (altro…)

Il circuito.L’ Indycar si appresta ad affrontare la trasferta giapponese per la terz’ultima gara di campionato, ultimo appuntamento stradale, mancando poi solo gli ovali del Kentucky e di Las Vegas.
Contrariamente al solito il circuito di proprietà della Honda non vedrà le monoposto impegnate sul tracciato superspeedway,che come abbiamo ricordato già nei post precedenti è stato danneggiato nelle sue strutture dal forte sisma del marzo scorso, ma sul road course.
Quest’ultimo è il tracciato abitualmente utilizzato dalla Moto Gp,nonchè dalla Formula Nippon e dal Super Gt.
La pista,che misura 2.983 miglia, pari a 4.8 km circa, gira in senso orario e conta 14 curve,di cui 8 a destra e 6 a sinistra: la sede stradale ha una larghezza minima di 12 metri e massima di 15 e il rettilineo più lungo,che è quello opposto,compreso tra le curve 10 e 11, misura 762 metri.
La gara si svolgerà sulla distanza di 63 giri,pari a 187.93 miglia (o se preferite 302.4 km circa).
Il Twin Ring di Motegi,come detto,aveva ospitato l’IndyCar (e prima ancora l’IRL e la Cart) sull’ovale,quindi non ci sono precedenti sullo stradale.
A titolo di pura curiosità possiamo ricordare che il l’attuale generazione di Formula Nippon ha girato in 1.35.012 (Joao Paulo De Oliveira su Swift-Toyota, 2011) alla media di circa 181.87 km/h,mentre con la generazione precedente Tsugio Matsuda nel 2008 aveva fermato il cronometro, con la sua Lola-Toyota, in 1.33.167 (185.55 km/h di media). (altro…)

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L’analisi. Will Power vince la gara inaugurale del circuito cittadino di Baltimora (sesta affermazione stagionale) e vede ormai ad un passo la vetta della classifica, con Franchitti ora distante solo cinque lunghezze.
L’australiano,proprio come a Sonoma,ha centrato bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole e maggior numero di giri condotti in testa),trovando preziosi alleati (Servia e Kanaan) che hanno tenuto il rivale scozzese immediatamente fuori dal podio.
A seguire si è classificato il duo di Ganassi con Franchitti davanti a Dixon.
Grandissimo successo di pubblico per il nuovo tracciato di Baltimora con oltre 70.000 spettatori accorsi,che hanno provato il primo brivido della giornata già nel warm-up quando Kanaan,a causa di un guasto ai freni,ha tamponato violentemente Castroneves travolgendo poi le barriere di pneumatici (trovate il video al termine dell’articolo).
Per fortuna nessuna conseguenza fisica per i due brasiliani,costretti,però,a partire dal fondo dello schieramento dovendo usare il muletto,visti i danni alle vetture titolari.
Al via Graham Rahal,scattato in prima fila,sorprende Power,che però dopo due curve si riprende la posizione e guadagna un margine di sicurezza.
Prima parte di gara con poche emozioni: Bourdais,partito quinto,è costretto al ritiro dalla rottura del cambio,problemi tecnici frenano Conway che perde diverse posizioni.
Dixon,Kanaan,Servia,Andretti,Tagliani,Conway,Patrick,Plowman e Castroneves provano a mischiare le carte ed effettuano una sosta molto anticipata sperando in una bandiera gialla.
Pantano,qualificatosi quindicesimo ma scattato tredicesimo per la retrocessione in griglia di Castroneves e Kanaan,tiene bene la top ten nel primo stint.
A partire dal ventunesimo giro si apre la finestra utile per il primo pit stop programmato in assenza di caution e tutto il resto dello schieramento si ferma per il rifornimento.
A differenza di quanto visto a Sonoma,qui non c’è un grande differenza prestazionale tra gomme morbide e dure,ne consegue che gli pneumatici non rappresentano una scelta chiave.
Power, ripresosi la vetta dopo che tutti hanno rifornito, manca la chicane che spezza il rettilineo del traguardo e viene costretto ad alzare il piede per non incorrere in penalità,ne approfittano Rahal e Franchitti per riavvicinarsi.
Giro 32: prima caution della gara causata da Tomas Scheckter fermo in pista:Scheckter stesso (fatto ripartire dai commissari),Kanaan,Castroneves,Patrick e Andretti approfittano per effettuare la seconda ed ultima sosta ai box.
Al giro 37 si riparte e si consuma il patatrack:Briscoe,con una manovra fin troppo ottimistica (poi giustamente sanzionata),prova,senza riuscirci,il sorpasso su Hunter-Reay:
ne consegue un tamponamento a catena e quindi un ingorgo (traffic jam come dicono gli americani), con pista completamente ostruita e dodici piloti coinvolti.
Kanaan trova un varco interno e riesce a passare molti avversari; Jakes e Pantano sono costretti al ritiro; Servia,Kanaan,Dixon,Tagliani,Sato e Hunter-Reay traggono vantaggio dalla neutralizzazione per rifornire l’ultima volta;Andretti inonda la pista di olio e deve abbandonare la gara,prolungando ulteriormente la fase di caution.
A questo punto solo i primi cinque (Power,Rahal,Franchitti,De Silvestro e Viso) non hanno
effettuato il pit-stop: alla ripartenza avranno una decina di giri circa per spingere al massimo e guadagnare una trentina di secondi circa su Servia,primo pilota tra quelli che non devono più fermarsi.
L’impresa di guadagnare 3 secondi al giro circa sullo spagnolo è veramente ardua e riesce al solo Power che conserva il comando sino al termine; Rahal,la De Silvestro e Viso precipitano nel gruppone (alla fine concluderanno,rispettivamente,decimo,dodicesima e quindicesimo); Franchitti,rallentato alla ripartenza da un contatto con Rahal,rientra quarto e molto vicino al duo Kanaan-Servia, ma non riesce a sopravanzarli anche perchè il circuito poco si presta ai sorpassi.
La top ten è completata da Danica Patrick,sesta,aiutata da una buona stategia e protagonista vincente di un bel duello finale con Tagliani ed Hunter-Reay,nono ha concluso Meira,decimo Rahal.
Ritirati,oltre ai già citati Bourdais,Jakes,Pantano e a Andretti,anche Conway e Hinchcliffe.
Da sottolineare la strepitosa rimonta di Kanaan,partito ventisettesimo e giunto terzo. (altro…)

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Il Circuito,l’entry-list,la situazione di campionato.Domenica prossima, 4 settembre, il circus dell’IndyCar sbarca a Baltimora per la quattordicesima prova di campionato,quart’ultima della serie (penultimo appuntamento su stradale).
Baltimora,principale città del Maryland,rappresenta uno dei maggiori centri portuali della costa orientale.
Proprio nelle vicinanze del porto è stato ricavato un tracciato cittadino,che quest’anno ospiterà per la prima volta l’IndyCar,con un contratto firmato sino al 2015.
La pista (la cui planimetria è rappresentata nell’immagine in alto) è lunga 3.218 km e conta 13 curve;il rettilineo principale misura 1 km circa e saranno presenti ben 13 tribune.
La gara si correrà sulla distanza di 75 giri pari a 255 km circa.
Trattandosi dell’evento inaugurale ovviamente non abbiamo precedenti e riferimenti cronometrici.
A livello di pura curiosità possiamo ricordare che negli ultimi anni in IndyCar in due occasioni chi ha vinto la gara inaugurale di una pista ha poi conquistato il titolo a fine anno: Franchitti nel 2007 (Iowa) e Dixon nel 2008 (Edmonton).
Per quel che concerne il parco partenti sono iscritte 28 vetture:rispetto alla gara precedente di Sonoma Simona De Silvestro, risolte le disavventure “doganali”, si riprende il volante da Simon Pagenaud nel team HVM Racing,poi non avremo in pista Ho-pin Tung in compenso il team Dreyer & Reinbold Racing schiererà una terza vettura per Tomas Scheckter.
A meno di novità per Motegi questa dovrebbe essere la seconda ed ultima gara per Pantano in questo 2011, motivo in più per cercare di ottenere un risultato importante:di sicuro giova al pilota padovano che la pista sia nuova e che quindi tutti partano nelle medesime condizioni.
In campionato guida sempre Franchitti,ma il vantaggio su Will Power si è ridotto a sole 26 lunghezze,mentre Dixon è terzo staccato di 75 punti rispetto allo scozzese.
Nella speciale classifica che prende in considerazione solo le gare stradali (e che dopo Motegi assegnerà il trofeo intitolato a Mario Andretti) comanda sempre Franchitti,ma i punti di distacco su Power scendono a 7.
Infine tra i rookie guida JR Hildebrand con sole tre lunghezze di vantaggio su James Hinchcliffe. (altro…)

Due pesi e due misure. Vi abbiamo già raccontato nei giorni scorsi lo sviluppo della gara IndyCar di Sonoma (che vi proponiamo nei video precedenti in versione quasi integrale con commento italiano,rigraziando l’utente Luca Narduzzi che l’ha pubblicata su dailymotion),gara che ha lasciato,purtroppo,come strascico la penalizzazione giunta nel dopo-gara a carico di Giorgio Pantano, retrocesso in diciassettesima posizione,vanificandone il risultato,ma non la prestazione, che resta ampiamente positiva.
Ricordiamo che il pilota italiano è stato sanzionato perchè all’ultima curva dell’ultimo giro ha commesso una manovra non consentita ai danni di Bourdais,il cosiddetto blocking (in IndyCar chi precede un avversario non può difendere la posizione chiudendo la traiettoria interna).
Nell’episodio specifico avevamo scritto che la dinamica ci sembrava passibile di più interpretazioni e che comunque, a nostro avviso, nel momento in cui si era deciso di valutare come scorretta la manovra di Giorgio, la sanzione comminata (retrocessione in ultima posizione tra i non doppiati,anzichè il classico aggravio in secondi corrispondente al drive through) appariva eccessivamente severa.
Ora nello sport si può essere d’accordo o meno sulla valutazione di un episodio (regolarità o meno dell’azione “incriminata”,congruità o meno della sanzione disciplinare),ma una volta che la decisione è stata presa questa va accettata.
Ciò che si fa fatica ad accettare è, invece,la disparità di trattamento,che si manifesta nel giudicare in maniera opposta situazioni uguali tradendo il principio cardine dell’uniformità di giudizio.
Nel particolare ci riferiamo,per esempio,ad una situazione di gara che abbiamo notato nel corso del primo giro: nel primo video (dal minuto 3.52) è chiaramente visibile una manovra di blocking di Ho-Pin Tung ai danni di Saavedra,il quale,uscito più forte dalla curva precedente, si prepara ad attaccare l’avversario,che gli chiude l’interno in maniera vistosa.
Potete voi stessi raffrontare l’episodio Ho-Pin Tung/Saavedra con quello Pantano/Bourdais visibile al termine di questo video http://www.youtube.com/watch?v=5_P-Q4b5kBQ :stessa curva,stessa dinamica ,ma il pilota cinese non ha ricevuto neanche un richiamo,le conclusioni le lascio trarre a voi. (altro…)

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L’analisi Tripletta Penske nel tredicesimo appuntamento di questo campionato 2011, che molto presumibilmente rimarrà aperto sino al termine: a questo punto mancano soltato 4 appuntamenti,equamente divisi tra ovali e stradali, e Will Power, centrando bottino pieno (vittoria più punti bonus per pole position e maggior numero di giri condotti in testa), ha ridotto il gap in classifica in generale dal leader Dario Franchitti a 26 punti.
L’australiano ha condotto sempre la gara lasciando brevemente la testa (4 giri in tutto) solo in occasione delle due soste.
Una grande mano gli è arrivata dai compagni di squadra Castroneves e Briscoe, che hanno completato il podio consentendo la tripletta per il team del Capitano e soprattutto hanno tenuto dietro il duo di Chip Ganassi con Franchitti che ha preceduto Dixon.
In particolare mentre Briscoe ha viaggiato per buona parte della gara distante dai due team-mates, riuscendo a controllare le 2 vetture di Ganassi minacciose nei suoi specchietti,ma incapaci di costruire una manovra di sorpasso, Castroneves,invece, in diverse fasi è stato anche molto vicino a Power senza però riuscire ad attaccarlo.
Nell’unico restart della gara,avvenuto a pochi giri dal termine, il terzetto Penske si è ,diciamo cosi, “rispettato”,evitando di attaccarsi vicendevolmente e scortando il caposquadra sino al traguardo.
Del resto Castroneves,che è alla ricerca della riconferma per il prossimo anno,a Long Beach l’aveva combinata grossa speronando Power proprio in una fase di ripartenza:l’esperienza passata (e la situazione di campionato) ha portato il brasiliano ad adottare un atteggiamento più cauto.
Più in generale la gara ha presentato poche emozioni:in primis per la natura del tracciato poco favorevole ai sorpassi e in secondo luogo per il ricorrere di una sola situazione di caution giunta solo a pochi giri dal termine quando ormai tutti avevano completato le rispettive soste.
Ciò ha impedito quindi il confronto tra piloti su strategie alternative,chi ha provato a “sparigliare” effettuando la prima sosta fuori dalla finestra prevista (Kanaan,Pagenaud,Hildebrandt,Sato,Patrick),non ne ha tratto alcun vantaggio proprio perchè quasi tutta la gara è stata immune da situazioni di caution.
Un ruolo chiave,invece, è stato svolto dalle gomme.
E’ risultato chiaro che la mescola migliore era la morbida,che forniva prestazioni decisamente migliori della dura con una durata sostanzialmente uguale.
Stante l’obbligo di usarle entrambe, due dei tre stint totali sono stati affrontati con le morbide,divenendo cruciale la gestione dell’unico stint con le dure. (altro…)

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Tripletta Penske nelle qualifiche all’Infineon Raceway di Sonoma con Will Power a precedere Castroneves e Briscoe.
Segue il duo di Chip Ganassi con Franchitti e Dixon.James Hinchcliffe è sesto confermando il buon momento di forma.
Nella top ten anche Conway (primo della pattuglia Andretti),un positivo Bourdais,Viso (migliore dei piloti Lotus),e la prima lady in pista Ana Beatriz. (altro…)

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Buon impatto per Giorgio Pantano nelle prima sessione di prove libere all’Infineon Raceway di Sonoma,infatti il pilota padovano ha fatto segnare un incoraggiante quinto tempo.
“Siamo messi bene,ma sono sicuro che c’è molto che possiamo fare. E molto possiamo ricavare da quanto abbiamo fatto oggi. Dobbiamo analizzare i dati e lavorare con gli ingegneri per trovare un maggior grip generale. Sono sicuro che domani saremo più vicini a dove vogliamo essere.” ha commentato Giorgio. (altro…)

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L’IndyCar torna in pista domenica prossima 28 agosto per il tredicesimo appuntamento di diciassette del campionato 2011 all’Infineon Raceway di Sonoma,che,come saprete se ci avete seguito precedentemente,vedrà il debutto del nostro Giorgio Pantano al volante della Dallara-Honda numero 22 del team Dreyer & Reinbold Racing.

Il circuito,i precedenti,l’entry-list. L’Infineon Raceway di Sonoma è un circuito stradale medio-lento lungo 2.22 miglia pari a 3.57 km e conta 12 curve con vari saliscendi:la variazione altimetrica tra il punto più alto (curva 3) e quello più basso (curva 10) è di 160 piedi pari a 49 metri circa.
La gara si correrà su una distanza di 75 giri,pari a 278 km.
Il record sul giro appartiene a Ryan Briscoe che nel 2005 al volante della Panoz-Toyota del team Ganassi fermò il cronometro in 1.16.491 alla media di 168 km/h.
Il 2005 fu l’anno d’esordio dell’IndyCar su questa pista con la vittoria di Tony Kanaan,l’anno dopo ci fu la prima vittoria in carriera di Marco Andretti,nel 2007 vinse
Dixon, nel 2008 Castroneves, nel 2009 Franchitti, nel 2010 Will Power.
Nelle sei edizioni finora disputate i tre top team (Penske,Ganassi,Andretti) si sono distribuiti equamente le vittorie e nessun pilota è riuscito a vincere due volte.
Per quanto riguarda il parco partenti avremo ben 28 monoposto in pista,rispetto al precedente appuntamento di Loudon Bourdais si riprenderà il volante ceduto ad Alex Lloyd nel team Coyne,come detto Pantano sostituirà Tomas Scheckter nel team Dreyer & Reinbold Racing,ritornerà in pista Martin Plowman con il Sam Schmidt Motorsports e il Dragon Racing schiererà Ho-Pin Tung per lo storico esordio in gara di un pilota cinese in IndyCar (ricordiamo che l’ex campione della Formula 3 tedesca aveva mancato la qualificazione ad Indianapolis). (altro…)

Come gli appassionati sicuramente sapranno Giorgio Pantano si appresta ad approdare in IndyCar: il pilota padovano debutterà in gara in questo 2011 domenica prossima all’Infineon Raceway di Sonoma al volante della Dallara-Honda numero 22 del team Dreyer & Reinbold Racing.
Giorgio,che la scorsa settimana ha svolto un test proprio a Sonoma per prendere confidenza con la monoposto e con la squadra,ha risposto alle nostre domande dimostrando estrema disponibilità e cortesia.
Cogliamo l’occasione per ringraziarlo,come pure un ringraziamento speciale va a Fabio Pantano che ha reso possibile questa intervista.

Motorsport Rants:Giorgio, come è nata la possibilità di tornare a gareggiare in America? Qual è il tuo stato d’animo dopo la conferma ufficiale dell’accordo col team Dreyer & Reinbold Racing?

Giorgio Pantano:Prima di tutto ti ringrazio per avermi offerto la possibilità di rispondere alla tua intervista; per me è sempre un piacere tenere aggiornati sia gli addetti ai lavori che i miei tifosi. Sulla possibilità di gareggiare in Indycar ti posso dire che era da qualche mese che insieme ai miei collaboratori, stavamo cercando una possibilità. Il lavoro, come puoi ben immaginare è stato duro e difficile, ma alla fine e con grande soddisfazione siamo riusciti ad ottenere un accordo con Dreyer and Reinbold Racing. La sensazione è ovviamente di felicità e grande responsabilità, in quanto ora devo dimostrare tutto il mio valore, se voglio guardare alla possibilità di un 2012 tutto in indycar.

Motorsport Rants:Il comunicato ufficiale parla di Sonoma e Baltimora, ma c’è anche la possibilità di vederti a Motegi dove quest’anno si correrà sullo stradale?

Giorgio Pantano:Per adesso ci sono le due gare di Sonoma e Baltimora, poi in base ai risultati ed agli sponsor si vedrà se esiste anche la possibilità di correre in Giappone.

Motorsport Rants:Hai avuto modo di provare la vettura a Sonoma, pista dove debutterai il 28 agosto e dove curiosamente avevi esordito in gara anche nel 2005. Come è stato il primo impatto col team e quali sono state le impressioni al volante?

Giorgio Pantano:L’esordio è stato molto positivo. La squadra è come me la aspettavo, ossia, umanamente e tecnicamente molto preparata. Ne ho apprezzato l’organizzazione e la capacità mettere in pratica i suggerimenti emersi tra di noi nelle riunioni tecniche.

Motorsport Rants:Nelle gare del 2005 col team Ganassi avevi corso col telaio Panoz motorizzato Toyota, oggi,invece,c’è il pacchetto Dallara-Honda uguale per tutti. Quali sono le principali differenze tra le due vetture?

Giorgio Pantano:Sono entrambe vere macchine da corsa; l’elettronica non la fa da padrone ed al pilota è concesso di fare la differenza; con una squadra che ti supporta puoi ottenere subito buoni risultati. I motori sono potenti senza essere esasperati; anche in questo caso la loro gestione passa attraverso la sensibiltà del “piede” e della modo di guidare del pilota.

Motorsport Rants:Proprio nel 2005, alla tua seconda gara, con poca esperienza della vettura e della categoria e su una pista tecnica come Watkins Glen,avevi impressionato tutti qualificandoti in prima fila e chiudendo la gara quarto,inserendoti autorevolmente in una top-five completata da piloti come Dixon, Kanaan, Franchitti e Wheldon che hanno vinto campionati e 500 miglia di Indianapolis,come mai la tua avventura in IRL non prosegui’ ?

Giorgio Pantano:Prima di tutto a causa del budget economico, poi perchè volevo cercare di tornare in Formula 1 e l’unica via poteva essere qualla di vincere il campionato di GP2. Ma purtroppo nemmeno quello è valso a farmi tornare in F1; se tornassi indietro opterei al 100% per l’Indycar.

Motorsport Rants:Tornando al presente, cosa ti aspetti e qual è il tuo obiettivo per queste due gare?

Giorgio PantanoCreare sin da subito un rapporto umano e tecnico di livello con il team; è la base per poi poter ottenere risultati positivi. Da parte mia l’impegno sarà totale sia in pista che fuori.

Motorsport Rants: Gli appassionati ti conoscono come un pilota veloce e determinato, bravo nei sorpassi e nei corpo a corpo. Quest’anno ci sono state parecchie polemiche in IndyCar legate all’interpretazione disciplinare di varie situazioni di gara, qual è il tuo pensiero al riguardo e quale sarà il tuo atteggiamento in pista?

Giorgio Pantano:Le regole vanno sempre rispettate anche se a volte, quando siamo in pista, può succedere che l’eccessiva foga porti qualche errore; l’importante è avere sempre rispetto per gli altri piloti. Non dimentichiamoci che correndo a quelle velocità non puoi permetterti di affrontare la gara con “sufficienza”; quindi da parete mia tanto lavoro, e molta serietà professionale.

Motorsport Rants:C’è un aspetto nuovo che desta in te maggiore attenzione in vista dell’esordio? Per esempio la ripartenza in doppia fila o l’intesa con la squadra data l’importanza delle strategie?

Giorgio Pantano:Onestamente non sono preoccupato della partenza in doppia fila; assomigliano molto a quelle europee e mi ci sono sempre trovato a mio agio; l’intesa con la squadra è invece fondamentale in IndyCar. Avere un colloquio diretto e costante con lo spotter o con il tuo ingegnere di pista aiuta a correre e gestire la gara in modo molto efficace e produttivo.

Motorsport Rants: Dopo la riunificazione del 2008 tra IRL e Champ-Car, l’ IndyCar ha visto aumentare negli ultimi anni quantità e qualità del parco partenti, con un grande livello di competitività (più di venti macchine in un secondo in sessioni di prove su stradali) e grandi potenzialità per il futuro con un nuovo telaio e tre fornitori di motori. Guardi all’ IndyCar come uno sbocco importante per la tua carriera con la possibilità di un impegno a tempo pieno nei prossimi anni?

Giorgio Pantano:Il mio obbiettivo è proprio questo: correre in IndyCar con continuità e farne la mia casa da corsa.

Motorsport Rants:Cosa rappresenta per te la 500 miglia di Indianapolis? Ti affascina la sfida di correrla un giorno sapendo che potresti essere il primo italiano a vincerla?

Giorgio Pantano:L’ Indy 500 rappresenta la gara più famosa ed importante del mondo per monoposto; correrla sarebbe un sogno, vincerla ….beh credo sia difficile esprimere con parole cosa potrebbe significare. A proposito: a me piace molto bere latte verso le 3 del pomeriggio.

In bocca al lupo Giorgio per il tuo esordio, noi tutti faremo il tifo per te.

Pantano. E’ arrivata l’ufficialità:Giorgio Pantano torna in Indycar a 6 anni dalla precedente esperienza e sostituirà Justin Wilson in seno al team Dreyer & Reinbold Racing nelle rimanenti gare stradali della stagione.
La prima sarà il 24 agosto all’Infineon Raceway di Sonoma,la stessa pista dove il pilota padovano esordi’ in IRL nel 2005 e dove il nostro Giorgio sarà impegnato in un test di preparazione questo fine settimana.
La seconda gara è in programma il 4 settembre sul nuovissimo cittadino di Baltimora e questo è sicuramente positivo per Pantano dato che la pista è sconosciuta per tutti,quindi l’ex campione Gp2 non dovrà scontare un gap di conoscenza del tracciato rispetto ai colleghi.
La terza gara è in calendario il 18 settembre in Giappone,a Motegi,dove quest’anno,a causa dei danni che il terremoto ha provocato all’ovale,si correrà sullo stradale (per intenderci il tracciato utlizzato,tra gli altri, dalla Formulla Nippon e dalla Moto Gp):anche in questa occasione,quindi,la pista sarà nuova per tutti.
Pantano si è dichiarato molto soddisfatto di questa nuova avventura, rivolgendo anche un pensiero allo sfortunato Wilson.

Nuova monoposto Dallara.E’ stata resa nota la decisione che l’adozione di bodykit personalizzati per la nuova Dallara sarà possibile solo a partire dal 2013.
Alla base della norma la volontà di mantenere più bassi i costi nella stagione di esordio dei nuovi telai (nella quale evidentemente le squadre saranno chiamate a nuovi investimenti),nonchè problematiche relative alla tempistica di realizzazione dei bodykit stessi.
Dunque nel 2012 tutti le monoposto avranno la stessa veste aerodinamica,a differenziarle il motore, che dall’anno prossimo potrà essere fornito da 3 costruttori:Honda,Lotus e Chevrolet.


(clicca sull’immagine per ingrandire)

Nel post di ieri ( https://motorsportrants.wordpress.com/2011/08/10/indycarnovita-in-arrivodallara-2012pantanoscheckter/ ) parlavamo della possibilità che Giorgio Pantano approdi in IndyCar nelle gare stradali rimanenti in questo 2011 o al più tardi nella prossima stagione.
Più precisamente per lui sarebbe un ritorno in America, visto che nel 2005 corse due gare con la Panoz-Toyota del Ganassi Racing in sostituzione di Ryan Briscoe, infortunatosi in un brutto incidente nell’ovale di Chicago.
Il nostro debuttò all’ Infineon Raceway di Sonoma:partito tredicesimo,negli ultimissimi giri, mentre lottava con Franchitti e Meira per l’ottavo posto,fu coinvolto in un incidente col brasiliano che lo costrinse al ritiro (fu comunque classificato quattordicesimo).
Ma dopo aver preso un attimo più di confidenza con la vettura e con la squadra,già nelle qualifiche della gara successiva a Watkins Glen stupi’ tutti conquistando la prima fila accanto al polesitter Helio Castroneves.
A questo punto se non siete amanti degli spoilers e volete vedere da soli come si comportò Pantano in quella gara, ve ne proponiamo il video integrale,per tutti gli altri, invece, dopo il salto vi diciamo come andò a finire offrendovi un breve commento e alcune considerazioni (alle quali ovviamente rimandiamo anche i primi dopo aver visto la gara).


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Mark Martin e Jeff Burton a Darlington, Geoff Burke/Getty Images for NASCAR

Sprint Cup – Quaker State 400 @ Kentucky Speedway, domenica 10 luglio dalle 1.30 a.m. ora italiana

L’ultima dei carburatori a Daytona – Quella della notte tra sabato e domenica è stata l’ultima gara corsa a Daytona dalle vetture della Sprint Cup con i carburatori. Quando le stock-cars scenderanno di nuovo in pista per i test pre-campionato nel 2012, saranno tutte dotate di iniezione elettronica.

Giovedì i primi test per l’iniezione elettronica – si terranno giovedì al Kentucky Speedway i primi test per i team NASCAR che vorranno sperimentare in pista l’iniezione elettronica con centralina McLaren, che diventerà obbligatoria per tutti dal 2012. Ogni team potrà avere al massimo un vettura impegnata nei test, ma potrà aggiungerne una seconda se questa sarà dotata dell’iniezione elettronica. Secondo quanto riportato da scenedaily.com saranno diversi i teams che sfrutteranno l’occasione e dovremmo vedere impegnati a sgrossare il nuovo sistema Aric Almirola, Greg Biffle, Matt Kenseth, Austin Dillon, Mike Skinner e Sam Hornish Jr. La centralina fornita da McLaren sarà dotata di un sistema di protezione che la farà spegnere in caso di tentata manomissione o di intrusione nel software di gestione.

Ford continuerà con la Fusion in Sprint Cup – Ford Racing ha annunciato per bocca del proprio direttore, Jamie Allison, che anche nel 2013 la casa dell’ovale blu continuerà a schierare la Fusion nella Sprint Cup. Niente Mustang quindi: Allison ha detto che sono state effettuate approfondite valutazioni e che Ford ha deciso di continuare con il suo modello più venduto. “Inizialmente, addirittura quando stavamo considerando la macchina per la Nationwide, avevamo valutato la Mustang”, ha detto Allison. “Eravamo molto eccitati quando abbiamo introdotto la Mustang, Abbiamo riscontrato interesse da parte dei fans, dei media e anche una nicchia di consumatori che non avevano mai seguito la NASCAR ma che amano la Mustang hanno cominciato a seguire la Nationwide. Questo ci ha dato un’anticipazione di quello che potrebbe succedere se immettessimo la Mustang in Cup. La Fusion è molto importante per noi, è la nostra macchina più venduta e quando l’abbiamo lanciata, l’abbiamo fatto in NASCAR. Crediamo che la NASCAR sia una piattaforma che può aiutarci ad attrarre fan per il fatto che abbiamo una berlina eccitante come la Fusion, oltre che la Mustang”.

Michael Waltrip con un livrea speciale in onore del fratello Darrell – Il quarantottenne pilota/owner Michael Waltrip, nativo di Owensboro, Kentucky, correrà la gara di casa della Sprint Cup con una livrea particolare a decorare la sua Toyota Camry numero 15. La livrea in questione celebrerà il fratello di Michael, Darrell, che entrerà a far parte della NASCAR Hall of Fame dal 2012, sfoggiandone il volto sul cofano e una foto in victory lane sulle fiancate.

Sonoma punta sulla sostenibilità – Come riportato da un articolo su Forbes, il circuito di Sonoma, California, sta puntando gran parte del proprio futuro sulla sostenibilità ambientale, attraverso l’installazione di 1652 pannelli solari, che forniranno al tracciato il 41% dell’energia elettrica di cui ha bisogno, l’utilizzo di cartelloni pubblicitari realizzati con LED al posto delle tradizionali sorgenti luminose e affidando il taglio dell’erba lungo la pista a un gregge di 3000 pecore.

Martin vuole aiutare Frye ma non diventare owner – Intervistato da Dave Despain durante Wind Tunnel, la trasmissione che il giornalista conduce ogni domenica su Speed, Mark Martin ha dichiarato che gli piacerebbe continuare a guidare e dare il proprio contributo anche lontano dal volante, ma di non essere interessato a diventare proprietario di un team, nemmeno dell’ex team Red Bull dell’amico Frye. “Sono molto interessato e vorrei collaborare con Jay Frye e la sua organizzazione per aiutare Jay ad andare avanti e ricostruire quel team. Ci sono un sacco di cose che vorrei fare in questo sport, incluso guidare auto da corsa, e oltre a guidare auto da corsa. Ma come proprietario, non mi ci vedo in alcun modo. Non mi interessa.” ha detto Martin.

Edwards impegnato con la Ford Mustang, Grant Halverson/Getty Images for NASCAR

Nationwide Series – Feed The Children 300 @ Kentucky Speedway, sabato 9 luglio dalle 1.30 a.m. ora italiana

La Nationwide passa dal Lucas Oil Raceway all’Indianapolis Motor Speedway per il 2012 – Dall’anno prossimo l’appuntamento dell’Indiana con la Nationwide Series non si terrà più al Lucas Oil Raceway, un ovale corto situato appena fuori da Indianapolis, bensì al leggendario Indianapolis Motor Speedway. La scelta degli organizzatori è in netta controtendenza con quanto fatto finora per ridare un carattere distinto alla Nationwide, attraverso la creazione di eventi dedicati, l’utilizzo di vetture dall’estetica particolare e l’obbligo per i piloti di scegliere la serie in cui competere per la classifica. Le ragioni di questa decisone, che sembra la classica zappa sui piedi, visto il successo di pubblico che può vantare il Lucas Oil Raceway, è probabilmente dettata dalla volontà di attrarre spettatori sulle tribune di Indy per la Brickyard 400. Le gare poco spettacolari degli ultimi anni e il problema con la durata ridicola delle gomme avuto nel 2008 hanno fatto nettamente calare il pubblico per quello che era partito come un evento di grandissima portata e ora la NASCAR tenta di offrire di più agli spettatori, affiancando alla Sprint Cup le gare della Grand-am e della Nationwide Series.

Due meccanici sospesi per uso di sostanze – Troy hartman e Denise Harmon-Mixon, due meccanici che lavorano in Nationwide Series, sono stati sospesi dalla NASCAR per aver violato il regolamento sull’abuso di sostanze.

Eric McClure dimesso dall’ospedale – Il pilota della Chevrolet #14 del TriStar Motorsports, Eric McClure, coinvolto in un incidente nella Subway Jalapeno 250 a Daytona, è stato dimesso dall’ospedale e ha ricevuto l’ok dai medici per correre in Kentucky. “Ho una commozione cerebrale e sono piuttosto dolorante, ma per il resto sono ok” ha scritto Eric sul suo profilo Facebook. “I ragazzi costruiscono macchine sicure e il team medico della NASCAR è fantastico.”

I trucks lanciati sul Kentucky Speedway nel 2010, Streeter Lecka/Getty Images for NASCAR

Camping World Truck Series – UNOH 225@ Kentucky Speedway venerdì 8 luglio dalle 2.00 a.m. ora italiana

Niente Lucas Oil Raceway anche per la Truck Series – Anche i trucks molto probabilmente perderanno la prova al Lucas Oil Raceway nel 2012, circuito su cui correvano ininterrottamente dal 1995. Il direttore del circuito ha infatti annunciato che non inseguiranno l’accordo con gli organizzatori. La delusione per tutti i piloti amanti degli ovali corti è evidente, come testimoniano le dichiarazioni di Todd Bodine, che si è detto terribilmente dispiaciuto di perdere un pezzo di storia della serie, così come Timothy Peters.

Josh Richards debutta con il Kyle Busch Motorsport – Josh Richards, ventitreenne bi-campione della serie World Of Outlaws Late Models, spettacolare campionato che si disputa su circuiti sterrati, debutterà in Kentucky nella Camping World Truck Series su Toyota Tundra #15 del Kyle Busch Motorsport, con cui si è accordato per prendere i via in 11 prove, con l’obiettivo di disputare l’intera stagione nel 2012. “Il mio programma è di quasi metà stagione, con un gruppo di gare diverse su piste differenti. Ottimo per acclimatarmi e essere in grado di competere.” ha detto Richards. “Non mi aspetto di vincere al primo tentativo. Ma con il team, il materiale e le persone che ho, se faccio il mio lavoro e li ascolto, non passerà molto prima che possa correre davanti e possa vincere delle gare”.

Kurt Busch si è finalmente imposto, dopo un serie di buone prestazioni nelle ultime gare, Credit: Todd Warshaw/Getty Images for NASCAR

Visto lo stato di forma, per Kurt Busch era solo una questione di tempo. La prima vittoria per lui nel 2011, la numero 23 in carriera, è arrivata domenica all’Infineon Raceway di Sonoma, California, nel modo migliore, con un dominio totale: 76 giri in testa su 110, una strategia vincente e un passo a gomme usurate a cui nessuno è stato in grado di replicare.

Il pilota della Dodge #22 del Penske Racing è scattato dall’undicesima posizione ed ha rimontato subito, a suon di sorpassi, fino alla testa della corsa in appena 13 giri. Mentre tutti i rivali si fermavano per la loro prima sosta ai box, Busch ha proseguito, mostrando un ritmo inattaccabile, soprattuto a coperture usurate, cosa che gli ha permesso di gestire al meglio la strategia di gara, che lo vedeva inizialmente orientato a fare soltanto due soste, così come il compagno di team Brad Keselowski, contro le tre o quattro che avevano programmato i principali rivali.

Il campione 2004 dell’allora Nextel Cup ha abbandonato la leadership solo in occasione dei passaggi in pit-lane, presentandosi in prima posizione anche in occasione dell’ultimo restart, al giro 91, in occasione del quale ha guadagnato subito un margine di sicurezza su chi lo seguiva, tagliando il traguardo con oltre due secondi di vantaggio su Jeff Gordon, che ha sopravanzato un Carl Edwards molto calcolatore al tornante, durante l’ultimo giro. Entrambi hanno sfruttato una buona strategia, che li ha visti restare in pista con gomme usurate nel finale. per guadagnare quelle posizioni che avevano fatto fatica ad ottenere in pista e soprattutto il pilota della Ford #99 si è detto molto fortunato, visto il ritmo poco competitivo mostrato nelle libere, che lo aveva indotto a rinunciare alla gara di Road America della Nationwide Series.

Jeff Gordon ha agguantato la seconda piazza all'ultimo giro, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Al quarto posto ha chiuso un arrembante Clint Bowyer, che ha guadagnato 15 posizioni negli ultimi 19 giri, seguito da Marcos Ambrose e dal poleman Joey Logano. Alle loro spalle si sono piazzati un buon Jimmie Johnson, Martin Truex Jr, vittima di una toccata da parte di Denny Hamlin nelle fasi iniziali della gara che gli aveva fatto rivivere la delusione patita nel 2010. Kevin Harvick e Brad Keselowski hanno chiuso la top-10.

E’ stato uno di quei giorni incredibili in cui avevamo un piano e non l’abbiamo messo in discussione, pensare di arrivare al traguardo con due soste è stata una cosa molto ‘vecchia maniera’. Con il ritmo che calava bruscamente come abbiamo visto nelle libere, ci voleva una prestazione perfetta per essere sicuri che potessimo mantenere i nostri tempi durante il run in modo da farcela con due soste e non doverci preoccupare degli pneumatici oltre che della benzina” ha detto Kurth Busch in conferenza stampa “I ragazzi hanno fatto i calcoli alla grande, Risparmiare carburante è una cosa, ma avere la Shell sul cofano è un’altra. […] La macchina si è guidata da sola. Devo ringraziare tutti i miei ragazzi.”

In classifica generale, Carl Edwards torna ad allungare, portandosi a 25 punti di vantaggio su Kevin Harvick. Jimmie Johnson risale al terzo posto, a 33 lunghezze dalla vetta e Kurt Busch guadagna la bellezza di tre posizioni, attestandosi un punto dietro al cinque volte campione, al quarto posto, davanti a Kyle Busch, undicesimo a Sears point e Matt Kenseth. Scende, forse più del previsto, Dale Earnhardt Jr., afflitto da problemi di surriscaldamento al motore che lo hanno relegato in quarantunesima piazza, che ora è settimo. Salgono all’ottavo e nono posto Clint Bowyer e Jeff Gordon, il quale torna nella top-10, davanti a Ryan Newman, soprattutto ai danni di Denny Hamlin e Tony Stewart. Hamlin dalla sua ha una vittoria che lo colloca in vantaggio per la wild card, mentre Stewart a questo punto ha decisamente bisogno di una vittoria per rilamciare le proprie ambizioni e mettere un’ipoteca su un posto in Chase, visto che gli altri vincitori di questo 2011 sono tutti oltre la ventesima posizione, a partire da Brad Keselowski, che occupa la ventiduesima piazza.

La Toyota di Brian Vickers dopo la toccata rifilata a Stewart, Credit: Tom Pennington/Getty Images

Cosa abbiamo visto a Sonoma

Penske Racing – dai e dai le tirate di Kurt Busch, che anche in Michigan non aveva mancato di apostrofare in modo poco garbato macchina, team e proprietario, evidentemente hanno sortito l’effetto voluto. I cambiamenti tanto auspicati dal pilota hanno prodotto risultati in crescendo, che dovrebbero garantire almeno a Kurt un posto nella Chase. Ora bisognerà vedere se sapranno mantenere l’inerzia e Daytona sarà già un test probante.

Beating and banging – Il circuito di Sonoma si presta decisamente, specie nelle fasi finali della gara, quando gli animi sono più caldi e i contatti non sono mancati nemmeno quest’anno, Logano e Kenseth, Montoya e Kahne, Vickers e Stewart, Hamlin e Truex, Montoya e Kyle Busch sono solo alcune delle coppie di piloti che sono arrivati ai ferri corti in California.

Brian Vickers & Tony Stewart – giro 39: nell’incidente che ha scatenato la seconda gialla Brian Vickers sceglie la traiettoria interna al tornante, anche per evitare di incocciare in qualche altra vettura, mentre Tony Stewart lo tocca di proposito al posteriore perché reo, a dire del pilota della Chevrolet #14, di avergli bloccato la strada nelle fasi iniziali della gara. Giro 88, Brian Vickers aspetta Stewart in prossimità del tornante, si fa sopravanzare e lo tocca al posteriore sinistro, mandandolo con mezza macchina sopra le barriere di gomme all’esterno della curva e ponendo praticamente fine alla buona gara del quarantenne dell’Indiana. Fantastiche, in pieno spirito NASCAR, le dichiarazioni di entrambi nel dopo-gara, quando tutti e due hanno detto di aver fatto apposta ma che la cosa sarebbe finita lì e che non avrebbe cambiato i loro buoni rapporti fuori dalla pista.

Montoya è stato protagonista di diversi contatti a Sonoma, Credit: Robert Laberge/Getty Images for NASCAR

Cosa non abbiamo visto a Sonoma

Marcos Ambrose & Juan Pablo Montoya – erano i grandi favoriti ma si sono visti poco. Ambrose è stato più concreto e ha messo in cascina un discreto quinto posto, persino meglio di quanto si profilava all’orizzonte, a detta del pilota. Montoya invece si è fatto notare più che altro per le frequenti toccate che lo hanno visto protagonista, dettate forse dalla foga di cogliere un risultato in un circuito favorevole. Il pilota colombiano è stato criticato per aver lasciato poco spazio, anche nelle fasi iniziali della gara, ai rivali in fase di sorpasso. Ne hanno fatto le spese Kyle Busch e Kasey Kahne, mentre Brad Keselowski ha restituito il favore, mandandolo in testacoda. Entrambi i grandi specialisti degli stradali ora guardano al Glen, dove nel 2010 hanno lottato con il coltello fra i denti e dallo scontro era uscito vincitore Juan Pablo Montoya.

Denny Hamlin – sembrava il più efficace dei piloti del Joe Gibbs Racing ed era anche riuscito a prendere il comando delle operazioni prima che il tornado Kurt Busch travolgesse tutti, ma Denny Hamlin è stato afflitto da un problema al supporto della track bar alla posteriore sinistra, che lo ha obbligato ad una riparazione piuttosto lunga. Alla fine della giornata il pilota della Toyota Camry #11 ha rimediato un trentasettesimo posto che ha leggermente stoppato la sua rincorsa ai vertici della classifica.

Robby Gordon – reduce da un secondo posto veramente maiuscolo nel 2010, nonostante i fondi decisamente ridotti rispetto ai top team, Robby Gordon domenica ha rimediato un anonimo diciottesimo posto. Il quarantaduenne californiano si è scagliato duramente contro la Goodyear, rea a suo dire di fare figli e figliastri. Nelle fasi finali della gara, Gordon ha avuto a che fare con un set di gomme che non rendeva al meglio e ha chiesto al suo team di procurarsi un nuovo set di gomme. Gli è stato risposto che non era possibile e che si sarebbero dovuti accontentare dei set che la Goodyear aveva assegnato loro. “C’è una grossa differenza nelle gomme” ha detto Robby, alludendo al fatto che i top-team avrebbero a disposizione lotti di pneumatici più recenti “ad alcuni vengono dati codici nuovi, ad altri codici vecchi. E questo è sbagliato”.

Stay tuned!