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Il 2011 è agli sgoccioli e, parafrasando una famosa canzone di Raf, ci chiediamo cosa resterà di questo 2011 motoristico.
Ecco, dunque, una lista (per forza di cose parziale ed incompleta, per cui suggerimenti, aggiunte e -perchè no- critiche sono ben accette) di quanto di bello, positivo o emozionante ha proposto l’anno che stà per chiudersi e che resterà nei nostri ricordi.

1) Il sorriso di Marco Simoncelli.

2) Il coraggio di Dan Wheldon. (altro…)

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immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Il mercato dei team e dei motori Il 2012 sarà un anno di grandi cambiamenti per l’IndyCar: esordirà,infatti, il nuovo telaio Dallara e ci sarà il ritorno ai motori turbo (V6 di 2.2 litri di cilindrata) che saranno forniti da tre motoristi: Honda, Chevrolet e Lotus.
Proprio quest’ultima nei giorni scorsi ha comunicato di aver raggiunto l’accordo di fornitura con 4 team (HVM, Herta, Dreyer & Reinbold e il neonato Michael Shank Racing), ponendo fine alle illazioni che si erano create sulla sua effettiva partecipazione al campionato, originatesi a causa dell’iniziale ritardo del programma del costruttore inglese.
In particolare il Dreyer & Reinbold Racing, team che quest’anno ha schierato per tre gare anche il nostro Giorgio Pantano, dovrebbe avere una posizione privilegiata assurgendo probabilmente a team ufficiale. (altro…)

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Una vittoria triste. Nella gara di Las Vegas del 16 ottobre scorso, segnata tragicamente dalla scomparsa di Dan Wheldon, è passata ovviamente e giustamente in secondo piano la conquista da parte di Franchitti del titolo 2011.
Oggi, a quasi un mese di distanza, vogliamo rendere merito al successo del pilota scozzese di origine italiana.
Per Dario si tratta del quarto titolo, il terzo consecutivo, giunto al termine di una stagione vissuta all’insegna dell’avvincente confronto col rivale Will Power. (altro…)

immagine tratta dal sito http://www.motorsport.com

L’inchiesta sul crash di Las Vegas. L’IndyCar stà procedendo nella sua inchiesta per far luce sulle cause e sulla dinamica dell’incidente che all’undicesimo giro della 300 miglia di Las Vegas ha coinvolto 15 vetture e nel quale, purtroppo, ha perso la vita Dan Wheldon,mentre Power, Hildebrand e Pippa Mann sono rimasti infortunati (delle loro condizioni fisiche ci occuperemo più avanti nel post).
E’ stato deciso che l’inchiesta si comporrà di due fasi: la prima,che richiederà alcune settimane, prevede che un gruppo di lavoro interno raccolga e valuti tutti i dati e le evidenze dell’incidente in modo da stabilire con precisione dinamica e cause.
Questo team di esperti è composto da membri della safety commission e da ufficiali di gara e si avvarrà,nel suo lavoro, di consulenti ed esperti esterni (tra i quali anche quelli messi a disposizione dalla FIA).
Saranno analizzate, nello specifico, le 15 vetture incidentate, la telemetria di queste ultime, i dati raccolti dai sensori presenti a bordo (tra questi anche quelli sistemati negli auricolari della radio indossati dai piloti,che sono in grado di registrare le accelerazioni cui viene sottoposto il pilota),le risultanze del servizio di cronometraggio, foto e filmati dell’incidente, le dichiarazioni dei piloti coinvolti e i rapporti stilati dalla direzione gara.
Michael Murphy, medico legale della University Medical Centre di Las Vegas, ha stabilito che la morte di Dan Wheldon è stata causata dalla frattura del cranio.
La vettura dell’inglese presentava il roll-bar distrutto:al momento si ipotizza che ciò sia stato dovuto all’impatto della vettura contro uno dei pali di ferro che sostengono le reti di protezione che sormontano il muretto.
I risultati della Fase 1 dell’inchiesta saranno presentati ad una commissione esterna e indipendente per la loro validazione.
Nella Fase 2 le informazioni raccolte saranno utilizzate per incrementare la sicurezza attiva e passiva e per,dice il comunicato ufficiale, “minimizzare i rischi per il futuro”. (altro…)

Vi proponiamo lo speciale dedicato a Dan Wheldon da Sky Sport Uk, che ripercorre, anche grazie a foto e filmati del passato (relativi al karting, alla Formula Ford e all’IndyCar), la vita e la carriera del pilota inglese.
Vi sono inserite le interviste a Kanaan, Franchitti, Mark Blundell, Anthony Davidson, Johnny Mowlem, Damon Hill, Eddie Jordan, Chip Ganassi e i messaggi di Lewis Hamilton, Jenson Button, Rubens Barrichello, Kyle Busch, Emerson Fittipaldi, Scott Dixon, Michael Andretti, del Panther Racing e del padre Clive.
A seguire la seconda e la terza parte (ringraziamo l’utente ” DJLEEUK ” che ha caricato i filmati su Youtube). (altro…)

Come anticipato ieri dal nostro depaillerontyrrellp34, la nuova Dallara 2012 porterà il nome di Dan Wheldon, lo sfortunato pilota inglese, che ne aveva curato lo sviluppo, venuto purtroppo a mancare domenica scorsa a Las Vegas.
Dal canale ufficiale della IndyCar su Youtube prendiamo il video del test di Wheldon che segna l’esordio della nuova vettura in quello che sarà il suo campo di gara più prestigioso, l’Indianapolis Motor Speedway, la pista legata alle imprese sportive più importanti di Wheldon.
Dan, numeri alla mano, può essere considerato il miglior interprete recente della celeberrima 500 miglia, avendo collezionato ,in nove edizioni, due vittorie,due secondi posti,un terzo e un quarto posto,nonchè tre partenze in prima fila, come risultati migliori.

L’incidente di Las Vegas,come abbiamo scritto nei giorni precedenti, rappresenta una delle pagine più drammatiche e tristi di questo sport e se è vero come è vero che la perdita di una vita umana è sempre qualcosa di tragico, in questa occasione ,se possibile,questa fa ancora più male sia perchè si tratta di un giovane uomo che lascia moglie e due figli piccolissimi,sia perchè la vicenda presenta risvolti che, esaminati oggi, appaiono come dolorosi intrecci del destino.
Detto questo, mentre una serena e razionale riflessione di quanto è successo non è solo giusta e opportuna,ma anche doverosa e necessaria in vista del futuro,ciò che invece appare ingiusta ed inopportuna,nonchè scomposta e sbagliata, è la reazione di quanti (per fortuna pochi) ,addetti ai lavori o meno,semplici appassionati (quali noi siamo) o spettatori episodici, hanno messo su in questi giorni,sull’onda emotiva del momento,un clima di caccia alla streghe,che sinceramente non condividiamo. (altro…)

Le origini.Daniel Clive Wheldon, per tutti Dan, è nato il 22 giugno 1978 in Inghilterra,ad Emberton, un piccolo centro nelle vicinanze di Milton Keynes (località famosa nel motorsport per il fatto di ospitare la sede della Red Bull e prima ancora della Jaguar e della Stewart).
La sua famiglia era numerosa (Dan aveva tre fratelli e una sorella) e appassionata di corse: il padre, di origini irlandesi, era stato un Kartista dilettante, la madre cronometrista in una pista locale.
Gli inizi in Inghilterra.Con queste premesse è facile immaginare come il piccolo Dan avesse sviluppato la sua passione per il motorsport: iniziò a guidare il kart a 4 anni e successivamente cominciò a competere a livello agonistico supportato economicamente dalla famiglia.
Tra il 1988 e 1990 vinse tre volte consecutivamente il Campionato inglese di Kart categoria cadetti e nel 1995,correndo per il team della leggenda del kart Tony Fullerton, vinse il Campionato del mondo FIA Formula A (per intenderci il titolo più importante a livello kartistico).
I tempi ormai erano maturi per il passaggio alle monoposto e Dan debuttò in Formula Vauxhall nel 1996 giungendo secondo in campionato,nel 1997 passò in Formula Ford classificandosi secondo e proponendosi come grande favorito per la stagione successiva (affrontata come pilota ufficiale Van Diemen) dove,però, incontrò sulla sua strada Jenson Button che si aggiudicò il campionato. (altro…)

L’incidente di Las Vegas può essere catalogato come uno dei peggiori della storia di questo sport per le conseguenze drammatiche e l’elevato numero di vetture coinvolte.
Un “big one” che può essere considerato come la somma di vari contatti e incidenti all’interno di quello principale, come possiamo vedere dalle immagini del camera car di Will Power.
Immagini che testimoniano quanto le conseguenze, già drammatiche di sè, potevano essere anche peggiori, con Hildebrand,Pippa Mann e Power stesso che, per fortuna, hanno riportato conseguenze fisiche di minore importanza.
Ricoverati in ospedale,sono stati tutti dimessi,ma mentre Power (che accusava dolori alla schiena) ha potuto lasciare subito la struttura dopo gli accertamenti del caso, Hildebrand è stato tenuto per la notte in osservazione vista la forte contusione allo sterno subita e Pippa Mann è stata sottoposta ad un intervento resosi necessario per una ferita al mignolo della mano destra.
La pilotessa inglese dovrà essere sottoposta ad un nuovo intervento nelle prossime 2-3 settimane,niente di preoccupante,però: per lei si prospetta una completa guarigione.

Dopo il gravissimo incidente e l’esposizione della bandiera rossa si notava dalle parole dei commentatori,dalle dichiarazioni, dalle espressioni e dal “body language” dei piloti tutta l’estrema gravità della situazione.
Alcuni driver coinvolti nell’incidente e portati nel centro medico del circuito per gli opportuni accertamenti (tra questi Paul Tracy), una volta dimessi hanno lasciato intuire che il quadro era molto preoccupante.
I piloti, o almeno quelli più esperti e carismatici (su tutti Tony Kanaan), hanno iniziato a parlarsi tra loro ed è stato organizzato un meeting privato nel quale è stato molto probabilmente deciso di non riprendere la gara in attesa di novità su Wheldon e quando è arrivata la tragica notizia della morte dell’inglese, di concerto con l’organizzazione, si è deciso di cancellare definitivamente la gara, con una decisione a mio avviso giusta,in controtendenza con l’odiosa logica del “the show must go on” a tutti i costi e diversamente da quanto accadde per esempio nell’ultima gara Cart del 1999, nelle cui fasi iniziali si verificò l’incidente fatale di Greg Moore e che, invece, fu portata a termine.
In onore e in memoria di Wheldon le vetture,schierate in formazione di tre, hanno percorso a velocità ridotta 5 giri.
Nel video le immagini di questo tributo,le parole di un commosso Kanaan e il ricordo di Wheldon affidato a Franchitti, ieri campione senza gioia.

Il tragico incidente di Las Vegas che ci ha portato via Dan Wheldon è occorso al giro numero 11. Il gruppone di 34 vetture era estremamente compatto e i piloti procedevano ruota a ruota, anche in formazione di 3.
La carambola, come possiamo vedere dalle immagini al secondo 26 del video, è stata originata da un contatto dell’anteriore sinistra di Cunningham con la posteriore destra di Hinchcliffe: il pilota neo-zelandese ha patito un effetto pendolo e si è girato. A quel punto, a velocità assai superiori ai 300 Km/h, con molte monoposte cosi ravvicinate, fisicamente non c’è lo spazio e il tempo di reagire opportunamente e il pilota diventa quasi un passeggero all’interno dell’abitacolo. (altro…)

La notizia tanta temuta purtroppo è arrivata. Dan Wheldon non ce l’ha fatta: gli è stato fatale il gravissimo incidente occorsogli all’undicesimo giro della 300 miglia di Las Vegas, che ha riguardato altre 14 vetture: arrivando sul luogo dell’incidente, che aveva coinvolto già diverse vetture, Dan non ha avuto tempo materiale di evitare l’impatto.
La sua Dallara è stata letteralmente proiettata in volo atterrando nelle barriere di protezione.
Wheldon, 33 anni, aveva vinto il titolo IRL 2005 e due 500 miglia di Indianapolis (la prima nel 2005,la seconda proprio quest’anno): lascia la moglie Susie e due figli, uno di due anni e uno di pochi mesi.
La gara è stata annullata e i piloti percorreranno 5 giri in onore dello sfortunato Wheldon.
Le nostre condoglianze alla famiglia e a quanti l’hanno conosciuto e voluto bene, le nostre preghiere e il nostro pensiero per Dan: riposa in pace.

La 300 miglia di Las Vegas è stata sospesa per un bruttissimo incidente che all’undicesimo giro ha cinvolto ben 15 piloti.
Tra questi Dan Wheldon,che è letteramente decollato sopra altre due vetture per poi atterrare nelle barriere di protezione.
L’inglese,partito ultimo,aveva recuperato in pochi giri già una decina di posizioni.
Le sue condizioni destano preoccupazioni: dopo essere stato stabilizzato presso il centro medico del circuito è stato eliotrasportato in ospedale.
Nessun ulteriore particolare è stato chiarito circa le sua situazione medica.
La bandiera rossa si potrarrà per molto tempo per via dei numerosi detriti in pista e per le riparazioni alle barriere di sicurezza: molti piloti si stanno lamentando dell’atteggiamento troppo aggressivo e pericoloso di alcuni di loro,il clima è pesante e a questo punto non sappiamo se e quando la gara riprenderà.
Tra i piloti coinvolti anche Power e Hildebrand,dunque i titoli vanno a Franchitti (generale) e Hinchcliffe (esordienti),ma a questo punto tutto ciò passa onestamente in secondo piano.

Motorsportrants ha traslocato. Vi aspettiamo QUI

immagine tratta dal sito media.indycar.com

Danica Patrick. A meno di clamorosi ritorni o apparizioni una tantum (magari alla 500 miglia di Indianapolis), Las Vegas rappresenta l’ultima gara IndyCar per Danica prima del passaggio nel mondo Nascar.
La Patrick ha esordito nel 2005, risultando il miglior rookie sia in campionato che ad Indianapolis, e in sette anni di militanza tra IRL e IndyCar (2 col team Rahal-Lettermann e cinque con la squadra di Michael Andretti) ha finora disputato 118 gare collezionando 1 vittoria (Motegi 2008), 3 pole e 2 giri più veloci in gara, con un quinto posto come miglior risultato finale in un campionato. (altro…)

immagine tratta dal sito http://www.indycar.com

Sarà Tony Kanaan a scattare dalla pole position della 300 miglia di Las Vegas incamerando il primo punto bonus del week-end.
L’esperto pilota brasiliano del team KV-Lotus ha girato alla media di 355.324 Km/h completando i due giri di qualificazione in 50.0582 secondi.
Escludendo Viso e Jakes, senza tempo per la sostituzione del motore, l’ultimo tempo cronometrato in classifica, quello di Simona De Silvestro (50.9637 secondi), è a soli 9/decimi dalla pole (distacco lo ribadiamo relativo a due giri), a dimostrazione del grande equilibrio in pista, che lascia presupporre una gara estremamente combattuta. (altro…)